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Come valorizzare i boschi italiani garantendo un approccio integrato alle filiere forestali

Coordinare le filiere dei prodotti legnosi e abbinare un utilizzo efficiente delle risorse legnose con la sostenibilità ambientale e la conservazione del patrimonio boschivo. È stato il tema di un convegno a Progetto Fuoco di Verona.

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Una sorta di Stati generali del settore forestale a Progetto Fuoco (Veronafiere 4-7 maggio), l’evento fieristico internazionale dedicato al riscaldamento a biomasse legnose in occasione del convegno “Il sistema foresta-legno in Italia: il settore forestale, elemento strategico dell’economia circolare” organizzato da AIEL, partner tecnico della manifestazione.

Tutti i principali operatori economici della filiera foresta-legno e importanti rappresentanti di Istituzioni e Associazioni si sono confrontati su politiche di sistema e valorizzazione del patrimonio forestale e boschivo italiano con l’obiettivo di garantire la multifunzionalità delle foreste e coordinare le filiere dei prodotti legnosi.

Il convegno è stato aperto da Alessandra Stefani del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che ha illustrato il principale strumento volto alla pianificazione delle politiche forestali nazionali in accordo con le politiche europee e gli accordi internazionali per i prossimi vent’anni: la Strategia forestale nazionale.

“Abbiamo stilato la Strategia forestale nazionale per portare al centro delle politiche italiane le foreste nazionali nel quadro mondiale ed europeo volto a favorire la loro tutela e la loro gestione – ha spiegato Stefani nel suo intervento –. La strategia sviluppa in ogni declinazione possibile il tema della multifunzionalità delle foreste, e indica azioni che portino il Paese ad avere foreste estese e resilienti, ricche di biodiversità, capaci di contribuire alla azione di mitigazione e adattamento alla crisi climatica, offrendo benefici ecologici, sociali ed economici per le comunità rurali e montane, per i cittadini di oggi e per le prossime generazioni.

Il professor Davide Pettenella dell’Università degli studi di Padova, Dipartimento TeSAF, ha fatto il punto sullo stato dell’arte delle utilizzazioni forestali e sulle modalità di gestione forestale in Italia. Nonostante la difficoltà di reperire dati precisi e affidabili, le stime indicano che il prelievo legnoso complessivo in Italia sia di circa 12,2 milioni di m3, a fronte di un incremento annuale di circa 37,9 milioni di m3. Più dell’80% del legname raccolto nei boschi viene impiegato per fini energetici (9 M m3), non tenendo in considerazione gli anni recenti post-Vaia che hanno portato ad una disponibilità eccezionale di legname da opera.

“Nel complesso non esiste un problema di sovrautilizzazione dei boschi italiani – ha spiegato Pettenella – ma una necessità di alzare la percentuale di prelievi di legname da opera, che rappresenta oggi solo il 15% del totale, continuando ad applicare l’approccio a cascata, favorito anche dal maggior utilizzo di pellet degli ultimi anni, uno dei prodotti simbolo dell’approccio secondo il modello della circular economy”.

Per questo è importante promuovere lo sviluppo di imprese forestali moderne, migliorando i tassi di prelievo boschivi secondo il principio dell’utilizzo “a cascata” del materiale forestale, cioè assicurando priorità nella gerarchia d’uso dei prodotti legnosi, privilegiando il materiale per la falegnameria, l’uso edilizio e industriale e a seguire la valorizzazione energetica.

Non deve esserci competizione tra il legno da destinare alla costruzione all’arredamento e il settore energetico. Il materiale adatto alla prima finalizzazione ha un maggior valore di mercato, mentre alla seconda sono destinati i sottoprodotti della gestione forestale.

L’uso sostenibile della risorsa legno, grazie alle filiere energetiche locali, può sostenere la crescita economica dei territori collocati nelle aree interne montane, in particolare dell’arco alpino e dell’Appennino. Inoltre, può ridurre in queste aree il tasso di dipendenza dalle fonti fossili, stimolare l’iniziativa economica e l’occupazione.

Su questi temi, Annalisa Paniz, direttrice generale di AIEL ha anticipato l’imminente presentazione del ‘Libro Verde’ documento che propone l’analisi delle ricadute sociali e ambientali legate alla valorizzazione della risorsa legnosa.

“Da alcuni anni – afferma Paniz – è in atto una riscoperta del legno, sia come materiale costruttivo, sia come fonte di energia, in particolare grazie alla neutralità dal punto di vista delle emissioni di carbonio in atmosfera e come interessante risposta alla fluttuazione dei prezzi dei combustibili fossili. Per AIEL, il calore da biomassa legnosa offre una soluzione matura, sicura, praticabile ed economica al problema della decarbonizzazione e può contribuire a realizzare la transizione socialmente equa ed efficiente in termini di costi verso un’economia climaticamente neutra entro il 2050, all’interno di un mix energetico intelligente capace di sfruttare al meglio le caratteristiche di ogni fonte di energia rinnovabile”.

Ampio e articolato il successivo dibattito tra i protagonisti della filiera, le associazioni ambientaliste e i rappresentanti di settore, che hanno condiviso l’importanza di un’azione coordinata per promuovere un approccio sistemico a questi temi.

In conclusione, Alessandra Stefani ha ricordato le parole del Presidente della Repubblica nell’ultimo discorso dedicato alla montagna al Quirinale: “Ci vuole coraggio. Il mondo forestale deve prendere coscienza che esistono usi alternativi delle risorse forestali. Quasi tutte le associazioni e le realtà presenti oggi siedono anche al tavolo di filiera forestale del Mipaaf: il dialogo deve continuare in quella sede. Proporrò inoltre di strutturare un sotto-tavolo energia con cui definire 5 punti precisi affinché quanto ci siamo detti oggi e quanto abbiamo scritto nella nostra Strategia forestale nazionale non resti solo su carta ma si realizzi in modo coerente”.

Vedi anche in ambito Progetto Fuoco 2022:

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