Per lo smart working, i lavoratori del call center Gse hanno ricevuto da Almaviva Contact Roma, l’azienda che eroga il servizio per conto del Gestore, solo un pc fisso privo di scheda wi-fi integrata e, nonostante abbiano lavorato per 8 mesi con portatili propri, ora sono obbligati a lavorare con quello, pena azione disciplinare.

Ma non solo: l’azienda “da mesi”, sta utilizzando il Fondo Integrazione Salariale “con percentuali che toccano il 40% per ogni lavoratore e lavoratrice dovuto al calo dei volumi, anche se ciclicamente viene chiesto loro di svolgere lavoro straordinario e supplementare”.

La denuncia arriva dalla Rsu Fiom Cgil, che in una nota riporta che l’azienda ha anche annunciato “di procedere con la riparametrazione economica degli istituti, ovvero sottraendo economicamente la quota parte di istituti che hanno fatto maturare interamente alle lavoratrici e ai lavoratori del CC posti in ammortizzatore sociale”.

Infine “crea sconcerto”, prosegue il comunicato, il fatto che “per i lavoratori che hanno avuto un evento di malattia intercorso prima dell’ammortizzatore, l’azienda abbia applicato comunque l’ammortizzatore e non la malattia. Provoca ancora più dolore e dispiacere venire a conoscenza che anche i casi positivi al Covid e con ricovero ospedaliero siano stati trattati in questo modo.”

Le lavoratrici e i lavoratori, conclude la nota, “intendono informare che è loro intenzione continuare a fornire un servizio professionale, come sempre avvenuto in questi anni, continuando a mettere a disposizione la loro forza lavoro, ma tutelando i loro diritti. La misura è colma, auspichiamo quindi vivamente che l’azienda sospenda qualsiasi azione nei confronti dei propri dipendenti al fine di risolvere in maniera condivisa con la RSU e la O.S. Fiom.”