Difficile dire se ci siano più luci o più ombre sul mercato attuale dell’auto elettrica in Europa.
Alcune luci: i costruttori auto europei hanno venduto il 38% in più di modelli elettrici nei primi sette mesi del 2025 e tutti, tranne Mercedes-Benz, sono in linea per rispettare i target sulle emissioni di CO2 per il 2025-2027, secondo un nuovo studio dell’organizzazione indipendente Transport & Environment (TE).
Il 75% delle vetture elettriche vendute oggi in Europa ha costi complessivi per il possesso e la guida più bassi rispetto alle alternative disponibili (ibride plug-in, motori endotermici), in base alle analisi di Total Cost of Ownership in 5 anni, citate in uno studio di Boston Consulting Group per Charge France, associazione che riunisce diversi operatori delle infrastrutture di ricarica in Francia.
Il risparmio annuale a vantaggio di un modello elettrico nel segmento D (berline di medie-grandi dimensioni) può arrivare a 1.600 euro, in confronto a una vettura ibrida plug-in.
Alcune ombre: la decisione di Bruxelles di “annacquare” in tre anni il raggiungimento degli obiettivi sulle emissioni di CO2, per TE farà vendere circa due milioni di auto elettriche in meno nel 2025-2027, rispetto alle stime iniziali.
Intanto la concorrenza dei marchi cinesi è sempre più agguerrita come conferma ad esempio la recente strategia di BYD in Italia, che offre un bonus fino a 10mila euro previa rottamazione indipendentemente dall’Isee, su alcuni modelli fino al 30 settembre.
“Niente bluff, solo bonus. Per tutti”, si legge sulla home page italiana del sito web BYD, accanto a un bollino rosso con la scritta “Casi-no incentivi statali?”.
Sui target della CO2, ricordiamo che a maggio il Parlamento Ue ha approvato le nuove regole di flessibilità proposte dalla Commissione: le case auto potranno rispettare i propri obblighi per il 2025, 2026 e 2027 calcolando la media delle emissioni sull’intero triennio, anziché su ogni singolo anno.
In questo modo, potranno bilanciare eventuali sforamenti con maggiori riduzioni successive. Prima di questa correzione normativa, i costruttori avrebbero dovuto tagliare le emissioni di CO2 del 15% nel 2025 e nei singoli anni seguenti (considerando la media di tutto il venduto), in confronto alla baseline del 2021.
In pratica, avrebbero dovuto scendere a una media annuale di 93,6 grammi di CO2 per km, con multe di 95 euro per ogni grammo in eccesso. Ora invece, l’obiettivo è spalmato su un triennio e questo assicura più margine di manovra alle case automobilistiche.
Dinamiche di mercato
Come emerge dalle rilevazioni di TE, riassunte nel grafico sotto, BMW, Stellantis, Renault e Volkswagen dovrebbero raggiungere e anche superare i loro obiettivi di emissioni per il 2025-27.
BMW, in particolare, rimarrebbe 13 grammi per km sotto le emissioni medie massime consentite dalla normativa Ue tra il 2025 e il 2027; solo Volvo farebbe meglio di così, mentre Stellantis e Renault rimarrebbero poco sotto al tetto massimo (rispettivamente di 9 e 2 gCO2/km).
Mercedes-Benz è l’unica casa auto europea che non rispetterebbe la normativa Ue sulle emissioni e sarebbe costretta ad acquistare crediti di CO2 da Volvo e Polestar grazie agli accordi di “pooling”.
L’amministratore delegato di Mercedes-Benz, Ola Källenius, è presidente della lobby automobilistica europea Acea; la casa tedesca “è la più accanita oppositrice degli obiettivi Ue” sulle emissioni, sottolinea TE.
Da notare (tabella sotto) che oggi circa un quarto delle auto vendute da BMW è elettrico, contro il 17% di Mercedes-Benz.
Intanto, si legge nel medesimo report, i costi delle batterie dovrebbero diminuire del 27% tra il 2022 e la fine di quest’anno e di un ulteriore 28% entro il 2027 rispetto ai livelli del 2025.
Mentre le infrastrutture di ricarica sono state installate sul 77% della rete autostradale principale europea e tutti gli Stati membri hanno già raggiunto, o anche superato, il numero di punti di ricarica pubblici richiesto dall’obiettivo Ue per il 2025.
“I costruttori stanno dipingendo un quadro a tinte fosche perché vogliono che i loro obiettivi vengano indeboliti. Ma la realtà è che le vendite di auto elettriche sono in forte aumento e le norme sulle emissioni sono fondamentali in questa equazione”, ha commentato Lucien Mathieu, direttore di TE Cars.
Rispettando le regole concordate, ha aggiunto, “l’Europa può dare alla sua industria automobilistica una possibilità di competere nella corsa globale ai veicoli elettrici. Tuttavia, l’indebolimento degli obiettivi potrebbe vedere altri produttori seguire la strada di Mercedes, che è in ritardo nell’elettrificazione e deve acquistare crediti dai suoi concorrenti”.
Guardando alle quote di mercato, l’auto elettrica nel primo semestre 2025 ha fatto il 16% circa del totale venduto nell’Unione europea, con l’Italia ferma intorno al 5%; si veda il grafico seguente, tratto dal documento di Boston Consulting Group.
Mentre India, Messico, Indonesia e Tailandia, evidenzia ancora TE, hanno quote di mercato per i veicoli elettrici rispettivamente del 5% per i primi due Paesi, poi 13% e 24%; la Cina supererà il 30% entro la fine del 2025.
Questi mercati “si espanderanno rapidamente nel prossimo decennio e, se le case automobilistiche europee non recupereranno rapidamente il terreno perduto, saranno i produttori cinesi a dominare”, concludono gli analisti.
- Rapporto TE (pdf)
- Rapporto BCG (pdf)





























