Auto elettrica, incentivi in Gazzetta ma l’avvio potrebbe slittare

Fino a 11.000 € per le famiglie, 20.000 € per le microimprese. Ma si attende l'aggiornamento Istat che definisce i territori ammessi ai bonus.

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Anche se sulla Gazzetta Ufficiale di ieri, 8 settembre, è stato pubblicato il decreto attuativo, l’avvio degli incentivi per l’acquisto di auto elettriche, atteso per la fine di settembre, potrebbe subire un rinvio.

Lo ha confermato nei giorni scorsi il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine del Forum Ambrosetti di Cernobbio: “Stiamo valutando. Se le modifiche sono poche, potremmo decidere di procedere in base alle aree già definite. Altrimenti servirà un mese, un mese e mezzo in più”.

Il nodo riguarda le “aree urbane funzionali” – ovvero città sopra i 50.000 abitanti e le rispettive zone di pendolarismo – che definiscono i territori ammessi al bonus. L’Istat sta aggiornando i dati sui flussi di pendolari e proprio questa revisione potrebbe far slittare l’apertura della misura, che in ogni caso non partirà senza la messa online della piattaforma informatica gestita da Sogei.

Intanto, come detto, il decreto attuativo del Mase, datato 8 agosto, è stato pubblicato in Gazzetta.

La misura si basa su 597 milioni di euro di fondi Pnrr, con la possibilità di integrare il plafond con altre risorse eventualmente riprogrammate. I bonus saranno concessi fino a esaurimento fondi e rimborsati ai venditori dal Mase, sulla base dei dati caricati sulla piattaforma.

Come funzionano gli incentivi

Il contributo è rivolto a persone fisiche e microimprese, con vincolo di residenza o sede legale nelle aree urbane funzionali individuate da Istat.

Persone fisiche (categoria M1, cioè auto fino a 9 posti):

  • 11.000 € con Isee fino a 30.000 €;
  • 9.000 € con Isee tra 30.000 e 40.000 €;
  • è obbligatoria la rottamazione di un’auto termica fino a Euro 5.

Microimprese (categorie N1 e N2, cioè veicoli commerciali fino a 12t):

  • incentivo fino al 30% del prezzo (Iva esclusa), con massimale di 20.000 € per veicolo;
  • ogni microimpresa può beneficiare di massimo due bonus;
  • anche in questo caso il contributo è vincolato alla rottamazione di un mezzo fino a Euro 5 e rientra nella normativa “de minimis”.

In tutti i casi, il sostegno sarà erogato sotto forma di sconto diretto in fase di acquisto.

Le risposte delle case auto

Mentre il Mase prende tempo, i costruttori non stanno a guardare. BYD, ad esempio, ha lanciato in Italia una campagna promozionale che offre fino a 10.000 € di bonus con rottamazione, senza alcun vincolo legato all’Isee e valida fino al 30 settembre su alcuni modelli. “Niente bluff, solo bonus. Per tutti”, recita la home page italiana del marchio cinese, con tanto di bollino rosso e scritta “Casi-no incentivi statali?” (si veda Auto elettrica: le ultime su costi, vendite, strategie).

Anche Ford, si legge sulla sua home page italiana, ha deciso di anticipare il bonus statale, con 9mila euro di incentivi sulla gamma elettrica senza vincoli di residenza e di reddito”, a fronte della rottamazione di un veicolo, fino al 30 settembre.

Diversi altri marchi, inclusa Fiat, stanno lanciando promozioni di vario tipo (permute, finanziamenti e altro) per attirare nuovi clienti sui modelli elettrici, senza attendere le iniziative dello Stato.

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