L’appello delle associazioni a Draghi e alle forze politiche: evitare la crisi di governo

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Una eventuale caduta dell'attuale esecutivo avrebbe conseguenze molto pesanti su tanti dossier aperti, in particolare sulle fonti rinnovabili.

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Evitare una crisi di governo in un momento così delicato per il Paese: la richiesta al premier Mario Draghi, con un appello alla responsabilità delle diverse forze politiche che hanno sostenuto finora il suo esecutivo, arriva da un gruppo di associazioni, movimenti e organizzazioni della società civile, tra cui Legambiente.

Riteniamo, si legge in una nota congiunta, “che la drammaticità del momento e le tante domande di dignità della società non abbiano bisogno di una crisi perché ne uscirebbero ancora più compromesse. Ne pagheremmo tutti le conseguenze, soprattutto chi già è o sarà più colpito dal convergere, in una tempesta perfetta, di più crisi lontane dall’essere risolte, come la guerra globale, l’esodo dei rifugiati e di tanti poveri, l’inflazione e l’esplosione delle diseguaglianze, la pandemia e le devastazioni conseguenti alla crisi climatica e alle violenze sull’ambiente”.

Si chiede quindi a Draghi e alle forze politiche “di trovare prontamente una composizione delle differenti posizioni”.

Il punto, si sottolinea, è che ora “ci sono molti cantieri aperti (Pnrr, Decreto semplificazioni, misure urgenti per i redditi bassi, crisi energetica) e le troppe urgenze dettate dal bene comune reclamano che le conflittualità siano gestite e trovino rapidamente un’intesa”.

Come spiegato in questo articolo (Crisi di Governo, i possibili impatti per i provvedimenti sulle rinnovabili), una eventuale caduta del governo Draghi rischia di avere conseguenze molto negative su molti provvedimenti ancora in corso per le fonti rinnovabili.

Dai decreti attuativi del decreto 199/2021 ai progetti sulle rinnovabili del Pnrr, infatti, una crisi di governo potrebbe mettere in stand-by una serie di misure urgenti per contrastare il caro energia e accelerare gli investimenti nelle tecnologie pulite.

Il documento, aperto ad altre adesioni, finora è stato sottoscritto da: Acli, Arci, Azione Cattolica Italiana, Confcooperative, Cnca, Fuci, Gruppo Abele, Legambiente, Legacoop Sociali, Libera, MeiC, Movimento Politico per l’Unità.

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