Edilizia, INU: “nuovi incentivi fiscali per riqualificare quartieri e aree urbane”

  • 20 Novembre 2015

È necessario secondo l'Istituto Nazionale di Urbastica potenziare e calibrare gli strumenti tecnici, fiscali e normativi e renderli utili per rigenerare parti di città, e individuare nuovi parametri sui quali applicare gli incentivi fiscali per estendere la rigenerazione urbana a interi quartieri e aree urbane.

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Il mondo dell’edilizia è in mutamento e occorre orientarsi verso la riqualificazione della città esistente piuttosto che sull’espansione. Per farlo è necessario potenziare e calibrare gli strumenti tecnici, fiscali e normativi e renderli utili per rigenerare parti di città, e individuare nuovi parametri sui quali applicare gli incentivi fiscali. È questa, in estrema sintesi, la proposta che l’INUIstituto Nazionale di Urbanistica – ha presentato il 19 novembre nell’ambito della dodicesima edizione di Urbanpromo, alla Triennale di Milano. L’obiettivo della proposta – spiega l’INU – è quello di far salire di livello “l’industria della rigenerazione urbana”, dalla dimensione micro dove è attiva e produttiva oggi – sostenuta dall’efficacia degli ecobonus per le ristrutturazioni edilizie – per estenderla a interi quartieri e aree urbane.

Occorre introdurre nuovi standard, quindi – argomenta l’Istituto Nazionale – che dovrebbero essere in grado di stabilire nuovi parametri e renderli misurabili: parametri come la qualità dei suoli, la resilienza naturale e sociale, il grado di innovazione tecnologica. Una volta stabiliti questi parametri e i criteri di misurazione si possono stabilire dei livelli minimi da conseguire, che i singoli Comuni possono adottare come riferimenti al momento di dare il via agli interventi. Saranno i Comuni, quindi, in futuro attraverso piani urbanistici rinnovati e innovativi e ora con procedure che individuano e delimitano le aree degradate da riqualificare (anche attraverso le proposte di cittadini o gruppi di imprese disposte a intervenire) a dare il via alle operazioni di riqualificazione.

Su queste aree delimitate – si legge nella nota dell’INU – andrebbero applicati nuovi incentivi fiscali, una evoluzione degli ecobonus, da integrare quindi con le risorse dei cittadini e con fondi europei, che otterrebbero quindi il risultato di andare a beneficio di porzioni unitarie di città e che sarebbero più in grado di attrarre le risorse private delle imprese e delle ESCo.

Incentivi da modulare per interventi sulla base dei parametri dei nuovi standard, che quindi aiuterebbero a intervenire su fattori come la qualità dei suoli, sulla prevenzione dal rischio idrogeologico, sulla qualità della rete Internet, sulla mitigazione dei rischi ambientali, sull’inclusione sociale.

La proposta è parte del Progetto Paese che l’INU presenterà a Cagliari al suo XXIX Congresso, il 29 e il 30 aprile 2016.

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