Rinnovabili non FV: 64 milioni al tetto e nuovo decreto in dirittura d’arrivo

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L'ultimo aggiornamento del contatore del GSE segna uno scatto avanti di 14 milioni di euro in un mese: ne mancano 64 al raggiungimento del tetto dei 5,8 miliardi. Il limite di spesa dovrebbe allontanarsi con il metodo di calcolo introdotto con il nuovo decreto. Secondo gli ultimi aggiornamenti l'atteso provvedimento dovrebbe essere firmato “a giorni”.

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Il GSE ha diffuso ieri i dati aggiornati del contatore degli incentivi alle rinnovabili non fotovoltaiche: il costo indicativo al 31 luglio è di circa 5,736 miliardi di euro, 14 milioni in più rispetto al 30 giugno. Mancano dunque 64 milioni al raggiungimento del tetto dei 5,8 miliardi, che salvo novità segnerà la fine degli incentivi e che verrà mantenuto anche nel nuovo decreto, che resterà in vigore fino a fine 2016.

Nuovo metodo di calcolo in arrivo

Tenendo conto anche dei circa 1.200 MW di nuovi impianti che potrebbero entrare in esercizio con sistema incentivante che si sta per approvare, si potrebbe pensare che il limite di spesa sia molto vicino e possa essere raggiunto ben prima della fine del 2016. Il nuovo decreto però – stando alle bozze in circolazione – introduce una nuova metodologia per conteggiare le risorse impegnate nell’incentivazione che farà camminare molto più lentamente il contatore, allontanando il tetto dei 5,8 miliardi. Oggi, infatti, il contatore si basa su una somma del costo potenziale degli incentivi, con il nuovo metodo invece il costo degli impianti vincitori di aste e registri non verrà più attribuito alla data di svolgimento del registro, ma alla (presunta) data di entrata in esercizio.

Risorse garantite fino a fine 2016

Come ci spiegava a luglio Tommaso Barbetti di eLeMeNS: “attualmente pesano sul registro oltre 450 milioni di costo relativi ad impianti che, pur avendo ottenuto il diritto all’incentivazione con aste e registri, non sono ancora stati realizzati: con il nuovo contatore tale costo verrà attribuito al futuro – con il GSE che ipotizzerà per ciascun impianto una data presunta di entrata in esercizio. Pertanto, dal momento in cui tale modifica diventerà operativa, il contatore calerà subito di 450 milioni; e questa somma sarà così spalmata sul futuro. Tale logica si applicherà anche agli impianti che vinceranno le aste e registri previsti dal nuovo decreto: nessuna attribuzione di costo immediata, ma spesa spalmata sul futuro”.

Grazie al nuovo metodo di calcolo e alle risorse impegnate che si libereranno (impianti che termineranno il periodo incentivato con vecchi meccanismi quali certificati verdi e Cip6), nella maggior parte degli scenari sviluppati da eLeMeNS il picco di spesa del contatore non supererebbe il limite di 5,8 miliardi, facendo giungere il decreto alla naturale scadenza di fine 2016 e garantendo lo svolgimento delle due sessioni di aste e registri.

Nuovo decreto firmato “a giorni”

Previsioni che dovrebbero tranquillizzare gli operatori, non fosse che il nuovo decreto, la cui pubblicazione era attesa già per prima della pausa estiva, ancora non si vede. A che punto siamo? A quanto apprende QualEnergia.it la terza e ultima bozza sarebbe pronta e vedrebbe d’accordo tutti i ministeri su testo e tariffe, dopo le richieste di alcune modifiche fatte prima di ferragosto da quello dell’Agricoltura.
Le fonti sentite si aspettano che il decreto venga firmato “nel giro di qualche giorno”, per essere poi sottoposto (nella prima convocazione utile) al parere non vincolante della Conferenza Stato Regioni e successivamente a quello della Commissione europea. Tenendo conto di tutti questi passaggi dovrebbe essere pubblicato “tra ottobre e novembre”.

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