Esistono impianti ibridi recentemente messi sul mercato per il riscaldamento degli ambienti, dell’acqua calda sanitaria e per il raffrescamento che sono costituiti da un’ unità interna rappresentata dalla caldaia a condensazione (a metano o gpl) delle dimensioni di una classica caldaia murale e da un’unità esterna rappresentata dalla pompa di calore di piccola potenza (in genere 5-8 kW), anche in funzione reversibile. Questi sistemi, che hanno un’efficienza complessiva molto elevata, hanno il vantaggio di poter essere allacciati direttamente all’impianto di riscaldamento esistente senza intervenire sui radiatori (funzionanti fino a 80°C) e sul sistema di distribuzione dell’abitazione, in sostituzione della vecchia caldaia murale. E’ dunque una soluzione non invasiva e facilmente applicabile nelle ristrutturazioni leggere.

In merito a questa tipologia di impianto, l’Enea, ente titolato a gestire il meccanismo della detrazione fiscale, ha confermato la possibilità di detrarre il 65% delle spese in 10 anni, così come da una recentissima FAQ, la n. 74, che qui riportiamo:

In linea generale, considerate le finalità della misura, volta a favorire gli interventi energeticamente sempre più efficienti, lo sviluppo tecnologico intercorso negli ultimi anni e il requisito posto alla base dell’incentivo (rendimento della caldaia), si ritiene che l’intervento oggetto del quesito sia compatibile con il sistema di detrazione fiscale per l’efficienza energetica. Quindi, nello specifico, si ritiene che ai fini dell’agevolazione ai sensi del comma 347 (legge finanziaria 2007), fermo restando il rispetto dei requisiti tecnici essenziali per la caldaia a condensazione (di cui al comma 1 dell’Art. 9 del “decreto edifici”), la pompa di calore, nella configurazione connessa e integrata alla caldaia, rientri tra le apparecchiature elettriche ed elettroniche agevolabili ai sensi dell’Art.3 del “decreto edifici”.

Come funziona questo sistema ibrido? La caldaia a condensazione, che viene collegata alla pompa di calore tramite due tubazioni, integra al suo interno anche uno scambiatore acqua/gas con refrigerante e un sistema di gestione idraulico ed elettronico. Tre le modalità di funzionamento: sola caldaia, sola pompa di calore o entrambe contemporaneamente. In quest’ultimo caso, l’acqua viene preriscaldata dalla pompa di calore e immessa in caldaia per effettuare solamente il restante salto termico. Obiettivo è ridurre al minimo il consumo di gas. In alcuni casi si può impostare il costo al kWh di energia elettrica e il costo al m3 del gas, così che il sistema è in grado si scegliere la modalità di funzionamento più conveniente in base alla temperatura interna richiesta, e alla temperatura esterna e interna rilevata.

Va inoltre detto che generalemente la produzione istantanea di acqua calda sanitaria è il 20% più efficiente, visto che la caldaia a condensazione a doppio circuito consente di condensare i fumi, recuperando calore, durante il riscaldamento degli ambienti, come avviene con le caldaie a condensazione tradizionali, ma anche durante la produzione di acqua calda sanitaria. Avendo due circuiti separati, anche quando la pompa di calore è attiva in riscaldamento, la caldaia può produrre in contemporanea l’acqua calda sanitaria con il risultato di un maggiore comfort.

Immagine: Daikin-Rotex

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