Continuano le prese di posizioni e le analisi delle associazioni di categoria del fotovoltaico che si sentono coinvolte nella comunicazione (pdf) della Autorità sui rincari del prezzo dell’elettricità per il primo trimestre del 2012. Dopo Gifi (Qualenergia.it, GIFI: l’aumento 2012 del kWh è imputabile al fotovoltaico per meno del 30%) anche Assosolare, l’associazione nazionale dell’industria fotovoltaica, ha fatto un’analisi alla luce dei dati dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG), in merito all’incremento del prezzo. In sintesi per Assosolare il fotovoltaico non è l’unico responsabile degli aumenti dei costi in bolletta per i consumatori. In particolare, l’associazione di categoria puntualizza alcuni aspetti:



  • Sulla base dei dati resi disponibili dall’AEEG per l’aggiornamento tariffario del primo trimestre, Assosolare stima che sul totale aumento degli oneri generali, di cui la componente A3 destinata alle rinnovabili è una parte importante, il fotovoltaico è arrivato solo recentemente a pesare per circa la metà. Il che testimonia però la positiva crescita del settore.

  • L’aumento della spesa per elettricità da fonti energetiche tradizionali pesa molto più di quella per il fotovoltaico: per la quota energia (spesa per elettricità da combustibili tradizionali), la famiglia-tipo sosterrà nel 2012 una spesa annua di circa 269 euro a fronte dei 260 sostenuti del 2011 (ca. +9 euro, contro il +5 euro del fotovoltaico).

  • Con queste ipotesi, la spesa annuale della famiglia italiana per il sostegno al fotovoltaico si assesta a circa il 7% della spesa complessiva. Anche se si realizzassero le ipotesi di incremento degli oneri prospettate dall’Autorità, la spesa si assesterebbe a circa il 10% (solo il 3% in più).

  • È invece altamente improbabile che il prezzo dell’energia da fonte tradizionale si mantenga inalterato, perché l’elettricità da fonte tradizionale risente di condizioni geopolitiche poco prevedibili. È questo il vero motivo dell’incertezza dei costi in bolletta, a cui anzi le rinnovabili possono portare stabilità, contribuendo a ridurre il prezzo dell’energia per i consumatori.

  • Risparmio per emissioni di CO2: a partire dal 2013, la produzione di elettricità da fonti tradizionali sarà gravata dall’onere dell’emissione di CO2 che impatterà direttamente sul costo dell’elettricità, aumentando la spesa per i consumatori (almeno 15 euro/anno per famiglia). Il fotovoltaico, essendo una fonte a “zero emissioni”, contribuirà a mitigare questo effetto: ad esempio, il raggiungimento dell’obiettivo di 23.000 MW consentirà una riduzione dell’8% dell’aumento di prezzo.

  • Il fotovoltaico contribuisce a smorzare i prezzi nelle ore di punta, determinando una riduzione degli oneri per il consumatore, e non viceversa. Il nuovo scenario prospettato dall’AEEG, con l’aumento dei prezzi di produzione, rende invece necessario una verifica delle reali condizioni di concorrenza del mercato elettrico all’ingrosso.  

Fonte: Comunicato Assosolare