Certificati bianchi, le nuove linee guida dell’Autorità

Le nuove linee guida sui titoli di efficienza energetica dovrebbero dare un nuovo slancio al meccanismo entrato in crisi quest'anno, rendendo più conveniente la presentazione dei progetti. Tra le principali novità: i nuovi coefficienti moltiplicativi o coefficienti di durabilità e una ridotta soglia minima dei progetti.

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L’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ha emanato le nuove linee guida sui titoli di efficienza energetica con la delibera EEN 9/11 (vedi allegato in basso). Il provvedimento, atteso in seguito alle consultazioni di fine 2010 – DCO 43/2010 – e di fine settembre – delibera EEN 7/2011 –, introduce alcune novità e rende più conveniente la presentazione di progetti di efficientamento energetico.


Gli elementi innovativi principali sono i seguenti:



  1. vengono introdotti dei coefficienti moltiplicativi coefficienti di durabilità – che tengono conto della vita tecnica attesa degli interventi, aumentando i certificati bianchi rilasciati nel corso della vita utile (usualmente cinque anni) rispetto al passato;

  2. è ridotta la soglia minima dei progetti, rendendo più semplice la presentazione delle domande per interventi di dimensioni medio-piccole e per alcune classi di soluzioni;

  3. viene innalzato a 180 giorni il tempo massimo entro cui presentare un progetto che ha raggiunto la dimensione minima.

Entrando più in dettaglio


1) il primo punto è per gli operatori di mercato il più significativo. Per fare un esempio, l’installazione di sistemi di climatizzazione nel settore civile con cambio del generatore di calore o freddo (scheda 26) produrrà adesso un numero di titoli annuo 2,65 volte superiore alla situazione precedente. Per alcuni interventi il coefficiente supera il valore tre (il massimo è previsto per le cosiddette guide di luce, per le quali si arriva a 4,58) e rimane unitario solo per gli stand-by e le apparecchiature da ufficio (PC, stampanti, ecc.). I coefficienti, che sono valutati rapportando la vita tecnica a quella utile e applicando un coefficiente di decadimento annuo dei risparmi, sono distinti secondo le classi di intervento relative alle tabelle allegate ai D.M. 20 luglio 2004, ma le singole schede di valutazione semplificata – standard e analitica – possono presentare valori differenti. Per i progetti a consuntivo si applicano i coefficienti della classe cui appartiene la soluzione tecnologica considerata, ferma restando la possibilità di proporre valori alternativi, purché ben documentati e valutati in modo cautelativo.


2) Le soglie minime per presentare i progetti vengono decisamente abbassate e non presentano più distinzioni per tipologia di soggetto titolare. I valori sono pari a 20 tep, 40 tep e 60 tep per progetti rispettivamente standard, analitici e a consuntivo. Da notare che i risparmi sono quelli integrali, ossia calcolati applicando i coefficienti di durabilità, e quindi l’effetto sulla soglia minima è più consistente del semplice abbassamento dei valori precedenti. Questo si tradurrà in un beneficio soprattutto per le aziende con energy manager e per i progetti costituiti da interventi di piccola dimensione (che peraltro verranno in parte dirottati sul nuovo conto termico, quando verrà emanato il decreto ministeriale in fase di definizione al MSE).


3) Il terzo punto rende più flessibile la presentazione delle domande, specie per i progetti analitici, che prima erano concentrati a gennaio e luglio (dovendo presentare delle misure). Di ciò beneficeranno sia i titolari dei progetti, che avranno più tempo per presentare le proposte, sia l’ENEA come valutatore, visto che dovrebbe ricevere le domande in modo più uniforme nel corso dell’anno.


Fra le altre novità vale la pena di evidenziare l’introduzione dei titoli di tipo V (interventi nel settore trasporti in assenza di schede di valutazione semplificate – l’unica tipologia rimasta senza diritto al rimborso in tariffa per i distributori obbligati) e la segnalazione per le società di servizi accreditate e presenti nell’elenco dei soggetti che hanno ottenuto TEE dell’eventuale certificazione secondo la norma UNI CEI 11352 sulle ESCo. Questo potrebbe aiutare a fare un po’ di chiarezza nel tempo sulle differenze fra collezionisti di titoli, società di servizi energetici ed ESCo (società che offrono la garanzia delle performance e il finanziamento tramite terzi sulle soluzioni di efficientamento proposte).


Vale la pena di ricordare che per la cogenerazione si applicheranno le regole “particolari” – in quanto non omogenee con il meccanismo dei TEE e dunque fonte di complicazione e potenziale confusione – introdotte dal D.M. 5 settembre 2011. L’Autorità nelle nuove linee guida ha comunque mantenuto in vigore la scheda 21 bis per il settore civile, da applicarsi in caso di soluzioni cogenerative integrate con altri interventi di efficientamento non scorporabili che ne compromettano l’accesso all’incentivo previsto dal decreto citato.


Dal punto di vista operativo i coefficienti di durabilità si applicheranno non solo a tutte le nuove proposte, ma anche ai progetti presentati negli anni passati e ancora attivi, che beneficeranno del moltiplicatore sulle prossime richieste successive alla prima (progetti analitici e a consuntivo). Per i progetti standard aperti, l’AEEG provvederà a riconoscere in un’unica soluzione entro il 30 aprile 2012 tutti i risparmi spettanti fino alla fine della vita utile, moltiplicati per il coefficiente di durabilità. Esempio: nell’ipotesi di un progetto presentato tre anni prima, per cui rimangano otto emissioni automatiche trimestrali, il titolare riceverà entro la data indicata tutti i titoli previsti nei due anni rimanenti moltiplicati per il coefficiente della relativa scheda standard.


È utile ricordare che il meccanismo è entrato in crisi nel 2011 per la carenza di TEE sul mercato. Crisi non per l’offerta, evidentemente, che anzi ha potuto beneficiare di prezzi stabilmente superiori ai 100 euro/tep, ma per i distributori obbligati, che in assenza di cambi di rotta si troveranno sottoposti a sanzioni potenzialmente pesanti sull’obbligo 2010 e che ricevono un rimborso in tariffa inferiore di 10-20 euro/tep al prezzo di acquisto dei certificati (situazione superabile solo promuovendo ESCo di gruppo, percorso però non sempre agevole, specie per i piccoli soggetti).


È ancora presto per quantificare gli effetti sul mercato di queste linee guida, ma è chiaro che si godrà di un po’ di respiro. Per fare qualche valutazione spannometrica sui possibili effetti della delibera EEN 9/11 a partire dai dati disponibili attraverso il GME e l’Autorità, ai circa 515.000 titoli emessi da inizio giugno ad oggi si potrebbero aggiungere 5,5-6,5 milioni di titoli (2,5-3,5 milioni da analitici, consuntivo e standardizzati vecchie regole, più un 2,5-3,5 milioni circa per l’anticipo dei TEE sui progetti standard aperti). Sono stime FIRE da prendere con le molle, perché il conto preciso richiederebbe il reperimento di alcuni dati di dettaglio e un po’ di tempo in più, ma se corrette sarebbero in linea con la somma dell’obbligo 2011 e del mancato obiettivo 2010, riportando un certo equilibrio per fine maggio 2012. Chiaramente l’anticipazione dei TEE per le proposte aperte creerebbe un obiettivo addizionale per i due anni successivi, che presupporrebbe una risposta di mercato forte, con la presentazione di numerosi nuovi progetti. I prossimi mesi consentiranno di verificare se il provvedimento dell’Autorità sarà sufficiente anche per questo o se andrà integrato.


In conclusione, l’Autorità ha fatto un buon lavoro e ha dimostrato di sapere mettere in discussione alcune scelte iniziali, segno di maturità. Si tratta però del primo passo per ridare slancio a un meccanismo entrato in crisi nel 2011 a causa di una carenza di titoli sul mercato peraltro prevedibile e si attende dunque con una certa urgenza il decreto ministeriale che dovrà ridefinire una parte delle regole per superare le problematiche ancora aperte – come l’informazione insufficiente, le statistiche migliorabili e in tempo reale, la semplificazione, l’allargamento degli interventi ammissibili (molti lo sono teoricamente, ma non praticamente), il rimborso in tariffa – e rendere lo schema dei TEE più performante e, soprattutto, in grado di promuovere realmente l’efficienza energetica.


credit photo: roburpictures by Flickr 

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