Una strategia quasi 100% rinnovabile per l’Europa

Un nuovo rapporto di Greenpeace ed EREC dedicato all'UE27 delinea un percorso al 2050 che porti a soddisfare i consumi energetici totali con il 92% di fonti rinnovabili, con un taglio delle emissioni del 95%. Un breve documento mette a confronto gli scenari energetici "100% rinnovabili" al 2050 elaborati recentemente.

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Dopo la terza edizione del rapporto Energy [R]evolution di Greenpeace ed EREC, che traccia uno scenario mondiale molto spinto per ridurre dell’80% le emissioni di CO2 al 2050, con una quota di energia primaria prodotta da rinnovabili pari all’80% (Qualenergia.it, L’evoluzione del sistema energetico), è stato presentato da pochi giorni a Bruxelles un simile rapporto, ma dettagliato sull’Unione Europea.

In sintesi Il rapporto EU Energy [R]evolution (pdf) mostra come sia possibile un taglio del 95% delle emissioni di CO2 al 2050, eliminando il ricorso al nucleare e ponendo termine alla dipendenza europea dai combustibili fossili. Queste fonti verrebbero sostituite da un mix di tecnologie rinnovabili, già disponibili, per la produzione di elettricità, di calore e per i trasporti.
Il rapporto analizza come l’Europa potrà ottenere nel 2050 il 92% degli usi energetici totali e il 97% dell’elettricità da fonti rinnovabili.

Ai fini di questo risultato – si spiega nel report – bisognerà tagliare i consumi grazie alle tecnologie di efficienza e risparmio energetico e a un sostanziale spostamento del traffico merci dalla gomma alla ferrovia. Servirà poi progettare in maniera intelligente gli edifici, usare tecnologie per il riscaldamento basate sulle rinnovabili, e applicare l’elettricità da fonte pulita per i processi industriali.

Gli investimenti nelle energie verdi aumenteranno i costi dell’elettricità nel breve e medio termine, ma questi investimenti ritorneranno con gli interessi grazie ai risparmi sui consumi di fonti fossili, pari a 2.650 miliardi di euro nel periodo considerato fino al 2050, ampiamente maggiori rispetto agli investimenti previsti, con un forte beneficio per la competitività internazionale dell’Europa.

Secondo lo scenario europeo Greenpeace-EREC, nel 2050 il costo della produzione di elettricità sarà inferiore di 85 miliardi di euro rispetto allo scenario di riferimento. Così, anche tenendo conto dei maggiori investimenti da effettuare nelle fonti rinnovabili, con la riduzione progressiva delle fonti fossili, l’abbandono del nucleare e senza gli investimenti in cattura e stoccaggio della CO2 (CCS), si otterrebbe per le economie europee in media risparmi netti all’anno di 19 miliardi e fino al 2050.

«Muoversi verso un sistema basato al 100% sulle fonti rinnovabili – ha dichiarato Frauke Thies, consulente per le politiche energetiche di Greenpeace – non serve solo a combattere i cambiamenti climatici, ma è una strategia intelligente anche per l’economia. Quarant’anni fa le rinnovabili erano un sogno, oggi sono una realtà e nei prossimi 40 anni devono diventare la norma. Carbone e nucleare sono i pesi morti per l’innovazione, mentre le rinnovabili possono sviluppare ancora nuove tecnologie, creare posti di lavoro e sicurezza energetica. Per sbloccare questo potenziale, la Commissione europea deve studiare i benefici e la fattibilità di uno scenario energetico rinnovabile al 100%».

«Il rapporto Energy [R]evolution – aggiunge Christine Lins, Segretario generale di EREC – dimostra che non ci sono barriere tecnologiche per avere il 100% di rinnovabili al 2050 e ottenerne i benefici ambientali e occupazionali. La barriera è politica. La volontà politica è quello che manca per un futuro energetico sostenibile in Europa».

E’ stato anche elaborato un breve documento (pdf) che permette il confronto con recenti scenari energetici 100% rinnovabili al 2050 elaborati recentemente per l’Europa: il “World Energy Outlook” della IEA (2009: 450ppm scenario); “Europe’s Share of the Climate Change” di Friends of the Earth Europe/SEI (2009: 100% renewable energy scenario); “2050 Roadmap” di European Climate Foundation/Mckinsey (2010: 80% RE scenario); “Power Choices” di Eurelectric (2010: Power Choices scenario). Alcuni di questi sono stati analizzati nelle nostre pagine.

L’EU Energy [R]evolution, pur essendo ambizioso, è basato su ipotesi realistiche su come produrre l’energia localmente, evitando gli investimenti in tecnologie rischiose e costose. Lo scenario combina gli interventi di efficienza energetica in tutti i settori che possono consentire ampi risparmi di energia, un mix di fonti rinnovabili decentralizzate, lo sviluppo su larga scala dell’eolico off-shore e del solare termodinamico. Gli usi delle biomasse sono quasi esclusivamente quelli derivati dai residui agricoli e forestali.

 

 

 

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