Agrienergie, la mappa degli impianti in Toscana

  • 4 Novembre 2009

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Mille abitazioni riscaldate grazie ai progetti in fase di realizzazione.La situazione attuale e le potenzialità di questa fonte rinnovabile per la Toscana.

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Il futuro energetico dell’agricoltura Toscana è al suo crocevia decisivo: deve utilizzare la potenzialità emersa dalla fase di sperimentazione dei primi impianti a biomasse, per far sì che le agrienergie diventino un nuovo, autentico pilastro delle politiche energetiche regionali. In pochi anni il potenziale agrienergetico presente in Toscana potrebbe infatti permettere di riscaldare 50.000 abitazioni, e mettere a disposizione delle filiere energetiche locali un quantitativo energetico del valore di 800 milioni di euro.

Verso questo futuro ci si dirige a passi spediti: ai sette impianti pilota con i quali è stata sviluppata la sperimentazione, se ne stanno aggiungendo un’altra quarantina (molti di questi sono completati o lo saranno nel 2010) con i quali saranno riscaldati una sessantina di edifici pubblici, 700 abitazioni e altri 200 impianti privati nei quali le nuove tecnologie sono destinate al fabbisogno di utenze familiari.

La situazione attuale
Tutto è cominciato con i sette impianti pilota di teleriscaldamento realizzati tra il 2004 e il 2007 in varie aree montane della Toscana (la prima esperienza è stata quella di Rincine (Londa)), con i quali si è arrivati anche a riscaldare interi centri abitati (come quello di Cetica in Casentino). Il positivo esito di questa sperimentazione è stato il volano del primo bando regionale con il quale, attraverso un investimento di 8 milioni di euro, si sono cofinanziati circa 40 impianti: metà di questi stanno per essere inaugurati, l’altra metà sarà pronta nel 2010 (vedi tabella).

Sono ben 14 i paesi in cui gran parte della case, già dalla fine di quest’anno, potranno staccare le centrali a gasolio e passare al teleriscaldamento con cippato di legno: si tratta di Pomino, Castagno d’Andrea, San Godenzo e San Casciano in Val di pesa in provincia di Firenze, Falciano (Subbiano), e Carda (Castel Focognano) in provincia di Arezzo, Sammomè (Pistoia), Maresca e San Marcello Pistoiese, Pruno-Volegno (Stazzema), San Romano in Garfagnana e Gramolazzo (Minucciano) in provincia di Lucca, Palazzetto (Chiusdino) in provincia di Siena. Con questo bando, oltre a 700 appartamenti, si riscalderanno scuole, uffici, palestre.

Accanto a questi interventi regionali altri progetti si sono attivati privatamente o con il sostegno degli enti locali: così, per esempio, a Calenzano (Firenze) è stato realizzato (a breve l’accensione) un impianto di cogenerazione che produrrà sia energia termica per riscaldare vari plessi pubblici che energia elettrica, e in varie parti montane della Toscana diverse centinaia di famiglie hanno deciso di dotarsi delle nuove tecnologie per riscaldare la propria abitazione. Tra l’altro varie misure del Piano di sviluppo rurale incentivano l’utilizzo di questi impianti.

I progetti in corso

Tutti gli aspetti connessi allo sviluppo delle agrienergie, dalla produzione alla commercializzazione sono stati oggetto in questi anni di azioni di ricerca e sperimentazione mandate avanti dall’Arsia, l’agenzia per la ricerca e l’innovazione in campo agricolo e forestale. Così, per esempio, tutta la fase dei primi progetti pilota è stata sviluppata con il progetto di cooperazione transnazionale “bosco – legno – energia, Iniziativa Comunitaria Leader Plus,” e con il progetto interregionale Woodland energy.

Attualmente al centro dell’azione Arsia ci sono le potenzialità di commercializzazione dei combustibili solidi con la partecipazione al progetto europeo “Biomass Trade Centres”, che ha l’obiettivo di favorire l’organizzazione del mercato da parte degli operatori primari. L’Arsia ha anche realizzto un progetto per valutare, accanto alle biomasse, le potenzialità della filiera biodiesel. Il progetto pilota per lo Sviluppo integrato delle energie rinnovabili dal settore agroforestale (S.I.En.A) – Filiera biodiesel, realizzato dall’Agenzia su mandato della Giunta Regionale e con il finanziamento della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, ha consentito al trasporto pubblico senese di utilizzare per una annualità il girasole come carburante; attualmente è in corso anche una seconda tranche del progetto, che prevede l’impiego dell’olio vegetale puro per la produzione di energia termica, elettrica e meccanica.

L e potenzialità future

Secondo una ricerca relativa alla potenzialità produttiva delle agrienergie in Toscana promossa dall’Arsia (Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura) su indirizzo della Giunta regionale ammonta a 350 Megawatt energetici (o a 790 termici) la quantità di energia che potrebbe essere ottenuta complessivamente nella nostra regione da un utilizzo dei residui della lavorazioni agricole e forestali e, solo in minima parte, da quello di colture dedicate. Se la produzione di questa energia fosse immessa sul mercato permetterebbe di ricavare una cifra pari a 800 milioni di euro, cioè a un terzo della produzione lorda vendibile dell’agricoltura. Se utilizzata come energia termica permetterebbe di riscaldare fino a 50.000 appartamenti.

La ricerca Arsia evidenzia le possibili disponibilità di materie prime convertibili in agrienergie, dopo averle sottoposte a un triplice vaglio: la loro compatibilità ambientale, quella paesaggistica, e la loro economicità. Così, per esempio, su una superficie boscata utilizzabile di oltre 1 milione di ettari, la superficie nella quale gli interventi forestali per la raccolta degli scarti della lavorazioni forestali risulterebbero compatibili economicamente è inferiore alla metà (485.000 ettari). Questi parametri, che rendono estremamente realistico il lavoro, dimostrano comunque la forte potenzialità del settore in varie aree della Toscana, collocando al primo posto la provincia di Grosseto, seguita da quella di Siena e più a distanza da quelle di Firenze, Arezzo e Pisa. Il quantitativo di produzione che potrebbero essere messe insieme per creare energia supera i 4 milioni di tonnellate annue: gran parte dell’energia prodotta (oltre l’80%) proverrebbe da biomasse, il 13% verrebbe utilizzata per realizzare biocarburanti.

Il bando regionale per gli impianti a biomasse

Gli impianti che saranno ultimati entro il 2009

1- C.M. Montagna Fiorentina – Pomino
2. Comune di Stazzema – Pruno Volegno
3. C.M. Montagna Fiorentina – Castagno
4. Comune di San Godenzo
5. C.M. Casentino – Subbiano
6. C .M. Casentino – Castelfocognano
7. Comune di Pistoia – Sammomme’
8. Comune di S. Romano in Garfagnana
9. Provincia di Pistoia – Maresca
10. Comune di Minucciano
11. Comune di Castell’Azzara
12. Provincia di Pistoia – Pescia
13. C.M. Appennino Pistoiese
14. Comune di Chiusdino
15. Comune di S. Gimignano
16. Comune di S. Casciano Val di Pesa
Gli impianti che saranno ultimati entro il 2010
1. Comune di Firenzuola
2. Comune di Montevarchi
3. Comune di Bagni di Lucca
4. Comune di Terranuova Bracciolini
5. C.M. Amiata Grossetano
6. Comune di Cantagallo
7. Comune di Gaiole in Chianti
8. Comune di Piazza al Serchio
9. Comune di Montaione
10. Comune di Tresana
11. Comune di Barberino Val d’Elsa- Monsanto
12. Comune di Loro Ciuffenna
13. C.M. Montagna Fiorentina – Vallombrosa
14. C.M. Amiata Val d’Orcia
15. C.M. Mugello
16. C omune di Palazzuolo sul Senio
17. Comune di Sillano
18. Comune di Mulazzo
19. Comune di Tavarnelle Val di Pesa
20. Provincia di Firenze – Demidoff
21. Comune di Barberino Val d’Elsa – Bustecca
22. Comune di Montespertoli – Montagnana
23. Comune di Fosdinovo

Massimo Orlandi

3 novembre 2009

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