Non serve aumentare i consumi elettrici, gli Stati Uniti devono puntare invece sul ‘negawatt’, cioè sul mix tra efficienza energetica e riduzione delle emissioni, per far crescere l’economia e tagliare la CO2. Lo sostiene il rapporto “Unlocking energy efficiency in the U.S. economy” (vedi sintesi allegata), pubblicato dalla società di consulenza globale McKinsey & Company.

E’ una dettagliata analisi del potenziale di efficienza energetica negli Usa che non riguarda il trasporto che propone un’approfondita valutazione degli ostacoli che impediscono l’acquisizione di una maggiore efficienza e una descrizione sommaria delle soluzioni pratiche disponibili per sbloccare questo potenziale.
La ricerca dimostra che l’economia degli Stati Uniti ha il potenziale per ridurre la “non-transportation energy consumption” annuo di circa il 23% entro il 2020, eliminando più di 1,2 trilioni di dollari di ‘scarti’ e risparmiando ben oltre 520 miliardi di dollari.
La riduzione dell’utilizzo di energia avrebbe anche il risultato dell’abbattimento di 1,1 gigatonnellate di gas serra l’anno l’equivalente dell’intero parco di veicoli adibiti al trasporto passeggeri e del traffico commerciale leggero che circola sulle strade Usa.

Tuttavia, tale risparmio energetico – secondo lo studio – sarà possibile solo se gli Stati Uniti potranno superare una significativa serie di ostacoli. Queste barriere sono molto diffuse e persistenti, e per superarle richiederanno una serie integrata di soluzioni, compresi l’informazione e la formazione, incentivi e finanziamenti, codici e norme, e la distribuzione di risorse ben oltre i livelli attuali.

Lo studio McKinsey & Company è stato sostenuto sia dalle associazioni ambientaliste che dal governo Usa. La stessa amministratrice dell’Environmental protection agency (Epa) Usa, Lisa Jackson ha risposto ai dati del rapporto dicendo che l’amministrazione Obama sta lavorando al suo programma di risparmio energetico (Energy Star) che offre soluzioni ai consumatori per migliorare la loro efficienza energetica.

Lo studio McKinsey & Company elenca alcuni elementi che saranno rilevanti per un dibattito nazionale sul modo migliore per perseguire l’opportunità di un’efficienza energetica della dimensione individuate, entro il termine preso in considerazione in questo rapporto. Innanzitutto “una strategia globale dovrebbe riconoscere l’efficienza energetica come un’importante risorsa energetica che può contribuire a soddisfare il fabbisogno energetico futuro”, mentre la nazione in concomitanza sviluppa nuove fonti di energia no carbon o low carbon. Si invita inoltre l’amministrazione americana a identificare i metodi per fornire significativi fondi necessari in anticipo per qualsiasi piano di acquisizione di efficienza energetica. E ancora: va realizzato un maggior allineamento tra i servizi di pubblica utilità, le autorità di regolamentazione, le agenzie governative, i produttori e i consumatori di energia e va promossa l’innovazione nello sviluppo e nella diffusione dell’ultima generazione delle tecnologie per l’efficienza energetica per garantire incrementi di produttività”.

Intervistato da ‘Eye on Earth’, una pubblicazione online del Worldwatch Institute, Kenneth Ostrowski, senior partner di McKinsey, sottolinea che il grande potenziale di efficienza energetica degli Usa “non esiste in qualsiasi altra parte del mondo. Se non facciamo nulla, si buttano nei rifiuti 1,2 trilioni di dollari“. Se gli Stati Uniti applicassero tutte le opzioni disponibili delle tecnologie per l’efficienza energetica, “il Paese potrebbe risparmiare entro il 2020 più energia di quella utilizzata ogni anno da tutte la case, gli edifici commerciali e le industrie del Canada messi insieme”.

Le misure da realizzare sono semplici e spesso alla portata di tutti: negli uffici vanno spenti i computer durante la notte, gli edifici vanno isolati termicamente e dotati di sistemi di riscaldamento o raffreddamento meno dispersivi di energia. Secondo lo studio McKinsey l’economia statunitense attualmente spende dai 10 ai 12 miliardi di dollari all’anno in misure di efficienza energetica, senza contare i programmi federali da 787 miliardi per stimolare l’economia voluti da Obama. Ma per Hannah Choi Granade, una degli autori del rapporto, questo forte incremento dei finanziamenti per le iniziative di risparmio ed efficienza energetica non basta: “Per realizzare il pieno potenziale dell’efficienza energetica sono necessari investimenti ad una scala 4-5 volte superiore per più di 15 anni”.

Fonte: Agenzia Dire

10 agosto 2009