Il solare termico che continua a crescere

  • 25 Giugno 2009

Stato del mercato e scenari di medio e lungo periodo per l'energia solare termica a bassa temperatura. In Europa installati oltre 19 GW termici (27 milioni di metri quadrati di collettori). Secondo varie ipotesi il settore potrebbe coprire dal 3 al 12% del fabbisogno di energia primaria al 2020.

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Il solare termico (ST) continua a crescere costantemente, nonostante se ne parli poco, nonostante sia, tra le tecnologie rinnovabili, non certo la più conosciuta, nonostante attiri poco l’attenzione dei media, e nonostante la crisi economica. Cresce e si sviluppa in termini di potenza installata, di fatturato, di occupazione, di innovazione. Si potrebbe riassumere così l’esito della Quarta Conferenza europea sull’energia solare termica (Estec 2009), tenutasi a Monaco lo scorso 25-26 maggio, che ha visto la partecipazione di circa 400 esperti del solare termico provenienti da 43 Paesi. La Conferenza è stata l’occasione per presentare lo stato dell’arte del settore da diverse angolazioni: mercato, normativa, informazione, tecnologia, qualità e certificazione, R&S, ecc.
Per quanto riguarda il mercato europeo, Estif ha presentato i dati più recenti. Il mercato del ST ha registrato negli ultimi 2 anni una crescita del 100% e solo nel 2008 sono stati installati 4,75 milioni di m2 pari a 3,3 GWth (grafico 1). Oggi in tutta Europa sono installati in totale più di 27 milioni di m2 di collettori ST (19,1 GWth). Anche i benefici economici del settore cominciano a imporsi in modo evidente e significativo: nel 2008 il fatturato totale ha superato i 3 miliardi di euro per un totale di 40.000 posti di lavoro a tempo pieno.

Nel grafico 2 si può notare come il mercato tedesco continui ad essere quello più sviluppato, con il 44% del mercato europeo: nel solo 2008 la Germania ha più che raddoppiato il proprio installato annuale, passando da 0,7 GWth a 1,5 GWth (pari a 2,1 milioni di m2). Anche Spagna, Italia e Francia hanno mostrato una crescita significativa e detengono le prime due il 9% del mercato e la terza l’8%. Seguono l’Austria con il 7% e la Grecia con il 6%.

Il dato però che aiuta a capire meglio il livello di sviluppo del mercato ST nei diversi Stati Membri è la superficie di collettori installati per abitante (grafico 3). Austria e Grecia si aggirano intorno ai 250-270 kWth/1000 abitanti, la media europea è pari a 38 kWth /1.000 abitanti, mentre l’Italia si trova nettamente al di sotto della media europea con 18 kWth per migliaia di abitanti.

Assolterm ha presentato il quadro di mercato e normativo italiano. Per quanto riguarda il 2008, sono stati installati 421.000 m2 pari a 295 MWth (grafico 4). Il totale installato ha superato 1 GWth pari a 1,5 milioni di m2 installati.
Questo dato positivo sulle vendite 2007 e 2008 in valore assoluto (che fa dell’Italia il secondo mer¬cato del solare termico in Europa) deve, peraltro, essere realisticamente accostato al dato di superficie di collettori installati per abitante, valore che resta bassissimo e che ben illustra tutto il potenziale di crescita di questa tecnologia, a fronte delle condizioni climatiche del nostro Paese ovviamente assai favorevoli.

Interessante lo studio commissionato da Estif (in corso di pubblicazione), presentato in anteprima a Estec nella sessione conclusiva, che analizza il potenziale di sviluppo del solare termico in Europa al 2020 (orizzonte temporale della Direttiva sulle rinnovabili recentemente pubblicata), al 2030 e al 2050 e che individua tre scenari di sviluppo, dal meno ambizioso (business as usual) che lascia le condizioni sostanzialmente invariate dal punto di vista dei consumi, delle politiche di supporto e della R&S, a quello più ambizioso che prevede una riduzione dei consumi dovuta all’applicazione di misure di efficienza energetica, adeguate politiche di supporto per le diverse applicazioni (residenziale – nuovo e esistente – servizi, industria, ecc.) e una forte spinta alla ricerca.

Con la premessa che in Europa ben il 49% dei consumi finali riguarda l’energia termica (di questo 49%, il 34% riguarda il calore a basse temperature), e che il 61% dei fabbisogni totali di calore alle basse temperature riguardano il settore residenziale, dallo studio emergono i seguenti elementi di interesse:

  • Per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi al 2020 posti dalla Direttiva, in relazione alla necessità di accrescere di 11,5 punti percentuali la quota di uso di energie rinnovabili (nel 2005 la relativa quota era, infatti, pari all’8,5% e nel 2020 dovrà essere pari al 20%), il contributo del ST potrebbe essere del 12% nello scenario più ambizioso (Full R&D and Policy – RDP), del 4,5% nello scenario intermedio (Advanced Market Deployment – AMD) e del 2,9% nello scenario “Business As Usual” (BAU).
  • L”effetto sull’occupazione sarebbe considerevole, variando dai 47.000 posti a tempo pieno dello scenario BAU ai 470.000 dello scenario RDP.
  • Per quanto riguarda il lungo termine (2050), se si vuole che il ST contribuisca in modo significativo al soddisfacimento della domanda di calore e freddo nell’UE-27, si deve porre attenzione ai seguenti elementi:
  1. il settore residenziale deve essere centrale nelle strategie di sviluppo del ST;
  2. se da una parte nei Paesi più freddi (Europa settentrionale e centrale) si deve puntare sui sistemi combinati (solar combisystems – produzione di ACS più riscaldamento di ambienti) nei Paesi mediterranei è necessario sviluppare adeguatamente i sistemi che producono ACS, riscaldamento di ambienti e raffrescamento (solar combi+ systems);
  3. se, infatti, l’attenzione dovesse rimanere solo sulla produzione di ACS il contributo del ST nel lungo termine risulterebbe limitato in quanto entro il 2030 il potenziale per questa applicazione avrà raggiunto il suo massimo sviluppo e il mercato si ridurrebbe quindi alla mera sostituzione di vecchi sistemi;
  4. altrettanto fondamentale sarà puntare sullo sviluppo di un altro settore con un considerevole potenziale che rappresenta in Europa il 20% dei fabbisogni di calore alle basse temperature: l’uso industriale per la produzione di calore di processo.

Valeria Verga, Segretario Generale Assolterm

26 giugno 2009

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