Europa delle Regioni e fonti rinnovabili

  • 20 Febbraio 2008

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Il Commissario Europeo per la Politica Regionale ha fatto sapere che i 450 programmi operativi per il periodo 2007-2013 prevedono uno stanziamento di 9 miliardi di euro per progetti energetici: 4,8 per le rinnovabili e 4,2 per l'efficienza energetica.

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Le rinnovabili e l’efficienza sono parte integrante della Politica di Coesione europea e le regioni sono essenziali nel raggiungimento degli obiettivi al 2020 degli Stati Membri. Lo dice Danuta Hübner, Commissario Europeo per la Politica Regionale, che oggi ha parlato dei 450 programmi operativi per il periodo 2007-2013 che comprendono uno stanziamento di 9 miliardi di euro per progetti energetici, di cui 4,8 per le energie rinnovabili e 4,2 per l’efficienza energetica e per misure di gestione delle risorse energetiche. Ci sono inoltre 63,8 miliardi di euro per sostenere ricerca e sviluppo e una parte significativa potrebbe andare nella direzione di progetti innovativi e di ricerca nell’ambito del settore delle rinnovabili.

La Commissione aiuterà gli Stati Membri a raggiungere i propri obiettivi di energie rinnovabili lavorando quindi anche con le Regioni. Tre sono i filoni da perseguire: 1) andare verso un’economia a basso contenuto di carbonio; 2) spingere per lo sviluppo sostenibile e l’efficienza energetica in edilizia; 3) lavorare per uno sviluppo urbano sostenibile.
A questo riguardo la Hübner ha descritto esempi positivi di attività pilota di alcune Regioni, che dovrebbero essere maggiormente condivise a livello europeo e su questo terreno la Commissione si impegnerà attivamente. Tra gli esempi positivi Danuta Hübner ha citato anche quelli realizzati in alcune regioni italiane. L’Italia, ha ricordato il Commissario, è fortemente dipendente dalle importazioni delle fonti energetiche tradizionali, perciò si è impegnata a sviluppare nuove soluzioni, specialmente attraverso la Politica di Coesione 2007-2013, e in tutti i programmi Italiani vi sono specifiche priorità per l’energia sostenibile. Il programma per le Regioni meridionali, in particolare, prevede espressamente l’innovazione e la sostenibilità dell’energia.
Italia, Polonia e Repubblica Ceca sono gli Stati Membri che hanno assegnato più investimenti alla promozione delle energie rinnovabili.

Tra gli altri esempi citati dal Commissario Europeo per la Politica Regionale c’è la Francia che ha sviluppato uno strumento per valutare e monitorare le emissioni di CO2 prodotte da tutti i progetti finanziati con il sostegno dell’UE. Con questo nuovo approccio la Francia ritiene che sia possibile ottenere una riduzione dei gas serra del 75% entro il 2050.

Anche l’isola danese di Samsø che dal 1997 “studia e opera” per diventare un’isola completamente a fonti rinnovabili è un classico esempio citato dalla Hübner come buona pratica da imitare. La Samsø Energy Academy già contribuisce a scambiare esperienze e lavori scientifici con ricercatori e visitatori. L’isola danese (4300 abitanti e 114 km2 di superficie) ha acquisito infatti molte conoscenze nel settore dell’eolico e nella riduzione della CO2, ha sviluppato sistemi solari termici per il riscaldamento di grandi aree (district heating), trattori alimentati a olio vegetale. Le 10 turbine eoliche offshore producono ad esempio una quantità di energia maggiore di quella consumata (fonti fossili) per i trasporti isolani.

LB

20 febbraio 2008

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