Skip to Content
| Segui QualEnergia.it su Facebook Twitter LinkedIn

Obiettivo fotovoltaico nella SEN, le proposte di Italia Solare

Secondo Italia Solare per generare dalla fonte solare FV ulteriori 50 TWh nei prossimi 13 anni bisognerà difendere l'attuale installato, approvare subito i Sistemi di Distribuzione Chiusi e rivedere la riforma delle tariffe elettriche domestiche. Le proposte presentate a Roma il 30 novembre.

La SEN spinge molto sul fotovoltaico. Qualche operatore parla di obiettivi fin troppo ambiziosi visto che il necessario nuovo boom del settore potrebbe far entrare nel mercato soggetti non qualificati come è successo durante il periodo dei conto energia.

Si parla infatti di 73 TWh da solare quando, a fine 2017, saremo intorno ai 24 TWh: quindi abbiamo quasi 50 miliardi di chilowattora da fare in più in 13 anni.

Una posizione diversa sul futuro della tecnologia ce l’ha Italia Solare che, se da una parte apprezza il riconoscimento dato al fotovoltaico visto il contributo molto significativo attribuitogli dalla SEN per il fabbisogno elettrica, dall’altra ritiene che ciò implichi prima di tutto di impegnarsi a difendere gli attuali TWh da fotovoltaico, che invece rischiano di ridursi a causa dell’errata concezione del sistema sanzionatorio applicato dal GSE.

Oltre al fatto, aggiungiamo noi, che molti impianti FV installati negli scorsi anni continuano a perdere output, perché non sempre realizzati a regola d’arte o con materiali di qualità, soprattutto i più piccoli e quelli di taglia media (20-200 kWp). Impianti che avranno bisogno di un importante intervento di manutenzione e di competenze che sono comunque ben solide oggi nel nostro paese.

Inoltre – spiega il presidente Paolo Rocco Viscontini nel comunicato dell’associazione - sarà fondamentale realizzare un quadro normativo che finalmente consenta al fotovoltaico di tornare a crescere.

A tal proposito Italia Solare presenterà le sue proposte ad esperti del settore e parlamentari giovedì 30 novembre a Roma, in occasione del “Forum ITALIA SOLARE (vedi programma e iscrizione).

Secondo l’associazione, per poter disporre di ulteriori 50 TWh occorre installare in 13 anni circa 40 GWp di nuovi impianti fotovoltaici. Forse anche qualcosa di più visto che molti dei 19 GWp in funzione perderanno nel tempo la loro produzione o dovranno essere smantellati.

Si parla nei fatti di una media almeno di 3.100 MWp di nuovi impianti all’anno. Significa quindi aumentare di almeno 10 volte l’installato annuale attuale, che negli ultimi tre anni è stato di circa 300-350 MWp.  

Tuttavia per Viscontini,l’obiettivo degli ulteriori 50 TWh è facilmente raggiungibile a condizione che si approvino i Sistemi di Distribuzione Chiusi e che si riveda in maniera sostanziale la riforma delle tariffe elettriche domestiche.”

I Sistemi di Distribuzione Chiusi (SDC), si stigmatizza dall’associazione, sono stati bocciati dall’attuale governo. “Qualora fossero approvati si potrebbe allargare il perimetro di utilizzo dell’energia fotovoltaica in modo che si possano realizzare reti locali molto efficienti sia in ambito industriale che residenziale, aumentando quindi la convenienza del fotovoltaico, accumulo incluso”, spiega Viscontini.

Per quanto concerne la riforma delle tariffe elettriche domestiche, l’associazione del FV spiega che essa riduce la convenienza degli impianti fotovoltaici e a fare interventi di efficienza energetica.

Per Italia Solare è sempre stata una riforma sbagliata e, infatti, la richiesta dell’Autorità di posticipare al 2019 la finalizzazione del nuovo sistema tariffario, che comporterebbe un significativo aumento nelle bollette di 22 milioni di famiglie, pare essere in sintonia con quanto detto dall’associazione come, peraltro, da altri soggetti del settore.

Non si può parlare di oltre 3.000 MWp all’anno di fotovoltaico e poi dare seguito a una riforma tariffaria che dimezza il tempo di ritorno degli investimenti nel fotovoltaico”, conclude Rocco Viscontini.

Italia Solare chiede la riapertura di un tavolo di lavoro sulla riforma delle tariffe perché sia sviluppata in primis proprio per agevolare l’installazione della potenza fotovoltaica che serve per rispettare gli obiettivi di riduzione delle emissioni.