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Milleproroghe, ANIE Rinnovabili: "milioni di investimenti bloccati per indeterminatezze normative"

Con la fiducia al Senato il decreto legge "Milleproroghe" è stato convertito in legge, compreso il controverso spostamento degli oneri di sistema verso le componenti fisse nelle bollette degli utenti non domestici. Proprio su questo aspetto interviene ANIE Rinnovabili.

Con la fiducia al Senato il decreto legge "Milleproroghe" è stato convertito in legge. Diverse le novità che riguardano rinnovabili, efficienza energetica ed energia in generale, compreso il controverso spostamento degli oneri di sistema verso le componenti fisse nelle bollette degli utenti non domestici (vedi QualEnergia.it, Il Milleproroghe è ora legge: la sintesi delle misure). Proprio su questo punto interviene ANIE Rinnovabili.

L’art. 3 comma 2 lettera b del DDL di conversione del Milleproroghe - denuncia l'orranizzazione - genera ulteriori incertezze sulla sostenibilità economica di investimenti nelle energie rinnovabili, perché introduce la componente tariffaria elettrica in quota potenza sugli oneri generali di sistema.

Questo quadro normativo incerto blocca gli investimenti pronti a sostenere lo sviluppo del settore delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica.

Per ANIE Rinnovabili il Milleproroghe non è stata davvero la strada migliore per programmare la transizione energetica da un’economia a combustibili fossili ad un’economia green, che incontra resistenza perché stravolge il modello di sviluppo del Paese. Né tanto meno si apprezza l’effetto retroattivo del provvedimento e l’assenza di un atto di indirizzo politico all’Autorità per l’Energia, cui è assegnato il compito di rimodulare le componenti tariffarie degli oneri generali di sistema.

La prima formulazione dell’art. 3 comma 2 lettera b) riguardava le sole utenze in alta e altissima tensione e già l’Autorità in data 16.1.2016 pubblicava la delibera n. 13 al fine di rimodulare le componenti tariffarie relative agli oneri generali di sistema con una struttura trinomia (cioè con quota fissa, quota potenza e quota energia), proprio perché la degressività della quota energia della componente A3 applicata oggi a tali utenze è considerata aiuto di Stato per le imprese energivore dalla Commissione Europea.

Il provvedimento del Milleproroghe da un lato cancella la distorsione generata dalla degressività della A3, ma dall’altro introduce la possibilità che l’Autorità per l’Energia possa determinare la componente tariffaria in quota potenza sugli oneri generali di sistema, che se non ben calibrata causerebbe disinvestimenti sulle energie rinnovabili e sull’efficienza energetica.

ANIE Rinnovabili è ben consapevole che occorre trovare il punto di equilibrio tra la copertura finanziaria per le fonti rinnovabili e per le imprese energivore e la tutela dello sviluppo dell’autoconsumo. Secondo i dati Gaudì di Terna nel 2015 è l’autoconsumo ad aver sospinto le nuove installazioni fotovoltaiche abbinate anche a sistemi di accumulo, in particolare nel segmento residenziale grazie alla disciplina dello scambio sul posto e nel segmento industriale grazie alla configurazione SEU degli impianti.

L'associazione ritiene che il provvedimento del Milleproroghe non necessariamente debba comportare un improvviso cambio dei criteri di determinazione delle componenti tariffarie degli oneri di sistema rispetto a quanto legiferato solo due anni fa. L’art. 24 della Legge 116/2014 definì il nuovo quadro normativo dell’autoconsumo, stabilendo che si applichi un corrispettivo in quota energia alle componenti tariffarie degli oneri di sistema sull’energia autoconsumata pari al 5% e che tale aliquota possa essere incrementata con cadenza biennale al più di un + 2,5%.

L’art. 24 è un buon esempio di come la politica può dettare degli indirizzi di lungo termine che permettono agli operatori di assumersi rischi imprenditoriali. Per questo motivo ANIE Rinnovabili chiede che le misure che verranno adottate dal Milleproroghe non modifichino gli schemi attuali, ma programmino gli schemi futuri.

Per il presidente di ANIE Rinnovabili, Emilio Cremona, “L’Italia ha forte bisogno di chiari indirizzi politici che siano duraturi nel tempo, onde evitare lo scollamento con gli obiettivi europei al 2030 e con le misure rese cogenti dalle direttive europee dell’Energy Performance Building e dell’Energy Efficiency. Riponiamo grande speranza nel Green Act, ma si deve constatare che al momento il governo, più che impostare una strategia di ampio respiro e di lungo termine per attuare politiche di efficienza ambientale, si limita a provvedimenti sporadici e contingenti, che non aiutano l’operatore di mercato a comprendere quali siano le regole del gioco e come esse si evolveranno nel medio e lungo termine.”

ANIE Rinnovabili ha già preso contatti con l’Autorità per contribuire positivamente alla regolamentazione, in modo tale che si adotti un criterio che consenta di adattare le tariffe elettriche in ragione della sostenibilità e cioè in modo che si tenga conto non solo dell’andamento nazionale dei consumi e degli autoconsumi, ma anche dell’evoluzione del costo della tecnologia delle fonti rinnovabili.

Si chiede inoltre alla politica di adottare strumenti di monitoraggio - i dati sono già disponibili presso il TSO, i DSO e il GSE - e di istituire un Osservatorio partecipato anche dagli stakeholder che possono fornire le indicazioni sul reale andamento del mercato delle tecnologie.





Commenti

Per quanto riguarda le

Per quanto riguarda le maggiorazioni A3 di SEU e SEESEU (decreto Competitività 2014) l'Autorità ha già confermato che per il 2016 i corrispettivi rimangono inalterati (fino a nuova disposizione).

Se ricordo bene il Ministero aveva tempo fino al 30 settembre 2015 per portare il 5% al 7,5% ma non l'ha fatto, quindi la percentuale dovrebbe rimanere inalterata per altri 2 anni.