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Tassonomia Ue, “l’Italia prema per escludere gas e nucleare dagli investimenti sostenibili”

Lo chiede un’interrogazione promossa dal presidente della Commissione Industria del Senato Gianni Girotto.

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L’Italia faccia pressioni sulle istituzioni europee per escludere nucleare e gas naturale dalle attività etichettate come “sostenibili” secondo la tassonomia verde in fase di definizione.

Lo chiede un’interrogazione al ministro della Transizione ecologica promossa dal presidente della Commissione Industria del Senato Gianni Girotto (link in basso), interrogazione che arriva mentre in Europa si sta discutendo sugli specifici criteri di vaglio tecnico, i cosiddetti atti delegati, del Regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2020, approvato per fornire una definizione univoca rispetto alle tipologie di attività economiche e di investimenti che possano definirsi sostenibili.

“Nucleare e gas – spiega una nota del senatore pentastellato – non sono sostenibili, il primo per i rifiuti che produce e il secondo per l’effetto serra amplificato che crea, e non possono quindi essere considerate fonti cui fare affidamento nel percorso intrapreso verso la transizione ecologica.”

“Numerosi Stati membri – si ricorda – hanno già preso posizione chiedendo che nella discussione sulla tassonomia verde nucleare e gas vengano esclusi dalla lista degli investimenti sostenibili o di transizione”, mentre si auspica “che l’Italia faccia lo stesso. Abbiamo due mesi di tempo per formulare obiezioni nel processo di definizione degli atti delegati sopracitati”.

Come si spiega nell’interrogazione, a seguito dell’adozione del primo atto delegato, avvenuta il 21 aprile 2021, la Commissione ha avviato una discussione, tuttora in corso, sull’inclusione di nucleare e gas naturale tra le soluzioni che possono definirsi sostenibili.

In occasione della comunicazione, il 6 luglio 2021, dell’adozione della strategia per finanziare la transizione a un’economia sostenibile e alla proposta per i green bond europei, la Commissione ha anche comunicato quella di un secondo atto delegato che integra l’art. 8 del regolamento “Tassonomia” e di un ulteriore atto delegato, relativo a quei settori non coperti dal primo provvedimento già approvato ad aprile, inclusa l’agricoltura.

In particolare, la Commissione ha affermato che tale atto “coprirà le attività nell’energia nucleare in linea con le indicazioni dello specifico processo di expert review avviato dalla Commissione” e sarà adottato “al più presto possibile subito dopo la conclusione dell’expert review entro l’estate 2021”; inoltre, dovrà includere “il gas naturale e le relative tecnologie come attività di transizione”, tecnologie per le quali sarà valutata una possibile “clausola sunset”, che ne limiti l’utilizzo fino a una specifica data.

L’interrogazione (citando anche l’articolo di QualEnergia.it “Nucleare investimento sostenibile? Le assurde valutazioni del JRC della Commissione europea“) mette in evidenza la contraddizione tra la valutazione del Joint Research Center della Commissione, secondo il quale la produzione di energia nucleare non genera “danni significativi”, e quella dello SHEER, il Comitato scientifico per la salute, l’ambiente e i rischi emergenti, sempre al servizio dell’esecutivo Ue, che invece ha espresso riserve sostanziali rispetto alla possibilità che l’atomo sia considerato una fonte energetica verde.

Sul gas naturale come energia di transizione, l’interrogazione ricorda invece il potenziale climalterante di almeno 28 volte a quello dell’anidride carbonica nell’orizzonte dei 100 anni e i preoccupanti dati sulle perdite di gas dalle infrastrutture, ricordando anche l’avvertimento della Iea a fermare gli investimenti in fossili.

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