Riformare il mercato elettrico cancellando il prezzo marginale, investire massicciamente nelle rinnovabili, sbloccare la cessione dei crediti fiscali relativi al Superbonus: sono le tre richieste per il settore energetico fatte dal presidente del M5S, Giuseppe Conte, al premier Mario Draghi.

Conte e Draghi si sono incontrati ieri, mercoledì 6 luglio, lo stesso giorno in cui il governo ha annunciato di voler porre la questione di fiducia sulla conversione in legge del decreto Aiuti (dl 50/2022), in esame alla Camera.

La fiducia sarà votata in Aula nelle prossime ore di oggi, giovedì 7 luglio.

Per quanto riguarda il Superbonus, Conte, nel documento consegnato a Draghi per sollecitare una “discontinuità” nelle azioni di governo su diversi temi, ha rimarcato che (neretti nostri nelle citazioni) “la circolazione dei crediti fiscali di fatto risulta bloccata, decine di migliaia di imprese sono sull’orlo del fallimento e molti cittadini si ritrovano coni lavori in casa sospesi”. Pertanto il M5S ritiene “assolutamente imprescindibile che si introduca, con la massima urgenza, una soluzione davvero funzionale, in grado di sbloccare le cessioni e di consentire il completamento dei lavori”.

Nel decreto Aiuti, grazie agli emendamenti approvati dalle commissioni Bilancio e Finanze, è stato inserito un nuovo allargamento alla cessione dei crediti di imposta, connessi ai bonus edilizi.

Difatti, si prevede ora che che alle banche e alle società appartenenti a un gruppo bancario è sempre consentita la cessione dei crediti di imposta, relativi al Superbonus e alle altre agevolazioni fiscali in edilizia, a favore di soggetti diversi dai consumatori o utenti, che abbiano stipulato un contratto di conto corrente con la banca stessa, o con la banca capogruppo, senza facoltà di ulteriore cessione.

In sostanza le banche potranno cedere i crediti a tutti i loro clienti quindi anche a società, professionisti e partite Iva (con la sola eccezione dei consumatori), non più solo ai clienti professionali come come grandi imprese, fondi pensione, assicurazioni, istituti finanziari autorizzati.

Invece nel provvedimento non ci sono misure volte a prorogare ulteriormente il Superbonus rispetto alle scadenze attuali.

Altra richiesta di Conte a Draghi è quella di una urgente riforma dei meccanismi di definizione del Pun (Prezzo unico nazionale) sul mercato elettrico, “prendendo in considerazione il costo medio reale del parco di generazione disponibile (cancellando il c.d. marginal price)”.

Ricordiamo che attualmente, in virtù del sistema basato sul prezzo marginale, sono gli impianti a gas più costosi a determinare il prezzo finale sulla borsa elettrica, anche se le rinnovabili sono in grado di produrre energia a costi mediamente inferiori.

Infine, Conte sottolinea che occorre “puntare con forza su massicci investimenti nelle fonti rinnovabili, a cui servono non tanto incentivi quanto certezza delle regole, semplificazione dei processi autorizzatori, e soprattutto il completamento delle regole del mercato elettrico, che in molti settori vede il predominio delle fonti fossili semplicemente perché mancano le regole per ‘gestire’ le rinnovabili”.

Conte ha poi precisato che il M5S non è disponibile a “a favorire investimenti nelle infrastrutture a gas o ad ‘allargare le maglie’ delle concessioni di sfruttamento dei nostri giacimenti fossili, operazioni queste che peraltro richiedono tempi medio-lunghi, costi elevati e ritorni incerti”.

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