La strategia spagnola per reti, elettrificazione e povertà energetica

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Il ministero per la Transizione ecologica sostiene con 13 miliardi di € gli interventi su distribuzione e trasmissione, favorendo le connessioni dei grandi consumatori.

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Il ministero della Transizione ecologica spagnola ha annunciato il 12 settembre la nuova “Planificación de electricidad con horizonte 2030” che punta a sostenere lo sviluppo delle reti e l’elettrificazione dei consumi nella grande industria con 13,59 miliardi di euro.

Nei giorni successivi il segretario di Stato per l’Energia, Joan Groizard, ha avviato un ciclo di incontri con le istituzioni locali per condividere i contenuti del piano 2030, prima che il provvedimento sia posto in consultazione e avviato a valutazione ambientale strategica (il documento non è stato ancora pubblicato ufficialmente dal ministero, ma è stato illustrato in un evento).

Il percorso amministrativo prevede anche una relazione della Commissione nazionale per i Mercati e la Concorrenza, che analizzerà il rispetto dei criteri di sostenibilità economica e finanziaria.

Sulla base di queste conclusioni saranno elaborati il documento consolidato e la dichiarazione ambientale strategica, da presentare al Congresso dei deputati prima dell’approvazione finale del piano da parte del Consiglio dei ministri.

Tra i soggetti già ascoltati dal ministero spagnolo ci sono la regione di Castiglia-La Mancia (area centrale del Paese considerata “elemento chiave” del sistema elettrico), l’Amministrazione dei Paesi Baschi (con cui si è discusso anche dell’elettrificazione del porto di Bilbao) e le comunità autonome di Navarra e La Rioja, con cui ci si è concentrati sulla domanda industriale di energia.

Con loro è stata condivisa la volontà di non fare alcun passo indietro sull’elettrificazione dei consumi finali e sullo sviluppo delle rinnovabili, considerate strategiche per ridurre il peso delle bollette.

I contenuti del piano elettrico spagnolo

Il provvedimento illustrato dalla ministra per la Transizione ecologica, Sara Aagesen, è pensato per sostenere gli obiettivi del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima 2023-2030 spagnolo, senza dimenticare il blackout iberico del 28 aprile (Blackout iberico, per Rse inutile cercare un singolo colpevole).

Alla base c’è un cambio di prospettiva rispetto al passato: se la pianificazione precedente (2021-2026) verteva soprattutto sul sostegno alla domanda di connessione alle reti degli impianti di generazione (con investimenti complessivi per 8,8 mld €), ora si promuoverà in primis la connessione dei grandi centri di consumo (con un budget totale di 13,58 mld €) e la modernizzazione delle reti di trasmissione e distribuzione esistenti, agendo su almeno il 21% del network infrastrutturale.

“Il principale motore della prossima pianificazione è la domanda di energia – scrive il ministero – che rappresenta il 41% delle richieste di connessione ricevute, seguita dalla generazione, con il 40%, e dall’accumulo, con il 19%”.

Basti pensare che dal 2020 sono stati concessi diritti di accesso alla rete per progetti ad alta intensità energetica (industria, edilizia residenziale, data center, veicoli elettrici e altro) per oltre 43 GW.

Sul fronte della generazione Fer, attualmente la Spagna registra 60 GW di richieste di connessione per nuova energia eolica, il doppio di quanto previsto nel Pniec, 150 GW per il fotovoltaico, cinque volte sopra la soglia Pniec, e circa 100 GW di accumulo, ovvero nove volte di più rispetto alle previsioni.

Per quanto riguarda le reti di distribuzione, invece, si prevede che:

  • almeno il 10% migliori il controllo della tensione e integri il monitoraggio a distanza;
  • si sviluppino “investimenti anticipati” in aree fuori dalla rete elettrica in cui si prevede un aumento della domanda e un’attrazione per l’industria;
  • fino al 5% del network esistente dovrà inserire sistemi di protezione dell’avifauna;
  • nuove penali per i Dso che non raggiungono gli obiettivi di investimento.

Nel caso delle reti di trasmissione, infine, sarà incoraggiato lo sviluppo di nuove sottostazioni per soddisfare le esigenze specifiche di determinati consumatori, come la rete ferroviaria e l’industria.

Oltre alla strategia 2030, la ministra Sara Aagesen ha illustrato i punti chiave di un progetto di Regio decreto che regolerà i piani di investimento per le reti di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica. Il provvedimento è direttamente collegato al piano di elettrificazione ed è stato posto in consultazione fino al 6 ottobre.

La lotta alla povertà energetica in Spagna

Il quadro delle più recenti iniziative spagnole si completa con la proposta di Strategia nazionale per la lotta alla povertà energetica 2025-2030, posta in consultazione fino al 10 ottobre.

Sono quattro i capitoli principali volti a consolidare i progressi compiuti nella precedente strategia 2019-2024: caratterizzazione della povertà energetica; tutela dei consumatori; miglioramento strutturale delle condizioni energetiche; comunicazione, informazione e sensibilizzazione sulla povertà energetica.

Più nel dettaglio, si prevede ad esempio l’istituzione di uno specifico osservatorio del fenomeno presso il ministero e di punti per la consulenza nei territori, garanzie di fornitura ai consumatori vulnerabili e rafforzamento del bonus sociale, facilitazione delle ristrutturazioni abitative ad alta efficienza energetica per le famiglie in difficoltà e inclusione dei vulnerabili nelle comunità energetiche.

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