Uno dei settori più critici per il taglio delle emissioni in Europa è quello del riscaldamento degli edifici, ancora oggi fortemente dipendente dalle fonti fossili. Le caldaie a gas restano il sistema di riscaldamento più diffuso nel comparto residenziale.
Affrontare la transizione in questo ambito significa andare oltre le sole soluzioni tecnologiche. Serve infatti una profonda trasformazione dei comportamenti individuali: la transizione energetica richiede partecipazione attiva, trasparenza e accettazione sociale.
Le normative europee e nazionali più recenti spingono proprio in questa direzione, assegnando un ruolo sempre più centrale al consumatore come soggetto attivo.
La Direttiva sull’Efficienza Energetica (EED) e la nuova Direttiva sulla Prestazione Energetica degli Edifici (EPBD), che dovrà essere recepita entro il 2026, puntano a incentivare l’efficienza migliorando l’accesso alle informazioni energetiche. A ciò si aggiungerà, dal 2027, l’introduzione del nuovo sistema europeo di scambio delle emissioni ETS2, che renderà il riscaldamento a fonti fossili progressivamente più oneroso.
Sono norme spesso contestate da alcuni ambienti politici e dagli attori consolidati del settore del gas, ma che, se applicate con efficacia, possono determinare un cambiamento profondo in termini di sostenibilità, innovazione e consapevolezza, con ricadute dirette sul settore edilizio, sugli operatori energetici e sui cittadini.
Interfaccia digitali per l’utente
In questo scenario è cruciale sviluppare soluzioni digitali che migliorino la qualità delle informazioni e favoriscano il monitoraggio dei consumi. Un ruolo chiave lo giocano le interfacce digitali, strumenti che mettono in relazione le persone con i dispositivi tecnologici (app, schermi, comandi vocali, ecc.) e che, se progettati in modo semplice ed efficace, possono abilitare una gestione energetica più consapevole.
Su questi temi si concentra il report “Heating Energy Feedback in Apartment Buildings: Interface Design as the Key to a Participatory Energy Transition” (link in basso), pubblicato all’inizio del 2025 dal Wuppertal Institute.
Il documento analizza come la progettazione delle interfacce digitali per il feedback sui consumi di riscaldamento nei condomini possa stimolare comportamenti virtuosi, migliorare l’efficienza e favorire una transizione energetica partecipata.
Le tecnologie intelligenti per l’energia, infatti, permettono di integrare produzione, accumulo e consumo, e possono trasformarsi in software di gestione energetica personalizzata. Ma per essere realmente efficaci, i dati devono essere presentati in modo chiaro e utile: oggi molti utenti faticano a comprendere i propri consumi e a trarne indicazioni operative.
Il progetto pilota: living lab e indagini
L’analisi è stata realizzata tramite una prima ricerca sul campo che ha coinvolto 540 inquilini, di età, genere e grado di istruzione differente.
I ricercatori hanno realizzato un living lab equipaggiando l’edificio con termostati intelligenti. Durante le stagioni di riscaldamento 2023/2024 e 2024/2025, sono stati analizzati i dati provenienti dai termostati e dai consumi energetici per individuare le aree chiave su cui focalizzare il feedback energetico sul riscaldamento.
Gli inquilini hanno potuto accedere a queste informazioni tramite una dashboard online. Il design del feedback è stato ulteriormente approfondito attraverso una seconda indagine online condotta nell’aprile 2025 su un campione di 1.275 partecipanti. L’indagine ha valutato la percezione degli utenti, il grado di comprensione dei formati di feedback e il loro effetto motivazionale sui comportamenti orientati al risparmio energetico.
L’analisi delle preferenze degli utenti ha individuato tre principali gruppi in relazione al feedback energetico sul riscaldamento:
- Favorevoli: approvano l’idea di ricevere regolarmente feedback sul consumo energetico per il riscaldamento (28,7%).
- Indecisi: non esprimono una preferenza chiara, né favorevole né contraria (41,7%).
- Contrari: si dichiarano esplicitamente contrari al feedback regolare sul riscaldamento (29,6%).
Il gruppo dei favorevoli si caratterizza per una predisposizione verso le interfacce digitali (es. app) e per l’apprezzamento di incentivi leggeri, come consigli per risparmiare energia.
L’età è emersa come un predittore importante: più anziano è il rispondente, maggiore è la probabilità che si opponga al concetto di feedback energetico.
Un altro fattore rilevante è l’impatto delle oscillazioni dei prezzi energetici: le persone che si percepiscono più vulnerabili all’aumento dei costi sono più ricettive nei confronti del feedback energetico.
I gruppi si differenziano anche nella disponibilità ad accettare sensori domestici (es. per temperatura o umidità): chi è più aperto all’installazione di tecnologie di misurazione è anche più favorevole al feedback. Infine, un aspetto chiave della ricettività verso il feedback energetico è la fiducia degli utenti nella sicurezza della conservazione dei dati personali.
Raccomandazioni ad operatori e politica
Per favorire la partecipazione e garantire la comprensibilità della transizione energetica, l’alfabetizzazione energetica e digitale devono andare di pari passo, spiega il report.
Per rafforzare queste competenze, il feedback energetico deve essere accessibile, comprensibile e offrire agli utenti un valore aggiunto concreto. La tecnologia può supportare lo sviluppo delle competenze e semplificare l’adozione di comportamenti di riscaldamento efficienti, ma l’automazione deve essere trasparente e non generare sensazioni di sorveglianza o perdita di autonomia.
Le informazioni dovrebbero essere presentate tramite infografiche semplici e accompagnate da testi esplicativi. La combinazione di elementi visivi e testuali favorisce l’inclusività. Una volta compresi, i formati grafici permettono agli utenti di individuare rapidamente i cambiamenti e trarre conclusioni immediate sui propri comportamenti energetici.
Il feedback energetico dovrebbe mettere in evidenza azioni specifiche e comprensibili, visualizzandone l’impatto sia a livello individuale (es. riduzione costi), sia come contributo alla collettività (es. in termini di protezione del clima), con l’obiettivo di rafforzare il senso di autoefficacia degli utenti.
I formati di feedback devono essere flessibili e adattabili a diverse situazioni di vita. Al posto di schemi rigidi come la “modalità giorno/notte”, è preferibile adottare approcci adattivi, che consentano impostazioni personalizzate in base, ad esempio, a turni di lavoro o assenze prolungate da casa, offrendo comunque indicazioni chiare per comportamenti energeticamente efficienti.
La digitalizzazione deve essere implementata in modo strategico – soprattutto nelle infrastrutture edilizie – per garantire che i dati generino il massimo impatto. Oltre alle informazioni stanza per stanza, anche i confronti tra pari e i dati provenienti dall’impianto di riscaldamento centrale rappresentano fonti informative rilevanti. Nel lungo periodo, le informazioni energetiche dovrebbero essere aggregate per ottimizzare la progettazione e migliorare la qualità dei dati.
Il feedback deve poter supportare i cambiamenti comportamentali nel lungo periodo: non è necessario un aggiornamento minuto per minuto; un’informazione giornaliera o mensile risulta generalmente sufficiente. E l’infrastruttura digitale va mantenuta al minimo indispensabile, nell’ottica dell’efficienza sia in termini di dati che di risorse.
Infine, i sistemi di feedback devono trattare i dati in modo sicuro e presentarli con trasparenza, per evitare che gli utenti percepiscano una perdita di autonomia.
Considerazioni finali
Il feedback digitale sarà sempre più rilevante con l’introduzione dell’ETS2 (2027) e la nuova EPBD (2026) e dunque, imprese e operatori energetici potranno e dovranno sviluppare modelli di servizio evoluti centrati sul comportamento degli utenti.
Questo approccio, inoltre, servirà anche per rafforzare a più livelli la cultura energetica e la fiducia nella digitalizzazione. Un aspetto che, come sappiamo, in Italia è particolarmente carente.





























