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Raggiunto accordo Ue sulla nuova direttiva per gas e idrogeno

Il testo concordato tra Parlamento e Consiglio ammorbidisce le regole sulla separazione proprietaria delle reti, rispetto alla proposta iniziale di Bruxelles. I punti più importanti e i primi commenti.

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I negoziatori di Parlamento e Consiglio hanno chiuso ieri, martedì 28 novembre, la prima parte del nuovo “pacchetto” legislativo Ue su gas e idrogeno.

Si tratta della direttiva che fissa le regole per gli investimenti nel settore (l’altra parte del pacchetto è il regolamento sulla struttura del mercato, i cui negoziati sono ancora in corso con alcuni nodi da sciogliere, ad esempio sui target per il biometano). Bruxelles aveva presentato le due proposte normative nel 2021, nell’ambito del più generale pacchetto Fit for 55.

L’accordo provvisorio, commenta la ministra spagnola della Transizione ecologica, Teresa Ribera, che ha rappresentato i 27 Stati membri nei colloqui per conto della presidenza di turno della Spagna al Consiglio, “promuoverà la transizione del settore del gas verso le energie rinnovabili e a basse emissioni di carbonio, inoltre stabilisce norme per la tutela dei consumatori e rafforza la sicurezza dell’approvvigionamento”.

La direttiva, evidenzia una nota del Parlamento europeo, punta a facilitare l’integrazione del gas di origine rinnovabile – compreso l’idrogeno – nelle reti europee del gas. Ora il testo concordato dovrà essere formalmente approvato sia dal Parlamento in plenaria sia dal Consiglio.

Tra gli aspetti più difficili da negoziare c’è stata la cosiddetta “separazione proprietaria” (ownership unbundling) proposta dalla Commissione Ue, tesa a evitare che gli operatori di rete possano detenere allo stesso tempo le infrastrutture del gas e quelle dell’idrogeno.

In sostanza, riferisce l’agenzia Euractiv, i negoziatori hanno ammorbidito le regole dell’unbundling e i singoli governi potranno esentare gli operatori del gas dall’obbligo di creare società separate per investire nell’idrogeno, a condizione che abbiano meno di 100mila clienti.

Questa è una modifica molto voluta dalla Germania, si spiega, il cui mercato del gas è fatto da tante utility locali che rischiavano di rimanere escluse dai nuovi investimenti.

“Abbiamo ottenuto che i settori difficili da decarbonizzare, come l’industria siderurgica e chimica, siano posti al centro dello sviluppo di un mercato europeo per l’idrogeno”, ha affermato il relatore del testo per il Parlamento Ue, il socialdemocratico tedesco Jens Geier.

“I colli di bottiglia degli investimenti nella proposta della Commissione – ha aggiunto – che avrebbero rallentato la crescita dell’idrogeno, sono stati eliminati, mentre le regole dell’unbundling per gli operatori delle reti dell’idrogeno corrisponderanno alle migliori pratiche nel mercato del gas e dell’elettricità”.

Questo approccio però non ha convinto tutti.

Secondo Michaela Holl, consulente senior del think tank tedesco Agora Energiewende, citata da Euractiv, “l’accordo sul pacchetto gas non è in sintonia con la sicurezza energetica e le ambizioni climatiche dell’Europa”, perché “imporrà costi inutilmente elevati ai contribuenti, renderà difficile per i nuovi produttori di idrogeno rinnovabile e ammoniaca entrare nel mercato e non riuscirà a chiarire cosa conta come idrogeno e biometano a basse emissioni di carbonio”.

Ricordiamo, infatti, che gli investimenti nelle nuove infrastrutture per l’idrogeno su larga scala – reti di trasporto e distribuzione, stoccaggi – sono un punto molto controverso.

L’uso dell’idrogeno verde dovrebbe essere limitato a determinati settori “hard-to-abate” dove è difficile elettrificare direttamente i consumi energetici, come le industrie pesanti, mentre appare poco sensata la prospettiva di mixare H2 nelle reti per utilizzarlo ad esempio per il riscaldamento degli edifici (si veda anche L’idrogeno a basse emissioni marcia a passo di lumaca).

Tornando ad altri aspetti della nuova direttiva, prosegue la nota dell’Europarlamento, gli Stati membri devono provvedere affinché il diritto di cambiare fornitore o partecipante al mercato sia riconosciuto ai clienti in modo non discriminatorio in termini di costi, oneri e tempi.

L’accordo poi prevede disposizioni sulle modalità in cui possono essere effettuate le interruzioni della fornitura, al fine di tutelare i clienti dalla futura dismissione della rete del gas o dalla sua conversione all’idrogeno: dovranno essere consultate le organizzazioni opportune, il cliente dovrà essere informato in anticipo e si terrà conto delle esigenze specifiche dei clienti vulnerabili.

Infine, si prevede un maggiore coordinamento tra i piani di sviluppo delle diverse reti (elettricità, gas, idrogeno) puntando verso l’integrazione settoriale e basandosi sul principio “l’efficienza energetica al primo posto”, oltre che sulla priorità conferita all’utilizzo dell’idrogeno nei settori difficili da decarbonizzare.

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