L’Agenzia per la cooperazione tra i regolatori nazionali dell’energia (Acer) ha pubblicato il suo parere biennale (link in basso) sulle bozze degli elenchi dei progetti di interesse comune (Pci) e dei progetti di interesse reciproco (Pmi) proposti per il 2025.
Tali liste, ricordiamo, includono iniziative infrastrutturali energetiche considerate prioritare a livello Ue. Programmi che possono beneficiare di procedure di autorizzazione accelerate, trattamenti normativi specifici e finanziamenti, in quanto identificati come fattori chiave per l’integrazione delle energie rinnovabili o l’aumento della capacità transfrontaliera, elemento cruciale per la sicurezza delle reti europee (si veda Reti transfrontaliere, la chiave per la sicurezza energetica europea).
Il documento non esprime giudizi di merito, ma contiene una serie di suggerimenti per rendere il processo di selezione “più trasparente, coerente e credibile”, garantendo che l’Europa investa nelle infrastrutture giuste per raggiungere i suoi obiettivi energetici e climatici.
Il ruolo dell’Acer nel processo di selezione dei Pci/Pmi, come definito dal Regolamento TEN-E, è quello di verificare che le metodologie e i criteri pertinenti siano applicati in modo coerente e trasparente in tutto il processo di selezione. L’Agenzia non è infatti chiamata a fornire un “secondo parere” sui meriti dei diversi progetti, né ad aiutare i decisori a classificare le iniziative per la selezione finale.
Cosa non va nelle valutazioni
Nel suo parere, l’Acer ha rilevato diverse criticità. Ad esempio, ci sono ritardi nella disponibilità dei dati dei Piani decennali di sviluppo della rete (Tyndp) e dei relativi risultati costi-benefici, che ostacolano la valutazione dei progetti.
Inoltre, c’è un’inadeguata identificazione delle esigenze di capacità per frontiera, visto che le necessità infrastrutturali vengono individuate solo per Stato membro, un approccio che non valorizza né tiene debitamente conto del sistema Europa.
Ancora, si evidenzia nell’analisi una distinzione poco chiara tra benefici monetizzati e non monetizzati nella classificazione dei progetti, con conseguente riduzione della chiarezza su come questi vengono priorizzati.
Si denuncia poi la mancanza di giustificazioni per le iniziative aggiunte alle proposte formali dei gruppi regionali. Quest’ultimi sono presieduti dalla Commissione europea e comprendono rappresentanti degli Stati membri, gestori dei sistemi di trasmissione, promotori dei progetti, Autorità di regolamentazione dell’energia e Acer.
Il loro ruolo è valutare il potenziale contributo dei progetti alle priorità energetiche dell’Ue. L’Agenzia segnala che in alcuni casi delle proposte sono comparse nella lista finale senza un’adeguata trasparenza.
Infine, le bozze degli elenchi Pci/Pmi non distinguono chiaramente tra progetti elettrici maturi e meno maturi, altro fattore che rende più difficile stabilire una gerarchia.
Poiché questi ostacoli possono compromettere la credibilità e la solidità del processo di selezione, Acer ha messo a punto una serie di raccomandazioni. Tra queste, la principale è quella di fornire i dati Tyndp in tempo e con buona qualità per il processo di selezione Pci/Pmi.
L’Agenzia spinge inoltre affinché venga introdotta una una valutazione delle esigenze di capacità per confine e per ciascun vettore energetico. Focalizzandosi invece su quello che dovrebbero fare i promotori dei progetti, si suggerisce di garantire che l’insieme completo dei dati sia reso disponibile per la valutazione delle autorità nazionali di regolamentazione in tempo utile, per consentire di condurre analisi approfondite e coerenti.
Andrebbero infine introdotti criteri di maturità per far sì che i progetti meno avanzati vengano supportati soltanto al momento opportuno, cioè quando diventano pronti per la costruzione.
I progetti italiani
Nella lista di Pci/Pmi stilata dai gruppi regionali e analizzata da Acer, ce ne sono diversi che riguardano direttamente l’Italia. Sul fronte elettrico compaiono i grandi corridoi Hvdc interni, come l’Adriatic Link (Villanova–Fano) e il corridoio adriatico HG (Foggia–Forlì), destinati a rafforzare la trasmissione lungo la dorsale orientale del Paese.
Ci sono poi nuove interconnessioni transfrontaliere: il progetto “Grita 2” tra Galatina e la Grecia, l’Apollo-Link tra La Spezia e la Spagna, il rinnovato Sacoi 3 che collega la Sardegna alla Corsica e alla Francia, oltre al corridoio tirrenico HG (Montalto–Avenza). In lista anche il collegamento sottomarino con il Montenegro (Villanova–Lastva), classificato come Pmi.
Il nostro Paese è anche al centro di alcuni dei progetti più strategici per la futura dorsale europea dell’idrogeno. In particolare il SoutH2 Corridor, che parte dal Nord Africa e attraversa la Sicilia per risalire verso Austria e Germania. A questo si affiancano il Poseidon, gasdotto tra Grecia e Italia attraverso lo Ionio, e un grande sito di stoccaggio sotterraneo a Fiume Treste (Abruzzo).
- Il parere Acer (pdf)


























