Auto elettriche, quanto si degradano davvero le batterie?

Utilizzando spesso la ricarica veloce possono perdere in media il 2,3% della loro capacità iniziale ogni anno, molto meno con quella lenta, secondo uno studio di Geotab. Altre ricerche del 2024 confermano risultati più positivi delle previsioni.

ADV
image_pdfimage_print

Le batterie delle auto elettriche perdono in media il 2,3% della loro capacità iniziale ogni anno, soprattutto per via di un maggiore utilizzo della ricarica rapida in corrente continua a elevata potenza. Ciò significa che conservano l’81,6% della carica massima originaria dopo otto anni.

Lo riporta l’ultimo studio realizzato nel 2025 da Geotab (link i basso) – che come vedremo è sostanzialmente in linea con altri lavori di settore – azienda con sedi in Canada e Stati Uniti, specializzata nell’analisi dei dati per ottimizzare l’efficienza e le prestazioni delle flotte aziendali (si veda anche Auto elettrica, in quanto tempo si degradano le batterie?).

Geotab ha esaminato i dati reali sullo stato di salute delle batterie (SOH, State of Health), provenienti dalle telemetrie di oltre 22.700 veicoli elettrici di 21 marchi e modelli.

Il tasso di degrado è in leggero aumento rispetto alle rilevazioni del 2024 (1,8% annuo); ciò riflette i cambiamenti sull’uso dei veicoli elettrici, in particolare il ricorso sempre più frequente alla ricarica veloce con potenza superiore a 100 kW.

Come spiega Charlotte Argue, senior manager Sustainable Mobility di Geotab, la salute delle batterie “rimane in buone condizioni, anche se i veicoli sono ricaricati più velocemente e utilizzati in modo più intensivo”.

I dati più recenti, precisa l’esperta, “mostrano che le batterie continuano a durare ben oltre i cicli di sostituzione previsti dalla maggior parte delle flotte. Ciò che è cambiato è che il comportamento di ricarica ricopre un ruolo molto più importante nella velocità di invecchiamento delle batterie, offrendo agli operatori l’opportunità di gestire il rischio a lungo termine attraverso strategie di ricarica intelligenti”.

Cosa succede alle batterie in condizioni di guida

Dallo studio emergono diversi aspetti di interesse generale per utilizzare nel modo migliore un veicolo elettrico, con riferimento a tempi e modi delle ricariche.

Le batterie ricaricate con maggiore frequenza in corrente continua sopra 100 kW hanno un tasso medio di degrado doppio rispetto a quelle ricaricate principalmente in corrente alternata a bassa potenza, 3% annuo vs 1,5%, come riassume la tabella sotto (DCFC sta per direct current fast charging).

Quanto ai fattori climatici, i veicoli nelle regioni più calde mostrano un tasso di degrado annuo circa dello 0,4% più veloce, rispetto alle auto utilizzate in zone con temperature più miti.

Difatti, si spiega, le alte temperature accelerano il degrado perché il calore aumenta l’attività chimica e lo stress all’interno della cella; i sistemi di gestione interna della batteria contribuiscono a ridurre questo effetto regolandone la temperatura.

Si precisa poi che l’attuale set di dati dello studio non contiene sufficienti campioni “solo a freddo”, ossia di veicoli in climi costantemente rigidi senza una stagione calda; pertanto, non è stato possibile isolare l’impatto del freddo estremo sul degrado a lungo termine.

Consigli e raccomandazioni

Di seguito i principali consigli forniti da Geotab:

  • adottare una strategia di ricarica: ove opportuno, dare priorità alla ricarica più lenta e/o a bassa potenza, utilizzando le colonnine veloci ad alta potenza (soprattutto oltre i 100 kW) solo quando necessario; ciò aiuta a ridurre al minimo lo stress della batteria, poiché una ricarica incontrollata ad alta potenza può portare a un SOH stimato del 76% dopo otto anni, rispetto all’88% di SOH residuo per chi predilige la ricarica a bassa potenza;
  • prestare attenzione al clima: come detto si è osservata una piccola ma misurabile differenza per i veicoli elettrici che operano in climi più caldi (+0,4% di degrado), quindi è opportuno considerare modifiche operative durante le ondate di calore, come il parcheggio all’ombra o al chiuso;
  • non è necessario rispettare rigorosamente la regola di mantenere lo stato di carica (SOC, State of Charge) tra il 20-80% per l’uso quotidiano, ma conviene evitare di lasciare i veicoli inattivi per periodi prolungati e abituali quando la carica è quasi al massimo o quasi a zero, poiché il degrado accelera significativamente quando l’esposizione a livelli “estremi” di SOC supera una soglia temporale cumulativa dell’80%.

Altri studi e ricerche

Un altro studio del 2024, realizzato da Aviloo (azienda austriaca che sviluppa sistemi di diagnostica delle batterie) e P3 Group (società di consulenza tedesca), ha analizzato le prestazioni reali delle batterie di oltre 7.000 veicoli con percorrenze fino a 300.000 km.

La maggior parte delle batterie mantiene oltre l’80% della capacità originale anche dopo 200.000 km; in particolare, i dati mostrano che quasi tutte le batterie conservano uno stato di salute superiore al 90% dopo 3-5 anni di utilizzo intenso.

Si è osservato che la degradazione della capacità più significativa avviene nei primi 30.000 km, dopodiché il processo diventa quasi lineare e rallenta in modo rilevante.

Tra i consigli pratici per massimizzare la durata della batteria: parcheggiare in ambienti con temperature moderate, mantenere la carica della batteria tra il 10 e il 50% durante i periodi di inattività prolungati, evitare ricariche rapide frequenti, adottare comportamenti di guida moderati, evitando accelerazioni estreme e lunghi viaggi ad alta velocità.

Osservazioni analoghe arrivano da Dekra, azienda tedesca di testing e certificazione nel settore automotive.

Nel 2024, ha testato sei taxi elettrici (Jaguar I-PACE) in servizio a Monaco di Baviera dal 2018: dopo aver percorso tra 180.000 e 260.000 km, lo stato di salute delle batterie di trazione era compreso tra il 95 e il 97%.

Più in generale, dopo oltre 25mila test sullo stato di salute delle batterie dei veicoli elettrici, Dekra sottolineava che tali batterie sono più durature di quanto si pensi comunemente, anche se diversi fattori possono influenzare l’invecchiamento, tra cui lo stile di guida, il clima e le abitudini di rifornimento.

Sempre del 2024 è uno studio condotto da scienziati dello SLAC-Stanford Battery Center, che hanno esaminato 92 batterie agli ioni di litio commerciali per oltre due anni con diversi profili di scarica (dalla scarica costante standard a quella dinamica basata su dati di guida reali).

Dai risultati è emerso che più i profili riflettevano realisticamente il comportamento di guida effettivo, maggiore era l’aspettativa di vita del veicolo elettrico.

Diversi fattori contribuiscono a questa longevità; un algoritmo di apprendimento automatico addestrato su tutti i dati raccolti dal team ha contribuito a evidenziare l’impatto dei profili di scarica dinamica sul degrado della batteria.

In sostanza, contrariamente a quanto indicato in precedenza dai test in laboratorio, le batterie dei veicoli elettrici sottoposti al normale utilizzo dei conducenti nel mondo reale, come traffico intenso, lunghi viaggi in autostrada e brevi spostamenti in città, potrebbero durare circa un terzo in più di quanto generalmente previsto dai ricercatori.

ADV
×
Privacy Policy Cookie Policy