Nodi su superbonus e riscaldamento domestico a biomasse. AIEL scrive a Cingolani

L'associazione chiede al Ministro della Transizione Ecologica urgenti chiaririmenti sull’applicazione dell’agevolazione ad impianti a biomassa.

ADV
image_pdfimage_print

Ci sono dei nodi interpretativi che bloccano la possibilità di accesso al Superbonus 110% per gli interventi di efficientamento energetico collegati al riscaldamento domestico a biomassa legnosa.

Su questi aspetti, già discussi in sede di Direzione Efficienza Energetica del Ministero dello Sviluppo Economico, AIEL, l’Associazione italiana energie agroforestali, ha scritto al neo Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani.

AIEL ha manifestato l’urgenza di ricevere risposte dopo oltre quattro mesi di attesa, visto che ad oggi il Superbonus 110%, uno strumento incentivante considerato “significativo”, ha ancora una notevole complessità applicativa.

“Ne sono la dimostrazione la quantità di note interpretative, chiarimenti e FAQ prodotte da diversi, e forse troppi, organismi pubblici che a vario titolo hanno competenza sul tema, a volte anche con pronunciamenti non perfettamente allineati”, scrive al MiTE, il presidente AIEL, Domenico Brugnoni.

I ritardi nei chiarimenti, spiega l’associazione, sono incompatibili con l’attività di impresa, con danni economici per coloro quelle aziende che hanno già avviati degli interventi.

Per quanto riguarda il settore del riscaldamento domestico a biomasse, i principali nodi da sciogliere sono riconducibili all’interpretazione per garantire la corretta progettazione e integrazione fra intervento trainante e intervento trainato a biomassa.

AIEL chiede di chiarire se il fabbisogno per la climatizzazione invernale, erogato dall’impianto sostituito, debba essere coperto integralmente da interventi trainanti ammessi dal C.1 dell’art. 119.

Per esempio, un quesito riguarda l’abbinamento fra solare (come trainante) e biomassa (trainato) in sostituzione di un impianto di climatizzazione invernale esistente a gas. Il progettista ha infatti necessità di sapere se il fabbisogno termico esistente può essere soddisfatto dall’abbinamento fra solare e biomassa e non solo dal solare come trainante.

Un dubbio interpretativo riguarda il sistema “caldaia a pellet a condensazione abbinato ad una PdC – factory made” che non rientra nella definizione di sistema ibrido.

Un altro aspetto da chiarire si riferisce invece alla classe di qualità dei combustibili in caso di autoproduzione.

Non avere queste risposte – spiega AIEL – può penalizzare l’intera filiera legno-energia che rappresenta la prima fonte rinnovabile del nostro Paese, rispetto ad altri settori come quello dei generatori alimentati a gas, ossia una fonte fossile.

La lettera al ministro  Cingolani si conclude ricordando, che l’associazione delle imprese della filiera legno-energia “rappresenta un comparto economico costituito da oltre 14.000 imprese per un fatturato di oltre 4 miliardi di euro e 72.000 posti di lavoro”.

E agguiunge che “le aziende italiane sono leader in ricerca e sviluppo e modello di riferimento per tutto il comparto industriale europeo”, pertanto “la corretta applicazione del Superbonus 110% rappresenta un elemento imprescindibile per il rafforzamento del Made in Italy e il permanere della leadership italiana in questo settore”.

ADV
×