“Metanizzare la Sardegna”, nuovo attacco di Salvini sull’energia

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Nuova divisione tra Lega e M5S sul futuro degli investimenti in energia dopo il capitolo del TAP.

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Gli investimenti nel gas e nelle infrastrutture in generale tornano a dividere il governo.

Dopo lo scontro sugli inceneritori e la vicenda del TAP (Trans Adriatic Pipeline), il gasdotto che porterà il combustibile dal Mar Caspio direttamente in Italia approdando sulle coste pugliesi, è il turno della metanizzazione della Sardegna, con la discesa in campo della Lega, favorevole, contro il Movimento 5 Stelle.

“È antistorico che la Sardegna non abbia ancora una rete di distribuzione del metano, mi faccio carico di parlarne con i colleghi al governo”, ha dichiarato il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in un’intervista alla Nuova Sardegna, poi ripresa dalle agenzie di stampa.

“Penso che l’Italia debba avere più energia e pagarla di meno, soprattutto in un’isola come la Sardegna”, ha aggiunto Salvini.

Il progetto di portare il gas naturale nell’isola, ricordiamo, era un punto forte della Strategia Energetica Nazionale (SEN) definita dal governo Gentiloni con il pieno sostegno della Regione, che considera la metanizzazione un passo fondamentale per la sua sicurezza energetica.

In un’intervista sempre alla Nuova Sardegna dello scorso luglio, invece, il ministro M5S alle Infrastrutture, Danilo Toninelli, aveva affermato che quel progetto è “obsoleto e impattante sull’ambiente” (vedi QualEnergia.it).

Meglio, quindi, sostengono gli esponenti M5S, investire in fonti rinnovabili e misure di efficienza energetica, anziché destinare centinaia di milioni di euro a un’opera per la quale il ministro ha chiesto un’analisi costi-benefici prima di prendere una decisione definitiva.

Una posizione contraria all’ipotesi di metanizzazione dell’isola era stata illustrata lo scorso anno anche da diversi ambientalisti e operatori delle rinnovabili, affermando che progettare una infrastruttura simile per la Sardegna significherebbe intraprendere investimenti poi inutilizzabili e, soprattutto, rallentare una possibile transizione energetica verso le rinnovabili. La Sardegna – spiegavano anche in un appello rivolto al precedente governo – potrebbe diventare un modello di smart island.

Sulla transizione energetica della Regione, vista anche da un punto di vista sociologico, consigliamo la lettura dell’articolo “La teoria del gioco per capire la transizione energetica: il caso della Sardegna“.

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