“Franceschini sblocca le rinnovabili”, questo lo slogan che sintetizza il coro dei manifestanti che oggi, 22 aprile, a Roma si sono incontrati davanti al Ministero della Cultura per chiedere al dicastero e al suo ministro, Dario Franceschini, di favorire una svolta nel processo autorizzativo degli impianti a fonti rinnovabili.

Dopo un decennio di ostacoli il settore dell’energia pulita torna a chiedere un cambio di passo: “Le rinnovabili devono trovare spazio nei piani politici a lungo termine e avere un ruolo importante nella strategia energetica italiana”.

L’iniziativa si è svolta nell’ambito della Giornata della Terra 2022 ed è organizzata da “Cittadini per l’Italia Rinnovabile”, un comitato di recente costituzione formato da cittadine e cittadini, attivisti, giornalisti, professionisti, esperti e operatori delle rinnovabili e rappresentanti di associazioni ambientaliste. Tra questi molte firme di autorevoli ecologisti italiani.

Il comitato ha anche promosso una petizione su Change.org, che ha già superato 45.000 firme.

QualEnergia.it ha partecipato alla manifestazione. Di seguito un breve video raccoglie le richieste dei partecipanti:

Alcuni esempi di ostacoli alle rinnovabili da parte del Ministero dei beni culturali e delle Sopraintendenze:

87% di progetti eolici bocciati!

Il Mibac ha dato parere megativo su 41 dei 47 progeti di impianti eolici sottoposti alla valutazione di impatto ambientale statale negli ultimi anni. La ragione? Non esistono criteri per valutare i progetti, per cui è lasciata alla valutazione delle sopraintendenze che dimostrano un chiaro pregiudizio negativo.

Stop anche all’eolico in mare!

il Mibac ha dato parere negativo a tuttti i progetti eolici offshore presentati in questi anni; alcuni anche a diversi km dalla costa, mentre vengono approvate piattaforme per l’estrazione di gas e petrolio negli stessi mari. A marzo 2022 a Genova è stato dato parere postivo a una nuova diga di fronte al porto alta 7 m, ma bocciate le pale eoliche proposte su strutture in cemento.

Vietati i pannelli solari nei centri storici!

In tutta Europa si cerca di integrare al meglio gli impianti solari nei tetti degli edifici, mentre in Italia nei centro storici bisogna passare per un parere delle Sopraintendenze che regolarmente li bocciano. Il paradosso è che esisterebbero delle regole per integrare il solare sui tetti nelle aree con vincolo paesagggistico, ma che non vale nei centri storici, dove non basta neanche che siano installati paralleli alla falda e invisibili dalle strade intorno. Bisogna passare per un parere delle Sopraintendenze  anche dopo le ultime inutili semplificazioni del Governo.

Bocciato l’agrivoltaico in area industriale!

A Brindisi, nell’area industriale prossima alla centrale di Cerano bocciato un impianto solare agrivoltaico con fitodepurazione in un sito di interesse nazionale da bonificare, dove è fatto divieto di coltivazioni a fini alimentari per i posssibili impatti di natura archeoologica.

Bocciato il solare a terra in area industriale!

A Gioia Tauro, in zona industriale vicina al porto, bocciato dalla Sopraintendenza un impianto fotovoltaico a terra perché difforme dalla vocazione agricola della piana, malgrado da decenni in quell’area non esista più. Solo dopo un ricorso al Tar si è riusciti a superare il parere negativo.