Da Bruxelles arrivano altre novità riguardo alle comunicazioni delle aziende sulla sostenibilità ambientale delle loro attività.
La Commissione europea il 30 luglio ha adottato una raccomandazione con relativi allegati sull’informativa volontaria per le micro, piccole e medie imprese, escluse dall’obbligo di applicare la direttiva CSRD 2022/2464 (Corporate Sustainability Reporting Directive) sulla rendicontazione societaria di sostenibilità.
Lo standard volontario, spiega una nota, aiuterà le Pmi a rispondere a richieste specifiche di informazioni sulla sostenibilità da parte di grandi istituti finanziari e imprese; è stato sviluppato dall’Efrag (European Financial Reporting Advisory Group), l’organo consultivo tecnico della Commissione sulla regolamentazione contabile.
Sono previsti due moduli, uno “base” e uno più dettagliato, che coprono diverse metriche, tra cui ad esempio (nel modulo base) energia, emissioni di gas serra, inquinamento dell’aria, dell’acqua e del terreno, biodiversità, economia circolare e gestione dei rifiuti, sicurezza e salute dei lavoratori.
Ai sensi della normativa comunitaria, un’impresa è micro se non supera due delle seguenti soglie:
- 450.000 € di stato patrimoniale;
- 900.000 € di fatturato netto;
- una media di 10 dipendenti.
Per le imprese piccole e medie le soglie salgono rispettivamente a:
- 5 milioni di € di stato patrimoniale;
- 10 milioni di € di fatturato netto;
- una media di 50 dipendenti.
- 25 milioni di € di stato patrimoniale;
- 50 milioni di € di fatturato netto;
- una media di 250 dipendenti.
La Commissione pertanto “incoraggia le grandi imprese e gli istituti finanziari che chiedono informazioni sulla sostenibilità alle Pmi a basare, per quanto possibile, le loro richieste sulla norma volontaria”.
Inoltre, le Pmi possono comunicare volontariamente informazioni sui temi “green” per migliorare il loro accesso alla finanza sostenibile e monitorare le prestazioni in materia di sostenibilità, migliorando in tal modo la loro competitività e la loro immagine sui mercati.
Lo scorso febbraio la Commissione ha adottato il pacchetto di semplificazione Omnibus, che tra le varie cose ha proposto di limitare l’obbligo di informativa sulla sostenibilità ai sensi della direttiva CSRD alle grandi imprese con più di 1.000 dipendenti.
Per le imprese fino a 1.000 dipendenti, l’esecutivo Ue ha proposto uno standard di comunicazione volontaria che sarà adottato dalla Commissione, sulla base della raccomandazione del 30 luglio.
La raccomandazione quindi è una soluzione intermedia per rispondere alle richieste del mercato fino all’adozione formale dell’atto delegato sullo standard volontario; tale standard servirà anche da “limite della catena del valore”, per proteggere le Pmi e le altre imprese escluse dalla CSRD da richieste di informazioni eccessive da parte dei loro partner industriali/commerciali.
- Raccomandazione (pdf)
- Allegato I (pdf)
- Allegato II (pdf)



























