Ondate di calore, alluvioni, siccità prolungate, scioglimento dei ghiacci: questi sono alcuni dei fenomeni meteorologici “estremi” la cui maggiore intensità e frequenza, secondo molti studi scientifici, è da attribuire almeno in parte ai cambiamenti del clima di origine antropogenica (quindi: all’aumento delle emissioni di gas-serra provocato dalle attività umane).

Una nuova mappa interattiva online, elaborata da Carbon Brief (vedi qui), approfondisce quella che viene definita “extreme event attribution”: in pratica gli scienziati cercano di valutare se un singolo evento meteorologico in una data regione del mondo è stato influenzato, più in generale, dalle trasformazioni climatiche in atto su scala globale.

Carbon Brief ha considerato 260 eventi estremi analizzati in più di 230 studi di attribuzione, convalidati (peer-reviewed) dalla comunità scientifica internazionale.

E le analisi, si legge nell’articolo che accompagna e spiega l’utilizzo della mappa, suggeriscono che il 68% dei fenomeni meteo di particolare intensità sia stato condizionato dall’uomo (è il bollino rosso che identifica la maggior parte degli eventi localizzati sulla mappa: Human influence found).

In altre parole, quei fenomeni estremi sono stati resi più probabili o più intensi/severi attraverso l’influenza umana sul clima.

Le ondate di calore formano la categoria più numerosa di eventi estremi influenzati dall’uomo: 43% del totale, staccando nettamente le altre due categorie maggiormente rappresentate, le siccità e le alluvioni, rispettivamente con il 17-16% dei fenomeni meteo attribuiti in vario modo agli impatti antropogenici.

Più in dettaglio, Carbon Brief evidenzia che su 80 studi di attribuzione che si sono focalizzati sulle ondate di calore, ben 76 (quindi il 95%) affermano che il cambiamento climatico ha reso più probabile o più intenso un evento di questo tipo, con conseguenze mediamente più devastanti, per esempio in termini di morti premature dovute al caldo.

Conviene precisare bene, a scanso di equivoci, che gli studi di attribuzione non intendono dimostrare che il cambiamento climatico sia stato la causa di un certo evento meteorologico estremo; piuttosto, spiegano come il cambiamento climatico abbia contribuito al manifestarsi di quell’evento.

In altre parole: in un Pianeta non surriscaldato dalla maggiore concentrazione di CO2 nell’atmosfera, quello stesso fenomeno meteorologico si sarebbe manifestato in modo diverso.

Terminiamo questa panoramica con uno sguardo ravvicinato all’Italia (vedi l’immagine sotto), dove si spiega che nella zona mediterranea la probabilità che si verifichi di nuovo un’ondata di calore con intensità pari almeno a quella dell’estate 2017 è intorno al 10%; inoltre, si afferma che (traduzione nostra dall’inglese) “il cambiamento climatico antropogenico ha aumentato le probabilità di almeno tre volte dal 1950”.