Ondate di calore, impatti sull’energia e possibili rimedi

Aumento della domanda elettrica, prezzi in forte rialzo, problemi per il raffreddamento delle centrali: cosa è successo in Europa tra fine giugno-inizio luglio. Ruolo di fotovoltaico, accumuli e interconnessioni. Le considerazioni di Ember.

ADV
image_pdfimage_print

Aumento della domanda di elettricità (soprattutto per la climatizzazione), prezzi dell’energia che schizzano in alto, problemi per gli impianti di produzione a fonte termoelettrica e nucleare.

Sono i principali impatti delle ondate di calore sui mercati energetici, come accaduto quest’anno in Europa tra la fine di giugno e l’inizio di luglio. In Italia la richiesta elettrica è cresciuta del 20-25% al giorno rispetto al periodo aprile-prima metà di giugno.

Batterie di accumulo, reti elettriche più flessibili e interconnesse, sono i rimedi con cui affrontare queste situazioni climatiche, destinate a diventare sempre più intense e frequenti con il surriscaldamento globale.

Questo il focus di una breve analisi del think tank energetico Ember, dedicato alle conseguenze della recente ondata di caldo sui sistemi elettrici del nostro continente.

Tra il 28 giugno e il 2 luglio, ricorda Ember, le temperature massime giornaliere a livello Ue hanno raggiunto 35 °C in Germania e Spagna (con massime locali superiori a 40 °C), 34 °C in Francia e 30 °C in Polonia. In Germania, ciò ha comportato un aumento di 9 °C della temperatura massima giornaliera rispetto alla settimana precedente.

Questa situazione, si spiega, “ha avuto un impatto significativo sulla domanda di elettricità, che è cresciuta fino al 6% in Germania, del 9% in Francia e del 14% in Spagna, confrontando il martedì precedente (24 giugno) e quello durante l’ondata di calore (1° luglio)”; si veda sotto il grafico che riassume quanto accaduto in Francia.

Tra i problemi causati dall’aumento delle temperature dell’aria e dell’acqua, si cita il raffreddamento delle centrali termoelettriche e nucleari; difatti, ci sono state riduzioni forzate della produzione di elettricità in diversi reattori in Francia e Svizzera.

In Francia, gli impianti nucleari lungo i fiumi Garonna, Loira e Rodano sono stati i più colpiti. Sebbene le molteplici riduzioni fossero legate alla manutenzione programmata, almeno 7 GW di capacità fuori servizio tra il 1° e il 2 luglio sono stati contrassegnati come “forzati” dal gestore del sistema di trasmissione.

L’andamento della domanda elettrica, combinato con le interruzioni delle centrali, “ha portato a un drastico aumento dei prezzi dell’elettricità”, evidenzia Ember.

Rispetto allo stesso giorno di riferimento del 24 giugno, durante l’ondata di calore i prezzi medi giornalieri sono aumentati del 15% in Spagna, del 106% in Polonia, del 108% in Francia e del 175% in Germania, quasi triplicando in quest’ultimo caso.

Nelle ore di punta serali del 1° luglio, i prezzi hanno superato 400 €/MWh in Germania e 470 €/MWh in Polonia. Tuttavia, come abbiamo scritto riguardo alla Francia, l’impatto sui prezzi elettrici spot è stato rilevante ma di breve durata (Nucleare Francia: stop per il caldo e andamento prezzi elettrici).

Ember poi rileva che giugno 2025 è stato il mese con la più alta produzione di energia solare mai registrata nell’Ue: 45 TWh, con un aumento del 22% rispetto a giugno 2024 (37 TWh).

Nei giorni di picco del caldo, il fotovoltaico da solo ha generato il 33-39% dell’elettricità tedesca; la Germania ha 14 GW di accumulo a batteria e 10 GW di accumulo a pompaggio, che hanno contribuito a immagazzinare parte dell’energia solare da utilizzare nelle ore serali.

Si osserva che poi l’equilibrio tra consumi ed energia elettrica prodotta è sempre più importante.

Nell’ondata di calore, i sistemi di accumulo hanno sfruttato differenziali di prezzo molto elevati, caricando energia a prezzi bassi e scaricandola durante le ore di punta, riducendo così la necessità di utilizzare combustibili fossili e supportando il bilanciamento della rete, come emerge dal grafico.

Anche l’interconnessione elettrica “ha giocato un ruolo importante”.

L’ondata di calore ha raggiunto il picco a Madrid domenica, a Parigi martedì, a Berlino e Varsavia mercoledì, ricorda il think tank: gli interconnettori hanno trasportato l’elettricità dove era più necessaria, contribuendo a dissipare i picchi di prezzo.

E dopo il grave blackout all’inizio del 2025, Spagna e Portogallo hanno chiesto una maggiore interconnessione, per contribuire a stabilizzare la rete dopo potenziali interruzioni, come quelle legate alle ondate di calore.

ADV
×
Privacy Policy Cookie Policy