La Germania sposa la linea dura contro le nuove auto termiche

Berlino dice sì allo stop ad auto e furgoni con motori termici dal 2035 e senza eccezioni. Intende così supportare pienamente la proposta di Bruxelles. La dichiarazione della ministra all'ambiente Lemke.

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La Germania ha deciso di supportare in pieno la proposta europea di vietare la vendita di nuove auto e furgoni con motori termici dal 2035.

A dirlo è stata la ministra Steffi Lemke (Ambiente) su Twitter, segnalando così un cambio di rotta rispetto alla posizione iniziale del governo tedesco.

La nuova coalizione tra socialdemocratici, verdi e partito liberale democratico nel suo accordo di programma, aveva previsto eccezioni per i futuri veicoli alimentati con e-fuel, carburanti sintetici prodotti a partire da energia elettrica rinnovabile (anche detti “elettro-carburanti”).

Ora, invece, Berlino si è schiarata apertamente a favore di uno dei pilastri che compongono il pacchetto legislativo Fit for 55 lanciato da Bruxelles lo scorso luglio 2021: dal 2035 tutti i nuovi veicoli (auto e furgoni) venduti in Europa dovranno essere a emissioni zero.

In sostanza, ciò lascerebbe spazio solo ai modelli 100% elettrici oppure a idrogeno e senza alcuna deroga per gli usi di e-fuel.

Questa mossa aveva attirato immediatamente le critiche di molti costruttori auto europei, preoccupati di perdere pezzi importanti delle loro filiere produttive legate ai tradizionali motori benzina/diesel e relativa componentistica.

Secondo gli oppositori dello stop ai motori termici, bisogna mantenere un approccio di neutralità tecnologica, promuovendo anche la diffusione di soluzioni “pulite” basate sui carburanti sintetici di origine rinnovabile.

Ricordiamo in breve come si produce un e-fuel: si utilizza energia elettrica rinnovabile per alimentare un processo elettrolitico, che poi scompone le molecole di acqua in ossigeno e idrogeno (idrogeno che si può definire “verde” perché, appunto, ottenuto da elettricità 100% rinnovabile).

Questo idrogeno si può usare direttamente nelle celle a combustibile, oppure può essere combinato con CO2 o altre molecole per sintetizzare idrocarburi liquidi e gassosi (e-diesel, e-metano e così via), che possono sostituire carburanti fossili.

Il problema, evidenziato da diversi studi, è che per produrre elettro-combustibili green a zero emissioni, bisogna impiegare grandi quantità di elettricità rinnovabile, ben più di quanta sia necessaria per ricaricare le batterie dei veicoli alla spina. Quindi un e-fuel, considerando tutto il ciclo di produzione e utilizzo, è molto meno efficiente in confronto alle batterie.

Adesso anche Berlino sembra aver sposato la tesi secondo la quale i carburanti sintetici non possono essere una alternativa a zero emissioni alla mobilità elettrica.

Bisognerà vedere come reagirà la potente lobby auto tedesca, la VDA, e se anche il ministero dei Trasporti, guidato da Volker Wissing (FDP), sarà sempre in accordo con la linea Lemke.

Intanto in Italia, lo scorso dicembre 2021, il Comitato interministeriale per la transizione ecologica aveva dato il suo ok allo stop alla vendita di nuove auto termiche dal 2035.

Ma la partita italiana è tutta da giocare su questo fronte, alla luce degli sviluppi più recenti, che vedono il governo orientato a promuovere biocarburanti e anche possibili incentivi per le auto diesel Euro 6.

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