“Una scelta che comporta un cambiamento radicale”, anche se “si poteva osare di più”. Così il Coordinamento Free commenta il pacchetto Fit for 55 presentato dalla Commissione europea.

La traiettoria tracciata da Bruxelles, si spiega in una nota stampa, impone di “incrementare in modo significativo” le performance dell’Ue, dato che nel 2020 le rinnovabili hanno coperto circa il 40% dei consumi elettrici, il 20% di quelli termici, il 10% di quelli nei trasporti. Numeri, si sottolinea, “assolutamente insufficienti per uscire dall’energia fossile nei tempi prospettati” serve “uno sforzo maggiore sulla mobilità attraverso una riconversione produttiva dell’automotive e del downstream petrolifero e sulla tassazione delle fossili”.

“La strada sarà ancora lunga in termini di negoziati con gli Stati Membri – prosegue il Coordinamento Free – che non sono tutti allineati sulle proposte avanzate, cosa che è indice della necessità di approfondimenti negoziali.”

Anche se sulla quota di rinnovabili, aumento al 40%, ed efficienza energetica, aumento al 36% in termini di consumi finali, “si poteva osare di più”, Free esprime soddisfazione per “una presa di posizione chiara che fotografa una situazione ambientale non più accettabile”.

Sulla tassazione delle fossili, l’allargamento ai settori del trasporto su strada e del riscaldamento residenziale del meccanismo ETS e l’introduzione di una border tax sulla CO2, il Carbon Border Adjestment Mechanism (CBAM), “le scelte sono l’inevitabile conseguenza di voler completare il processo di decarbonizzazione entro il 2050”, spiega il Coordinamento.

“Proteggere il proprio mercato e non vanificare la lotta al cambiamento climatico attraverso il CBAM risulta decisivo, anche se occorrerà valutare con attenzione le emissioni di CO2 dei beni importati, soprattutto per i prodotti molto energivori, per evitare sanzioni da parte della WTO, ed evitare uno scontro commerciale con i Paesi che ne sarebbero maggiormente penalizzati, Cina, USA, ma anche paesi produttori di idrocarburi. Se non passa il CBAM – conclude il Coordinamento Free – l’inevitabile carbon leakage travolgerà tutto. Va migliorato, perché diventi più praticabile, ma l’UE deve avviare subito una trattativa seria mostrando su questo tema fermezza e concretezza.”

“Mentre l’Europa indica la strada da percorrere – prosegue la nota riferendosi alle esternazioni del ministro Cingolani e di altri esponenti – stupiscono i primi commenti critici avanzati dal nostro Paese sulla risposta europea ai cambiamenti climatici, in linea con le decisioni del Governo sulle semplificazioni”, conclude polemicamente il comunicato, citando i pareri contrari dell’Esecutivo che in queste ore “hanno bocciato i tentativi di parlamentari, di diversi gruppi, di rendere efficace il relativo decreto”, con alcuni emendamenti.