Fine maggior tutela luce-gas, se ne riparla nel Milleproroghe

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Il posticipo dell’uscita dal mercato tutelato dovrebbe essere valutato nel decreto, ma restano incertezze su tempi e modi: rinvio “secco” o percorso graduale?

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La fine del mercato tutelato per luce e gas continua a tenere banco nel dibattito politico, dopo le ultime vicissitudini nella legge di Bilancio.

L’emendamento della senatrice Elisa Pirro (M5S), infatti, che prevedeva di rinviare tutto al 2022 rispetto alla scadenza attuale del primo luglio 2020, è stato dichiarato inammissibile e quindi eliminato dal maxiemendamento finale depositato dal governo prima del voto decisivo nell’aula del Senato sulla manovra finanziaria 2020.

Ma un po’ tutte le forze politiche in questi mesi si sono spese a favore di uno slittamento della piena liberalizzazione dei mercati energetici, con qualche differenza su tempi e modi.

Anche l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha inviato una segnalazione a Parlamento e Governo per raccomandare un “percorso graduale” di uscita dalla tutela per piccole imprese e clienti domestici.

Così il rinvio al 2022 potrebbe tornare nel decreto Milleproroghe; intanto nella prima bozza del provvedimento è spuntata nuovamente la proposta di spostare la fine delle tariffe tutelate di quasi due anni.

D’altronde, ricordiamo che il posticipo al primo luglio 2020 era stato deciso dal Milleproroghe 2018, quindi è del tutto probabile che si ripeta una procedura analoga; restano però diversi margini di discussione, in particolare tra un rinvio “secco” per tutti (domestici e imprese) e un passaggio più morbido dalla tutela al mercato libero, individuando una serie di tappe (è la posizione dell’Autorità).

Non resta che seguire lo sviluppo della vicenda nei prossimi giorni per capire meglio quale orientamento uscirà nel confronto tra i diversi gruppi politici.

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