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Diversificazione fossile: un miliardo in rinnovabili da Total e altre batterie per Shell

Altre due mosse che testimoniano il cambio di strategia dei grandi del petrolio e del gas, sempre più impegnati a in settori più promettenti rispetto all'Oil&Gas.

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Total investe oltre un miliardo di euro in rinnovabili, tramite NovEnergia, mentre Shell, dopo l’acquisizione del 100% di sonnen annunciata lo scorso 15 febbraio, punta ancora sullo storage comprando un aggregatore virtuale di batterie britannico, Limejump.

Due notizie che possiamo inserire nel filone della diversificazione degli investimenti dei vecchi petrolieri, sempre più attenti alle tecnologie pulite.

NovEnergia Holding Company, la società lussemburghese acquisita da Total Eren “per oltre un miliardo di euro”, ha un portfolio di impianti a rinnovabili da 657 MW, in 47 tra eolici, FV e mini-idroelettrici.

Oltre che in Portogallo, Francia, Spagna, Bulgaria e Polonia, opera in Italia dove, oltre a offrire servizi di asset management, controlla 44 MW di impianti fotovoltaici (di cui 4 assieme a F2i) e poco meno di 15 MW di eolico (oltre ad avere progetti per 80 MW per cui si attendono i titoli autorizzativi).

Tutta potenza che Total Eren, partecipata da Total con il 23%, aggiungerà ai suoi 1,6 GW di rinnovabili, puntando a superare i 3 GW entro il 2022.

Limejump, il nuovo acquisto di Shell tramite Shell New Energies, è invece una piattaforma digitale che gestisce il maggior portafoglio di storage del Regno Unito, usandolo come una centrale virtuale per offrire servizi di bilanciamento, di regolazione di frequenza, PPA e che ha l’intenzione di agire anche sul capacity market.

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