Detrazioni rimodulate e fondo di garanzia: le proposte di Free per il post-Superbonus

Le idee del Coordinamento per dare continuità al mercato delle riqualificazioni energetiche dopo la fine della maxi detrazione al 110% e della cessione del credito.

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Dare continuità al mercato delle ristrutturazioni edilizie e della riqualificazione energetica degli immobili, con il fine di avere edifici più sicuri, resistenti, confortevoli, a basso impatto energetico, carbonico e ambientale, ed edifici anche economici in relazione alle spese di gestione, evitando che un settore fondamentale per l’economia nazionale vada in crisi insieme al Superbonus 110%.

Queste le finalità delle proposte presentate oggi, durante una conferenza stampa, dal Coordinamento Free (in basso il documento).

Durante l’evento di presentazione (video in basso) si è innanzitutto fatto il punto degli gli aspetti positivi e negativi del Superbonus 110% abbinato alla cessione del credito, secondo il Coordinamento che riunisce le associazioni delle rinnovabili e dell’efficienza energetica.

Tra gli effetti positivi riassunti dalla nota di Free:

  • stimolo e rilancio dell’economia in un periodo di crisi post Covid, soprattutto per PMI;
  • grande attenzione e stimolo alla riqualificazione energetica degli immobili;
  • sviluppo della filiera a 360°: crescita della capacità di progettazione e messa a punto di soluzioni tecniche di efficientamento energetico, crescita delle competenze per la realizzazione e installazione delle soluzioni di efficientamento, sviluppo di una solida filiera nazionale di produzione di componenti per l’efficientamento energetico;
  • facilità di accesso all’utilizzo dei fondi disponibili perché non richiesto alcun impegno finanziario (o impegno molto basso) da parte dei beneficiari delle misure.

Tra le ricadute negative elencate da Free, invece:

  • spesa per lo Stato oltre le previsioni;
  • aumento generalizzato dei prezzi di mercato degli interventi;
  • misura sentita come temporanea e quindi maggiore attenzione alla velocità di esecuzione, in alcuni casi a scapito della qualità;
  • poca attenzione a premiare le soluzioni più efficienti dal punto di vista energetico e ambientale (es. interventi di riqualificazione energetica ammessi alle stesse condizioni anche sulle seconde case, con distrazione di fondi da interventi che avrebbero potuto portare maggiori benefici di riduzione delle emissioni, attenzione al solo salto di classe energetica senza maggior premio per raggiungimento delle classi più alte).

Rimodulazione del Superbonus ed eliminazione della cessione del credito, assieme al contestuale aumento dei tassi di interesse, ha sottolineato Dario di Santo, direttore di Fire “lasciano presagire uno scenario di drastica riduzione degli interventi attesi già a partire dal 2024, con il serio rischio di generare un forte contraccolpo a tutte le imprese, soprattutto Pmi, oggi attive nella filiera delle costruzioni e delle ristrutturazioni”.

“Oltre agli effetti economici – ha osservato – questo impedirebbe il rinnovamento di cui i nostri immobili necessitano per risultare più sicuri, resistenti (sisma ed eventi climatici estremi), confortevoli ed economici nella gestione e avrebbe un forte contraccolpo sugli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra”.

Le proposte del Coordinamento Free, ha spiegato Di Santo, mirano a “dare continuità agli interventi di riqualificazione, rendendoli più efficaci e meno costosi, attraverso la rimodulazione degli incentivi esistenti e l’introduzione di un fondo di garanzia e conto interessi per facilitare l’accesso ai capitali privati”.

Questi punti fondamentali della proposta, come riassunti dalla nota del Coordinamento:

  • Associare misure di incentivazione, come le detrazioni fiscali e il conto termico, a misure volte a superare la barriera finanziaria del dovere anticipare tutte le spese legate all’intervento di riqualificazione, rese più onerose dall’aumento dei tassi di interesse.
  • Fare in modo che le politiche di supporto si rivolgano a tutte le fasce di utenza, a partire dalla classe media fino ad arrivare a chi versa in condizioni di ristrettezze economiche.
  • Le politiche devono essere introdotte con un piano di medio lungo periodo, perlomeno fino al 2030, in modo da favorire un positivo e sano rafforzamento della filiera delle costruzioni, e prevedere meccanismi di valutazione e integrazione che favoriscano la loro efficacia.
  • Occorre sfruttare entrambi gli schemi di incentivazione esistenti per rispondere in modo efficace alle diverse esigenze (in termini di supporto economico, barriere da affrontare, tipologia di interventi, priorità, etc.) collegate a famiglie, case popolari, immobili pubblici, imprese, ecc.
  • Prevedere la rimodulazione delle detrazioni fiscali affinché premino le soluzioni più efficaci ed impattanti in termini energetico-ambientali, con un intervallo di detrazioni fra il 55% e l’80%.
  • Prevedere l’ampliamento del conto termico affinché copra anche il settore privato in merito agli interventi di riqualificazione energetica e possa essere impiegato dai soggetti che non sono ammessi alle detrazioni fiscali (per incapienza, regime impositivo, ecc.).
  • Introdurre una misura specifica, basata sul conto termico, per i soggetti in condizioni di disagio economico, in modo che possano beneficiare della riqualificazione a costo zero con l’investimento anticipato da imprese opportunamente qualificate.
  • Affiancare un fondo di garanzia e un fondo in conto interessi agli incentivi, in modo da superare la barriera finanziaria (ossia la necessità di anticipare tutta la spesa dell’investimento), rendendo più agevole e meno costoso l’accesso ai finanziamenti e favorendo il coinvolgimento di capitali privati. Si potrebbe anche fare uso di cessione del credito e sconto in fattura per alcuni ambiti di intervento.
  • Si ritiene utile in collegamento al punto precedente un accordo con Abi per introdurre “mutui verdi” dedicati alla riqualificazione edilizia slegata dall’acquisto dell’unità immobiliare.
  • Prevedere la raccolta di dati semplificati sui consumi energetici pre e post intervento in modo da consentire una valutazione più affidabile dell’impatto delle misure proposte e consentire l’individuazione delle soluzioni più efficienti ed efficaci dal punto di vista energetico e ambientale.
  • Valutare la possibilità di usare emissioni di Titoli di Stato dedicati alla copertura della spesa pubblica collegata alle misure di supporto per la riqualificazione dell’edilizia.

Il documento con le proposte (pdf)

Il video dell’evento:

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