Dal parlamento Ue è arrivato il via libera definitivo alla nuova legislazione sugli investimenti sostenibili, la cosiddetta “tassonomia” che consentirà di distinguere gli investimenti a basso impatto ambientale da quelli che invece rappresentano una potenziale minaccia per il clima.

Il testo, adottato dal Consiglio Ue ad aprile, spiega una nota del parlamento Ue, stabilisce sei obiettivi ambientali e consente di etichettare un’attività economica come sostenibile dal punto di vista ambientale, se questa contribuisce ad almeno uno degli obiettivi approvati, senza danneggiare significativamente nessuno degli altri.

Gli obiettivi sono:

  • la mitigazione del cambiamento climatico e l’adattamento;
  • l’uso sostenibile e la protezione delle risorse idriche e marine;
  • la transizione verso un’economia circolare, compresa la prevenzione dei rifiuti e l’aumento dell’assorbimento di materie prime secondarie;
  • la prevenzione e il controllo dell’inquinamento;
  • la protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.

La definizione di chiari criteri “verdi” per gli investitori, prosegue la nota, è fondamentale per permettere all’Europa di diventare neutrale dal punto di vista delle emissioni di carbonio entro il 2050, come stabilito nel Green Deal approvato dalla Commissione Ue.

E la stessa Commissione stima che l’Europa dovrà investire circa 260 miliardi di euro l’anno in più per raggiungere i suoi obiettivi su energia e clima al 2030.

Il relatore della commissione affari economici, Bas Eickhout, ha affermato (neretti nostri) che “tutti i prodotti finanziari che si dichiarano sostenibili dovranno dimostrarlo secondo criteri rigorosi e ambiziosi” e che “la legislazione prevede anche un chiaro mandato alla Commissione per iniziare a definire le attività dannose per l’ambiente. La graduale eliminazione di tali attività e investimenti è importante per raggiungere la neutralità climatica, tanto quanto il sostegno alle attività decarbonizzate”.

Nella nota si spiega poi che le attività incompatibili con la neutralità climatica, ma considerate necessarie nella transizione verso un’economia neutrale dal punto di vista climatico, sono etichettate come attività di transizione o attività abilitanti. Devono avere livelli di emissioni di gas serra corrispondenti alle migliori prestazioni del settore.

I combustibili fossili solidi, come il carbone o la lignite, sono esclusi, ma il gas e l’energia nucleare potrebbero essere potenzialmente etichettati come attività abilitante o di transizione, se si rispetta il principio del “non fare danni significativi” (vedi anche qui).

La legge, approvata senza votazione perché in seconda lettura e già concordata con i governi Ue, entrerà in vigore dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.