In 44 giorni di guerra in Medio Oriente, l’Unione europea ha speso 22 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili.
Intanto, lo stallo sui negoziati, la persistente chiusura dello Stretto di Hormuz con il blocco imposto dagli Usa e gli attacchi al Libano, non fanno intravedere una risoluzione a breve termine del conflitto. Ciò sta spingendo Bruxelles a valutare nuovi aiuti di Stato temporanei e altre misure per fronteggiare la crisi energetica, tra cui possibili sussidi al gas utilizzato nella generazione elettrica.
Questo il quadro in cui si sta muovendo la Commissione europea, come ha spiegato ieri (13 aprile) la presidente Ursula von der Leyen.
Intanto l’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) descrive uno scenario sempre più preoccupante del mercato petrolifero globale nell’Oil Market Report pubblicato oggi, 14 aprile.
Con le Nazioni importatrici di petrolio impegnate a reperire barili sostitutivi da un bacino di offerta in continua contrazione, afferma la Iea, i prezzi fisici del greggio sono schizzati a livelli record, vicini ai 150 dollari al barile, ben sopra i prezzi sui mercati dei “futures”.
Complessivamente, si stima che la domanda globale di petrolio si contrarrà di 800.000 barili al giorno su base annua a marzo e 2,3 milioni di barili quotidiani ad aprile. Si prevede ora che la domanda diminuirà in media di 80.000 barili giornalieri nel 2026.
In caso di un conflitto prolungato in Medio Oriente, “i mercati energetici e le economie di tutto il mondo devono prepararsi a significative perturbazioni nei prossimi mesi”, afferma la Iea.
Verso nuovi aiuti di Stato
L’esecutivo europeo sta raccogliendo i pareri degli Stati membri su una bozza di proposta per un nuovo quadro temporaneo di aiuti di Stato, volto a sostenere diversi settori economici in difficoltà, come trasporti stradali e marittimi, agricoltura, pesca.
Previsto anche un adeguamento degli aiuti nell’ambito del Clean Industrial Deal State Aid Framework (Cisaf), ossia i sostegni indirizzati alle industrie delle tecnologie pulite.
La proposta, in fase di consultazione, consentirebbe ai singoli governi nazionali di concedere un supporto calibrato alle attività prima citate, in modo da coprire una parte dei rincari dei combustibili o dei fertilizzanti, rispetto al periodo precedente al 28 febbraio 2026 (quando sono iniziate le ostilità tra Usa e Iran).
Si propone anche di aumentare l’intensità massima degli aiuti per i costi dell’elettricità pagati dalle grandi industrie, oltre l’attuale massimo del 50% previsto dal Cisaf.
Inoltre, la Commissione è poi pronta a valutare “caso per caso e subordinatamente a diversi requisiti, misure temporanee che possono includere il sovvenzionamento del costo del combustibile per la generazione elettrica da gas, al fine di ridurre i costi complessivi dell’elettricità”.
Resta da capire se questo potrà interessare anche la misura italiana del decreto Bollette: il noto art. 6 con il rimborso degli oneri Ets ai produttori termoelettrici, che attende proprio il vaglio di Bruxelles per entrare in vigore da gennaio 2027 e che però, nella sua stesura attuale, sarebbe un intervento strutturale e non temporaneo.
Più coordinamento sugli stoccaggi di gas
Ursula von der Leyen nel suo discorso ha annunciato che gli interventi saranno presentati al vertice informale dei Capi di Stato o di governo a Cipro (23-24 aprile), anticipati mercoledì prossimo, 22 aprile, da una comunicazione ai leader.
Innanzitutto, ha spiegato, “è fondamentale un solido coordinamento tra gli Stati membri” sulla scia della Piattaforma per gli acquisti congiunti di gas varata nel 2022 in seguito allo scoppio delle ostilità in Ucraina.
Si sta quindi valutando un coordinamento a livello Ue per il riempimento dei depositi di gas, “al fine di evitare che molti Stati si rivolgano al mercato contemporaneamente, entrando così in competizione tra loro” (si veda Crisi energetica, riempire stoccaggi gas “il prima possibile”).
Altre misure, tempestive e temporanee, dovranno proteggere le famiglie e le imprese “vulnerabili” dagli elevati prezzi dell’energia. I nuovi aiuti di Stato andrebbero proprio in questa direzione, con l’obiettivo di adottare il quadro “entro la fine di questo mese”
Un aspetto di fondamentale importanza è poi ridurre la domanda di energia, perciò Bruxelles sta “valutando leve di efficienza energetica, come la ristrutturazione degli edifici o il rinnovo delle attrezzature negli impianti industriali”.
In estate una strategia di elettrificazione
L’Unione europea ha bisogno anche di misure più strutturali per ridurre i prezzi dell’energia, ha evidenziato von der Leyen citando le discussioni nell’ultimo Consiglio europeo sulle diverse componenti di costo della bolletta, tra cui tasse/imposte, oneri di rete e costi legati all’Ets.
Riguardo all’Ets (Emissions Trading Scheme), ossia i permessi di emissione di CO2, “abbiamo già proposto modifiche alla riserva di stabilità del mercato”, bloccando la cancellazione delle quote di emissione in eccesso in modo da migliorare “la stabilità e la prevedibilità dei prezzi Ets”.
Riguardo invece alle tasse sull’elettricità e agli oneri di rete, von der Leyen ha precisato che a maggio arriveranno delle proposte legislative su questi fronti.
Infine, ha rimarcato la necessità di “incrementare la produzione di energia locale, economica e affidabile” grazie alle fonti rinnovabili e al nucleare.
Elettrificare il più possibile i consumi energetici finali contando su queste tecnologie è diventato il mantra delle cancellerie europee, come confermato dai recenti piani di Spagna e Francia per promuovere, tra le altre cose, l’installazione di pompe di calore e l’acquisto di veicoli elettrici.
Ursula von der Leyen ha poi sollecitato i co-legislatori (Parlamento e Consiglio Ue) ad approvare “entro l’inizio dell’estate” il pacchetto sulle reti presentato a dicembre 2025 per accelerare lo sviluppo di nuove interconnessioni e sistemi per l’accumulo energetico.
“Prima dell’estate” Bruxelles presenterà anche una strategia di elettrificazione, perché al momento “siamo in ritardo”, dietro sia alla Cina sia agli Stati Uniti.
Raccomandazioni dell’Irena
Ancora in tema di elettrificazione, l’Agenzia internazionale delle energie rinnovabili (Irena) ha pubblicato ieri, 13 aprile, un policy advisory con una serie di suggerimenti ai decisori politici per alleviare gli effetti della crisi energetica.
Tra le misure raccomandate, si parla di facilitare la diffusione delle fonti rinnovabili distribuite, utilizzare campagne di informazione pubblica volte a ridurre la domanda di energia, accelerare l’adozione di tariffe elettriche a fasce orarie per consentire ai consumatori di spostare il proprio consumo di elettricità nelle ore in cui c’è maggiore offerta di energia verde a prezzi bassi.
Inoltre, occorre implementare misure fiscali come sovvenzioni, sussidi o agevolazioni a sostegno dell’elettrificazione nei vari settori, in particolare negli edifici, nei trasporti e nei processi produttivi.
- Policy advisory Irena (pdf)



























