Un pezzo importante del Green Deal europeo – il cosiddetto fondo per la transizione equa o JTF, Just Transition Fund – rischia di rimanere azzoppato, segnala la Corte dei conti Ue in una nota dove afferma che questo fondo (neretti nostri nelle citazioni) “dovrebbe stabilire un legame più chiaro con gli obiettivi dell’Ue in materia di clima e ambiente”.

Il Just Transition Fund è stato appena depotenziato dal Consiglio europeo, al termine dei negoziati sul piano straordinario di finanziamenti per il rilancio economico post-coronavirus (Recovery Fund).

Così al JTF sono stati assegnati metà dei soldi previsti inizialmente: non più 40 miliardi di euro in totale, bensì 20; ricordiamo la Commissione Ue in origine aveva proposto di destinare al JTF solo 7,5 miliardi di euro e poi aveva proposto di rimpolpare la dotazione del fondo con 30 miliardi che sarebbero dovuti arrivare dal Recovery Fund, più altri 2,5 miliardi dal budget europeo.

Ma di quei 30 miliardi aggiuntivi ne arriveranno appena dieci.

Inoltre, secondo la Corte dei conti europea, Bruxelles “non ha effettuato una valutazione d’impatto a priori per giustificare l’importo modificato”; eppure, si legge nella nota della Corte, “una solida analisi delle necessità è fondamentale per assicurare una migliore assegnazione delle risorse finanziarie dell’Ue e per individuare e quantificare gli obiettivi da raggiungere”.

Il JTF, ricordiamo, finanzierà i progetti per de-carbonizzare le regioni europee che maggiormente dipendono dalla produzione e dall’utilizzo di combustibili fossili, sostenendo iniziative di riconversione industriale, investimenti in tecnologie pulite e riqualificazione della forza lavoro.

Tuttavia, la Corte dei conti osserva che “il collegamento tra performance e finanziamenti è relativamente debole” e che “il metodo di assegnazione proposto fornisce scarsi incentivi ad attuare la profonda e significativa trasformazione strutturale necessaria per conseguire gli obiettivi dell’Ue in materia di clima”.

In sostanza, c’è quindi “il rischio significativo che il JTF non contribuisca a porre fine alla forte dipendenza di alcune regioni dalle attività ad alta intensità di carbonio”.