Le emissioni di CO2 continuano a crescere: nel 2018, secondo i dati appena diffusi dalla World Meteorological Association (WMO), la concentrazione media globale di anidride carbonica nell’atmosfera ha raggiunto 407.8 parti per milione (ppm) da 405.5 ppm nel 2017.

L’incremento di CO2 tra 2017 e 2018, evidenzia la WMO in una nota di sintesi del suo Greenhouse Gas Bulletin, è stato molto simile a quello osservato tra 2016 e 2017.

Nel 2015 la concentrazione media di CO2 ha superato la soglia di 400 ppm.

Ricordiamo che lo scorso maggio c’era stato il picco assoluto come media mensile: 414,66 ppm.

E dal 1990, spiegano gli esperti dell’Organizzazione meteorologica mondiale, il forzante radiativo totale (cioè l’effetto di surriscaldamento sul clima) è aumentato del 43% a causa della persistenza dei gas-serra nell’atmosfera; la CO2 contribuisce in massima parte (80% circa) a tale effetto.

Non c’è segno di un rallentamento, per non parlare di un declino, della concentrazione di gas-serra nell’atmosfera, nonostante tutti gli impegni sottoscritti con l’accordo di Parigi sul clima”, ha commentato il segretario generale della WMO, Petteri Taalas (traduzione nostra dall’inglese).

Intanto anche le concentrazioni in atmosfera di metano e ossido di azoto, altri due gas-serra che contribuiscono al forzante radiativo globale, sono cresciute nel 2018 e sono molto più elevate in confronto ai livelli registrati nell’età preindustriale, rispettivamente del 259%-123% secondo la WMO.

Eppure, da un recente sondaggio sul clima della Banca europea per gli investimenti (BEI) in collaborazione con la società di consulenza BVA, emerge che in Italia “si ritiene ottimisticamente che il pianeta possa essere salvato”, si legge in una nota di sintesi.

Difatti, evidenzia la BEI, mentre l’86% degli italiani riconosce che l’uomo ha contribuito a determinare i cambiamenti climatici, il 69% crede comunque che sia ancora possibile invertire la tendenza: una percentuale superiore di 10 punti alla media europea (59%).

Inoltre, il 73% ritiene di essere in prima persona coinvolto nella soluzione di questa crisi climatica.

Più in dettaglio, prosegue la nota, c’è un forte consenso tra gli italiani (94%) sul fatto che il cambiamento climatico abbia avuto ripercussioni su ciascun oceano e ciascun continente negli ultimi decenni.

Lo scioglimento dei ghiacciai (47%), l’inquinamento atmosferico (40%, 8 punti in più rispetto alla media europea) e l’aumento delle temperature (39%) rappresentano i tre segni più preoccupanti dei cambiamenti climatici per gli italiani.