Come sbloccare l’enorme potenziale africano nelle rinnovabili?

Bisogna ridurre il costo del capitale e aumentare i finanziamenti agevolati a livello internazionale: soluzioni e prospettive nel report della Iea presentato al G7.

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Nelle economie emergenti e in via di sviluppo il costo del capitale può essere da due a tre volte superiore rispetto alle economie avanzate. I finanziamenti agevolati sono quindi fondamentali per sbloccare l’enorme potenziale degli investimenti nei diversi settori delle tecnologie pulite (impianti eolici e fotovoltaici, reti elettriche e così via).

Questo il succo del rapporto pubblicato dall’Agenzia internazionale dell’energia (Iea), Clean Energy Investment for Development in Africa.

Il rapporto è stato presentato al G7 che si è chiuso sabato 15 giugno a Borgo Egnazia (Brindisi), al fine di supportare l’iniziativa della presidenza italiana volta a migliorare l’accesso ai finanziamenti e quindi la bancabilità dei progetti energetici in Africa, nell’ambito del Piano Mattei lanciato dal governo Meloni.

Resta però da vedere come si realizzerà in concreto questo piano, se davvero saprà dare una spinta alle rinnovabili, oppure porterà a incrementare gli investimenti nei combustibili fossili, in primo luogo nel gas, assecondando gli interessi economici di aziende come Eni (si veda Gas e petrolio, i convitati di pietra del “Piano Mattei”).

Intanto Italia e Banca africana per lo sviluppo hanno annunciato, sempre a margine del G7, la creazione di due nuovi fondi con un impegno iniziale italiano per complessivi 280 milioni di euro: un Fondo speciale multi-donatori al servizio del Piano Mattei, focalizzato su investimenti allineati alle “problematiche climatiche”, e un Fondo fiduciario per finanziare progetti comuni in molteplici settori, tra cui energia, agricoltura, acqua, sanità.

Obiettivo del G7, si legge poi nel comunicato finale del vertice, è aiutare l’Africa a diventare un “hub globale” per l’energia sostenibile, sostenendo lo sviluppo di nuova capacità di generazione e nuove interconnessioni energetiche in Africa e nel Mediterraneo.

I Paesi del G7 sono pronti “a svolgere un ruolo fondamentale nel sostenere le ambizioni e gli sforzi dell’Africa per sviluppare infrastrutture e catene di approvvigionamento adeguate per l’energia pulita”, anche tramite l’iniziativa “Energy for Growth in Africa” lanciata insieme a Costa d’Avorio, Etiopia, Kenya, Mozambico, Nigeria, Repubblica del Congo e Sud Africa.

Tornando al rapporto della Iea, emerge che il continente africano, nonostante le sue immense risorse naturali e di minerali critici, ora attrae solo il 3% circa della spesa energetica globale.

Circa 600 milioni di africani non hanno ancora accesso all’elettricità e più di un miliardo di persone utilizza metodi tradizionali per cucinare, come fuochi all’aperto e stufe a legna, carbone, cherosene o rifiuti animali.

La Iea ritiene che per soddisfare il crescente fabbisogno energetico dell’Africa, gli investimenti annuali debbano più che raddoppiare, superando 240 miliardi di dollari entro il 2030, di cui circa tre quarti destinati alle fonti pulite. Come detto, occorre aumentare il finanziamento degli investimenti energetici in Africa, che rimane difficile a causa dei rischi percepiti più elevati e degli elevati costi del capitale.

Per gli esperti dell’Agenzia, servono in media 30 miliardi di dollari l’anno in finanziamenti agevolati internazionali al 2030, in modo da più che raddoppiare gli investimenti privati previsti nel Sustainable Africa Scenario: 190 miliardi di $ vs 75 miliardi attuali.

Circa metà degli investimenti energetici in Africa deve essere indirizzato all’elettricità: si parla di 120 miliardi di $ l’anno al 2030, quattro volte il livello registrato nel 2022 (30 miliardi), di cui il 50% da destinare nello specifico ai progetti di nuova capacità di generazione da fonti rinnovabili, come riassume il grafico sotto.

Il continente africano possiede risorse rinnovabili tra le più competitive al mondo in termini di costi, in particolar modo nel solare, ma spesso i progetti devono affrontare ostacoli di tipo tecnico (mancanza di competenze interne), burocratico (difficoltà a ottenere le autorizzazioni) ed economico, per le già citate difficoltà di accedere ai capitali a condizioni vantaggiose.

In particolare, la Iea stima che sia necessario investire 22 miliardi di $/anno al 2030 per estendere a tutte le abitazioni e le attività commerciali l’accesso all’energia elettrica, e altri 4 miliardi di $/anno per garantire a tutti l’utilizzo di metodi più moderni per cucinare.

Nel Sustainable Africa Scenario, la Iea prevede che si installeranno 120 GW di fotovoltaico in Africa dal 2022 al 2030, con il solare che quasi raggiungerà il gas come prima fonte di generazione elettrica nel continente.

Anche eolico e idroelettrico sono dati in crescita, a fronte di un calo del carbone e di una relativa stabilità degli impianti a olio combustibile, mentre la capacità a gas continuerà a salire, anche se a un ritmo inferiore in confronto agli anni passati.

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