Da qualche anno recepiamo ogni giorno le preoccupazioni di tante famiglie e imprese sul caro bolletta e sulla sicurezza legata all’uso del gas o di altre fonti fossili come Gpl o gasolio.

Molti si chiedono: come posso riscaldare la casa evitando di utilizzare i combustibili fossili, sfruttando il sole o le altre fonti rinnovabili?

In un’abitazione, soprattutto uni o bifamiliare o un piccolo condominio, con consumi non esagerati, possibilmente con superfici ben coibentate, anche in un clima freddo, l’energia solare e le altre fonti rinnovabili possono arrivare a soddisfare il 100% del fabbisogno di riscaldamento, utilizzando diverse tecnologie e configurazioni impiantistiche.

L’efficienza energetica prima di tutto

Il primo primo passo è puntare su alcuni interventi di efficientamento energetico, partendo dal principio che il sistema di riscaldamento più sarà di piccola taglia, meno costerà: se devo riempire di acqua un secchio, mi accerto prima che non sia bucato!

Quindi partiamo da un buon isolamento delle superfici opache dell’abitazione (meglio se pareti esterni e tetto) e delle superficie vetrate (finestre e infissi). Già così si dà un bel taglio alle bollette energetiche, anche del 20-30%.

L’argomento è molto vasto e in particolare sugli interventi di coibentazione c’è un mare magnum di soluzioni e di prodotti. Consigliamo di dare uno sguardo intanto a questo articolo “Il cappotto termico, uno degli interventi chiave per accedere al superbonus”.

Su finestre e infissi sappiamo che i prodotti stanno diventando sempre migliori, ma anche qui è bene farsi consigliare da un esperto (vedi qui).

Piccoli e semplici accorgimenti per risparmiare tanta energia? Non è mai una pessima idea utilizzare persiane: in una giornata di sole in inverno con diverse finestre rivolte a sud, è bene lasciare le persiane aperte per avere un apporto di calore. Al contrario, le persiane vanno chiuse in estate riducendo così significativamente il fabbisogno di aria condizionata. Anche verande o tende consentono di ridurre la radiazione diretta.

Per uscire da gas o gpl sarà poi fondamentale affidarsi per la cottura dei cibi ai piani ad induzione (vedi Piani cottura a induzione: costi, consumi e come sceglierli).

Ma passiamo a parlare del cosiddetto “riscaldamento solare”. Per la maggior parte delle abitazioni, il riscaldamento può essere realizzato tramite fotovoltaico e pompa di calore elettrica, ma anche con l’apporto del solare termico, che potrà dare comunque un contributo quasi totale, nell’arco dell’anno, alla produzione di acqua calda sanitaria.

In quest’ultimo caso due collettori sono sufficienti a questo scopo per una abitazione media con quattro persone; bastano quindi circa 5 mq di spazio (vedi Come scegliere un impianto solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria).

Il contributo del solare termico è certamente maggiore per il riscaldamento degli ambienti se si ha un sistema a pannelli radianti, dove il fluido scaldato opera a più basse temperature rispetto ai classici radiatori.

Abbiamo spesso parlato anche degli impianti combisystem, caldaie/stufe a biomasse (legna o pellet) integrate con il solare termico. In molti casi sono un’ottima configurazione per “sigillare” definitamente il contatore del gas o rottamare il boiler del Gpl (Solare termico e caldaia a pellet per sostituire il Gpl).

Pompe di calore ad aria e geotermiche

Una delle migliori soluzioni per il riscaldamento il raffrescamento e la produzione di acqua calda sanitaria delle abitazioni è l’installazione di una pompa di calore elettrica: estrae il calore dall’ambiente esterno e lo scarica in casa. Funzionano utilizzando un compressore e una bobina piena di refrigerante, simile al frigorifero o a un condizionatore d’aria. Sono in grado di funzionare come dispositivi di riscaldamento e come condizionatori d’aria in estate, con un ottimo rendimento.

Per “elettrificare” il riscaldamento della nostra abitazione ne esistono, in generale, di due tipi: la pompa di calore ad aria (aria-aria e aria-acqua) che funziona estraendo energia termica dall’aria, utilizzando un ventilatore per soffiare aria su una serpentina del compressore, e la pompa di calore geotermica che preleva calore a temperature stabili in estate e in inverno dal terreno; è più efficiente ma più costosa da installare della prima (vedi Le pompe di calore geotermiche: costi, vantaggi e cosa le frena in Italia).

Quanta elettricità consuma una pompa di calore?

Concentrandoci sulle pompe di calore elettriche aria-acqua, possibilmente professionali, va detto che la quantità di elettricità che esse richiedono varia notevolmente con le sue dimensioni e potenza e differisce anche in base al produttore e al modello e diverse variabili.

Per scoprire quanta elettricità consuma un modello di PdC, si può in prima battuta consultare il manuale del prodotto. La potenza del dispositivo indicata è comunque un valore nominale e l’utilizzo effettivo di elettricità differirà in base ad alcuni fattori, come la tipologia specifica della casa, il sistema di distribuzione del calore, la zona climatica, la temperatura esterna, ecc.

Un’analisi tecnica preliminare ben fatta, partendo da kWh termici richiesti dall’abitazione, ci consente di dimensionare correttamente la potenza della pompa di calore e di stimare i consumi elettrici, soprattutto nei mesi invernali, quando il COP del dispositivo tende ad abbassarsi.

Il coefficiente di prestazione “COP” (Coefficient of Performance) è dato dal rapporto tra energia resa (calore ceduto all’ambiente da riscaldare) ed energia elettrica consumata; più il COP è alto (in genere nelle PdC professionali), più la macchina è efficiente (basso consumo). Chiaramente il COP si abbassa quando fa più freddo all’esterno e ciò comporta un aumento dei consumi elettrici.

In linea generale, a gennaio i consumi elettrici per il riscaldamento con pompa di calore sono dalle 3 alle 5 volte maggiori rispetto ad ottobre o aprile.

In base a questi consumi potremo poi dimensionare un impianto fotovoltaico che può contribuire a fornire elettricità al funzionamento della pompa di calore. Se si ha già una pompa di calore, è utile analizzare le bollette elettriche dei mesi dove è attivo il riscaldamento per vedere quanta più elettricità viene richiesta rispetto ai mesi in cui la pompa di calore non funziona o funziona a regimi ridotti.

Quando si realizzano questi impianti è essenziale evitare sorprese negative negli anni di funzionamento, pertanto il complesso calcolo del carico di riscaldamento o raffreddamento dell’intera casa richiederà un’analisi preliminare di un professionista con molta esperienza nel campo.

Sul tema delle pompe di calore elettriche, come strategia per uscire dal consumo del gas, inizieremo con l’ingegner Samuele Trento un percorso introduttivo a questi sistemi. Un primo passo sarà con un breve webinar gratuito che si svolgerà martedì 15 giugno, alle ore 18 (clicca sull’immagine per iscriverti).

Con lui tracceremo alcuni concetti fondamentali e pragmatici per una scelta corretta alla pompa di calore elettrica. Seguiranno poi nei prossimi mesi diversi articoli sui vari aspetti legati all’utilizzo della pompa di calore rivolti a utenti e operatori del settore. È ancora possibile iscriversi al webinar.