Ci sono quattro aziende italiane fra le 179 inserite nella classifica mondiale delle società leader per la trasparenza e l’azione sui cambiamento climatici.

Brembo, Enel, Intesa e Pirelli si trovano a fianco di gruppi quali Danone, H&M, The LEGO Group, L’Oreal, Microsoft, Nestle, Samsung Engineering, Sony, Unilever e Walmart nella cosiddetta “A List” stilata da CDP, un’organizzazione senza scopi di lucro con sede negli USA che monitora l’impatto ambientale di investitori, aziende e amministrazioni locali e preme su di essi circa possibili azioni per costruire un’economia sostenibile.

CDP ha monitorato oltre 8.400 aziende l’anno scorso, assegnando loro voti compresi fra A e D-; solamente il 2% delle aziende esaminate è rientrato nella lista A delle più virtuose.

Dallo studio emerge che il Giappone ha superato gli USA con il maggior numero di aziende nella Lista A, con 38, in aumento rispetto alle 20 dello scorso anno e alle 35 degli Stati Uniti, che comunque continua a rimanere ai vertici della classifica nonostante la posizione negazionista del governo americano sul cambiamento climatico. Al terzo poste si è posta la Francia, con 22 aziende nella Serie A di CDP.

A livello regionale, l’Europa ospita di gran lunga il maggior numero di aziende virtuose, con quasi la metà del totale globale – 85 aziende – seguita dall’Asia con 51 e dal Nord America con 36.

Solo quattro società dell’Oceania sono presenti nella lista – tutte in Australia – mentre due sono in Brasile e una in Sudafrica.

Il fatto che oltre 8.400 aziende abbiano comunicato i propri dati ambientali a CDP rappresenta un aumento del 20% rispetto all’anno precedente, come illustrato in figura.

Le società segnalanti rappresentano oggi oltre il 50% della capitalizzazione di mercato globale.

E fra le correlazioni notate da CDP, spicca quella fra attenzione al clima delle aziende e loro prestazioni in borsa: i titoli delle aziende inserite nella A List hanno fatto segnare mediamente un andamento migliore del 5,5% l’anno rispetto alle concorrenti in un periodo di sette anni, nell’ambito dell’indice STOXX.

CDP ha reso nota la Serie A delle società ambientalmente più efficaci alla vigilia dell’incontro annuale del World Economic Forum a Davos, questa settimana, che riunisce i principali esponenti mondiali degli affari, del governo e della società civile.

In cima all’ordine del giorno di quest’anno a Davos c’è “come mobilitare le imprese per rispondere ai rischi del cambiamento climatico“.

La “A List” di CDP intende sottolineare quali aziende stiano prendendo più sul serio la sfida globale della crisi climatica, lavorando di più per affrontarne e mitigarne i rischi.

Esempi di buone pratiche considerati da CDP includono la definizione di obiettivi climatici basati sulla scienza, il passaggio alle energie rinnovabili, l’investimento nell’innovazione per prodotti a basse emissioni di carbonio, l’utilizzo di prezzi interni del carbonio o l’incentivazione dei fornitori a ridurre le loro emissioni.

Più di 100 aziende della Lista A hanno obiettivi climatici convalidati dall’iniziativa Science Based Targets in linea con l’Accordo di Parigi.