Il settore degli accumuli utility scale accoglie un nuovo “gigante”. Il colosso cinese delle batterie e della mobilità sostenibile BYD ha infatti presentato un nuovo sistema in corrente continua con la più grande capacità al mondo per singola unità, pari a 14,5 MWh.
L’impianto, denominato “HaoHan”, è stato lanciato ufficialmente il 18 settembre all’International Digital Energy Expo di Shenzhen.
La sua capacità minima unitaria è più del doppio rispetto alla norma del settore, pari a 6-7 MWh. Se configurato in un container standard da 20 piedi, il sistema eroga fino a 10 MWh e raggiunge una densità energetica volumetrica di 233 kWh per metro cubo (+51% rispetto alla media del settore).
Le applicazioni target includono il bilanciamento della rete, l’integrazione delle energie rinnovabili negli hub solari ed eolici e l’alimentazione di riserva per utenti commerciali e residenziali.
La mega-batteria di BYD: specifiche tecniche
Elemento cardine di HaoHan, spiega l’azienda sui suoi profili social, è la cella “Blade Battery” da 2.710 Ah sviluppata internamente da BYD, che l’azienda sostiene essere la più grande cella di accumulo di energia al mondo.
Questa cella di nuova generazione offre una capacità tre volte superiore a quella delle batterie di accumulo convenzionali, garantisce oltre 10mila cicli e riduce il costo totale del ciclo di vita per kilowattora a meno di 0,1 CNY (0,014 dollari); un traguardo che potrebbe rivoluzionare l’economia dell’accumulo su larga scala.
Il sistema nel suo complesso raggiunge un’efficienza volumetrica cella-sistema (VCTS) del 52%, massimizzando la densità energetica attraverso una progettazione integrata.
Progettato per ambienti difficili, dai deserti alle regioni costiere, BYD afferma che HaoHan riduce i tassi di guasto del sistema e i costi di manutenzione del 70%. In combinazione con il suo sistema di conversione di potenza interno e il software di gestione energetica, l’unità può fornire una risposta nell’ordine dei millisecondi. Il produttore sostiene inoltre che questa nuova tecnologia possa ridurre i costi livellati a livello di progetto (LCOS) del 21,7% rispetto alla media.
HaoHan integra anche un sistema di tracciamento delle emissioni basato su blockchain per monitorare l’impatto del ciclo di vita del prodotto.
BYD afferma che il carbonio emesso per l’intero life cycle del sistema è inferiore del 18% rispetto alla media del settore, una funzionalità progettata per conformarsi alle tariffe doganali Ue sulle emissioni di carbonio (come ad esempio il Cbam, che dovrebbe diventare pienamente operativo a partire dal 2026) e ad altre normative ambientali in evoluzione.
Dal punto di vista degli sviluppi commerciali, il sistema dovrebbe essere implementato in diversi progetti su scala gigawatt entro la fine del 2025, tra cui una maxi installazione da 12,5 GWh in Arabia Saudita. L’azienda produttrice ha annunciato di voler accelerare la sua espansione globale, puntando ai mercati chiave in Europa, America Latina, Africa e Sud-est asiatico.
Le tendenze in Cina e in Europa
Il lancio di HaoHan avviene in un contesto di grande spinta per i sistemi di accumulo in Cina. Di recente Pechino ha annunciato un piano d’azione per tentare di raddoppiare o quasi la sua potenza di “nuove forme di accumulo di energia” (esclusi i pompaggi idroelettrici) tra il 2025 e il 2027, portandola dagli attuali 101 GW (dato registrato a giugno 2025) a oltre 180 GW (Il maxi-piano cinese per nuovi sistemi di accumulo).
Nel Paese si sta osservando in generale una crescente ondata di sistemi di nuova generazione che stanno entrando nel mercato.
All’inizio di quest’anno CATL ha presentato il suo TENER Stack da 9 MWh, Tesla ha lanciato il Megablock da 20 MWh, una soluzione pre-ingegnerizzata in media tensione CA su scala industriale che combina quattro unità Megapack 3 con un trasformatore megavolt e un quadro elettrico integrati, mentre Sungrow ha reso disponibile il PowerTitan 3.0 da 6,9 MWh.
Queste tecnologie sono fondamentali, tra le altre cose, per una migliore integrazione delle fonti rinnovabili, grazie alla loro capacità di valorizzare ogni unità di energia prodotta. In Australia, ad esempio, hanno permesso di ridurre il numero di ore in cui i prezzi all’ingrosso sono rimasti sotto lo zero (prezzi negativi) nel corso del mese di agosto (Le batterie utility scale e la lezione australiana contro i prezzi negativi).
Uno scenario che porterebbe enormi benefici soprattutto in Europa, dove la potenza cumulativa installata dei sistemi di accumulo a batteria grid-scale è destinata a crescere di molto. Secondo Aurora Energy Research, società specializzata in analisi, previsioni e consulenza per il settore energetico, questa aumenterà di circa 5 volte entro il 2030 superando i 50 GW, rispetto agli attuali 10,8 GW, con un investimento stimato di circa 80 miliardi di euro.
Gli analisti evidenziano l’interesse crescente nei confronti dei grandi accumuli da parte dei principali operatori energetici del Vecchio Continente.
Tuttavia, questa crescita, sebbene significativa, non riuscirebbe a ridurre il deficit di potenza richiesta dal mercato. Nella sua ultima indagine sul tema, condotta nel 2022, l’Associazione europea per lo stoccaggio di energia (Ease) aveva chiesto installazioni per 14 GW/anno per venire incontro alla crescita della domanda totale di stoccaggio energetico, che a livello europeo sarà di circa 200 GW al 2030.





























