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Bonus ristrutturazioni e contratti di comodato, un chiarimento delle Entrate

Il comodatario può richiedere le quote residue di detrazione anche al termine del contratto di comodato.

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Che cosa succede al bonus ristrutturazioni quando scade il contratto di comodato?

L’Agenzia delle entrate, sulla rivista online Fisco Oggi, ha chiarito il dubbio di un contribuente, che in qualità di comodatario di un immobile aveva eseguito interventi di ristrutturazione e stava usufruendo delle relative detrazioni fiscali. Il contribuente ha domandato se, terminato il contratto di comodato, avrebbe potuto richiedere le rate residue di detrazione.

L’agenzia, che nella risposta cita la circolare n. 57/1998, afferma che il comodatario (neretti nostri) “conserva il diritto all’agevolazione anche dopo la restituzione dell’immobile che deteneva”, quindi “al cessare del contratto di comodato le quote residue di detrazione potranno essere richieste dal comodatario”.

Ricordiamo che il bonus ristrutturazioni consiste in una detrazione Irpef del 50% con un limite massimo di spesa pari a 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare, valida per le spese di recupero del patrimonio edilizio – manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia – fino al 31 dicembre 2020.

La detrazione è ripartita in dieci quote annuali di pari importo.

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