Blackout penisola iberica: il primo causato da sovratensione

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Il report Entso-E sull'incidente del 28 aprile: cronistoria degli eventi che hanno portato alla disconnessione, ripristino e suggerimenti per evitare altri eventi in futuro.

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La massiccia interruzione di corrente che lo scorso 28 aprile ha colpito la penisola iberica è tra i primi blackout noti causato da sovratensione.

Lo afferma l’associazione europea dei gestori elettrici Entso-E in un atteso report pubblicato oggi (link in basso), arrivato al termine di un periodo di analisi iniziato a maggio sulla serie a cascata di disconnessioni che ha acceso i riflettori sull’esigenza di rafforzare le reti europee.

Questo primo rapporto non ha esaminato le cause profonde del blackout (in merito arriverà un nuovo studio entro marzo 2026), ma si è concentrato piuttosto sulla situazione dei sistemi elettrici quel giorno e sulla sequenza cronologica degli eventi.

La situazione prima dell’incidente

Le ore mattutine del 28 aprile 2025 sono state caratterizzate da un aumento della produzione di energie rinnovabili, che ha portato a una diminuzione dei prezzi sul mercato del giorno prima e a un aumento delle esportazioni dalla Spagna fino a un totale di 5 GW.

A partire dalle 9 circa, la variabilità della tensione in Spagna ha iniziato ad aumentare, sebbene senza scossoni significativi fino a poco dopo le 10.30, quando la tensione in una parte della rete di trasmissione a 400 kV si è avvicinata brevemente al 110% della tensione nominale (circa 435-440 kV), livello oltre il quale possono intervenire le protezioni di sovratensione

Fino alle 12.03 non sono state rilevate oscillazioni significative: il report indica che le oscillazioni elettromeccaniche inter-area non hanno superato ampiezze di circa 20 mHz,

La figura seguente illustra l’evoluzione della tensione nelle principali sottostazioni di trasmissione a 400 kV in Spagna a partire dalle 9, mostrando comunque come la rete avesse già mostrato segnali di instabilità (oscillazioni locali e inter-area).

A partire dalle 12.32 si sono poi verificati diversi importanti cali di produzione. In meno di un minuto c’è stata una perdita di 208 MW identificata nei generatori eolici e solari distribuiti nel nord e nel sud della Spagna, nonché un aumento del carico netto nelle reti di distribuzione di circa 317 MW, che potrebbe essere dovuto alla disconnessione di piccoli impianti integrati di potenza inferiore a 1 MW (principalmente impianti fotovoltaici su tetto) o a un effettivo aumento del carico (o a una combinazione di entrambi i fattori).

Le ragioni di questi eventi, riferiscono gli analisti nel report, non sono note. In circa 20 secondi si sono poi verificati importanti eventi di disconnessione nelle regioni di Granada, Badajoz, Siviglia, Segovia, Huelva e Caceres, che hanno comportato un’ulteriore perdita di generazione di almeno 2 GW.

Questa fase di gravi interruzioni è iniziata pochi istanti prima delle 12.33 con lo scatto di un trasformatore di generazione nella regione di Granada a causa dell’attivazione di una protezione da sovratensione sul lato 220 kV di un trasformatore 400/220 kV, che collega diversi impianti di generazione (principalmente fotovoltaici ed eolici) alla rete di trasmissione.

In quel momento il trasformatore stava immettendo 355 MW nella rete e la tensione a 400 kV era di 417,9 kV. L’evento successivo ha riguardato due serie di interruzioni, che hanno causato una perdita aggiuntiva di circa 725 MW di impianti fotovoltaici e solari termodinamici collegati a due sottostazioni di trasmissione nella zona di Badajoz. Anche in questo caso le ragioni di questi due interventi “non sono note”, si legge nel report.

La figura seguente illustra l’aumento della tensione fino a un livello superiore a 435 kV durante questa sequenza di perdita di generazione in Spagna fino a 18 secondi dopo lo scoccare delle 12.33.

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Si tratta di un’illustrazione cruciale del report, che mette in relazione le disconnessioni di GW di rinnovabili e il conseguente innalzamento della tensione.

Ricordiamo che circa un mese e mezzo dopo l’incidente le autorità spagnole hanno fornito una ricostruzione ufficiale della catena di eventi che ha portato al guasto, escludendo che la colpa possa ricadere sulle rinnovabili (si veda Blackout in Spagna, il report del governo assolve le rinnovabili). Anzi, a giugno il governo ha approvato un pacchetto di misure con iter semplificato per le Fer e una nuova spinta per lo storage.

La penisola iberica si “spegne”

Successivamente, sempre nell’ordine dei pochi secondi, i sistemi elettrici di Spagna e Portogallo hanno iniziato a perdere la sincronizzazione con il resto del sistema europeo. Sono stati attivati i piani automatici di distacco del carico e di difesa del sistema dei due Paesi, attuati in conformità al Regolamento Ue 2017/2196, che istituisce un codice di rete per le emergenze e il ripristino dell’energia elettrica, ma non sono riusciti a impedire il collasso del sistema elettrico iberico.

Di conseguenza l’interconnessione  con il Marocco è scattata, a causa di una sottofrequenza, cioè quando della rete elettrica scende al di sotto del valore nominale (tipicamente 49,5 Hz, 49 Hz, 48,5 Hz a seconda dei codici di rete).

Le linee CA tra Francia e Spagna sono state scollegate dai dispositivi di protezione contro la perdita di sincronismo. Dopo questa separazione della penisola iberica, lo squilibrio di potenza ha continuato ad aumentare, causando un ulteriore calo della frequenza. Infine la separazione elettrica del sistema iberico è stata completata dall’interruzione delle linee HVDC che trasmettevano energia dalla Spagna alla Francia e tutti i parametri di sistema dei sistemi elettrici spagnolo e portoghese sono crollati.

La figura seguente illustra l’evoluzione della frequenza e della tensione in Spagna (sottostazione di Carmona) e della frequenza nel resto dell’Europa continentale (sottostazione di Bassencourt, Svizzera) durante l’incidente. Appare evidente il momento del crollo.

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Rispetto al blackout in Spagna e Portogallo, la Francia è stata marginalmente colpita dall’incidente. Oltre a una perdita di carico di circa 7 MW, una centrale nucleare è stata disattivata a causa dell’incidente.

Come è avvenuto il ripristino

A seguito dell’incidente, tutti i Tso interessati hanno immediatamente attivato i rispettivi piani di ripristino del sistema, nonché qualsiasi altra procedura e protocollo pertinente per il ripristino della tensione. Questa fase è stata facilitata dalle interconnessioni esistenti con la Francia e il Marocco e dall’attivazione di risorse quali i processi di black-start in alcune centrali elettriche.

Si tratta di processi di riaccensione di una centrale senza bisogno di alimentazione dalla rete. Durante il ripristino, non tutti i tentativi di black-start hanno avuto esito positivo e alcune “isole elettriche” (parti del sistema elettrico che, dopo una separazione dal resto della rete, continuano a funzionare in modo autonomo) hanno dovuto essere ricostituite in seguito.

Tuttavia, fino alle 15.30, è stato possibile ricostruire con successo otto isole elettriche avviate con procedure di black-start in Spagna e le prime aree sono state subito collegate al resto dell’Europa continentale tramite interconnettori tra Spagna e Francia (L-400kV Argia-Hernani alimentata alle 12.43 e L-400kV Baixas-Vic alimentata alle 13.35).

Inoltre, alle 13.04 è stata attivata l’interconnessione tra Spagna e Marocco. Alle 18.36 è stata riattivata l’interconnessione L-220 kV “Aldeadavila-Pocinho 1” tra Spagna e Portogallo e la rete di trasmissione portoghese ha ricevuto nuovamente tensione con frequenza simile a quella continentale.

Nel frattempo, in Portogallo è stato possibile creare due isole avviate in black-start. Alle 19.32, attivando la linea L-400kV Almaraz-C.Rodrigo, la zona meridionale collegata al sistema marocchino è stata sincronizzata con la zona settentrionale collegata all’Europa continentale. Superata la mezzanotte, alle 00.22 e intorno alle 04.00 del 29 aprile 2025, il processo di ripristino della rete di trasmissione è stato completato rispettivamente in Portogallo e in Spagna.

I suggerimenti di Entso-E

Come si è potuto notare, il rapporto afferma che le cause di alcune perdite iniziali nella produzione di energia “non sono note”. Secondo l’indagine mancano ancora alcuni dati importanti, in particolare quelli relativi ad alcuni “generation trip” avvenuti prima del blackout, termine tecnico usato per indicare la disconnessione improvvisa di un impianto di generazione. I proprietari delle centrali elettriche affermano di non avere questi dati, spiega Entso-E.

A questo report farà seguito una seconda analisi dettagliata che si concentrerà sulle “cause profonde” dell’incidente e valuterà diversi fattori, tra cui le azioni intraprese per controllare la tensione e mitigare le oscillazioni, le prestazioni dei generatori in termini di impostazioni di protezione e contributo al controllo della tensione, e, in generale, l’efficacia del piano di difesa del sistema.

Il rapporto finale considererà inoltre l’incidente in un contesto più ampio, ad esempio esaminando il comportamento del sistema elettrico iberico nei giorni precedenti il ​​blackout.

Inoltre, verranno fornite raccomandazioni volte a prevenire che incidenti simili si verifichino in futuro, non solo nella penisola iberica, ma nell’intero sistema elettrico europeo. In via preliminare, Entso-E ritiene che le seguenti aree tecniche debbano essere ulteriormente indagate e analizzate:

  • strumenti di gestione della tensione disponibili;
  • valutazione del comportamento degli utenti della rete nel controllo della tensione e nelle disconnessioni;
  • esecuzione del piano di difesa del sistema e possibile miglioramento;
  • analisi delle varie fasi della fase di restauro;
  • scambio di dati con le parti interessate per migliorare la pertinenza e l’accuratezza del funzionamento del sistema.

La relazione finale dovrebbe essere consegnata nel primo trimestre del 2026. Sarà inoltre presentata per analisi e commenti anche alla Commissione europea e agli Stati membri.

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