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Batterie al litio sempre più competitive: i costi aggiornati dei sistemi di storage

Lazard completa la sua analisi sulle fonti rinnovabili con un rapporto dedicato alle tecnologie per l’accumulo energetico.

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Dopo aver visto i dati aggiornati da Lazard sui valori LCOE (Levelized Cost of Energy) delle fonti rinnovabili vs risorse fossili, con le prime sempre più competitive rispetto alle seconde, vediamo come si stanno evolvendo le tecnologie per l’accumulo energetico.

La società di consulenza finanziaria, infatti, ha pubblicato un’analisi (documento completo allegato in basso) interamente dedicata ai sistemi di energy storage, riassunta dall’acronimo LCOS, Levelized Cost of Storage, che evidenzia un calo rilevante dei costi per molte applicazioni, specialmente per l’accumulo elettrochimico di breve durata.

Difatti, spiega Lazard in una nota (traduzione nostra dall’inglese), “lo storage rimane la chiave per risolvere il problema dell’intermittenza [delle fonti rinnovabili] e si comincia a vedere un cammino più chiaro per la convenienza economica delle tecnologie di accumulo”.

La tabella seguente (clicca sopra per ingrandire) riassume i valori LCOS minimi/massimi per differenti batterie e differenti casi di utilizzo, sia a livello di rete (grandi installazioni In-front-of-the-Meter) sia per quanto riguarda i sistemi Behind-the-Meter, “dietro al contatore”, riferiti alle utenze commerciali/industriali e domestiche.

I valori sono espressi in dollari/MWh senza sussidi.

Le batterie al litio, chiarisce Lazard, sono sempre quelle più economiche e il loro costo continua a diminuire, anche se c’è qualche incognita sul prezzo futuro di alcuni metalli, tra cui il litio e il cobalto (vedi anche QualEnergia.it sull’andamento di mercato di queste materie prime).

Un altro aspetto rimarcato dall’analisi, è la prevista discesa dei costi delle batterie in $/kWh nei prossimi cinque anni, come chiarisce il prossimo grafico multiplo.

Economie di scala, evoluzione tecnologica, maggiore diffusione delle fonti rinnovabili, sono i principali fattori che spiegano questa tendenza. Le batterie al litio, ad esempio, dovrebbero vedere una riduzione dei costi intorno al 28% da qui al 2022.

Anche se, per il momento, i parametri economici complessivi per la maggior parte delle applicazioni di storage elettrochimico sono migliorati di poco da un anno all’altro.

Difatti, osserva Lazard, le opportunità di generare profitti utilizzando gli accumuli per fornire determinati servizi (regolazione di frequenza, copertura dei picchi di domanda eccetera) sono ancora molto limitate dalle condizioni locali dei mercati elettrici.

In particolare, abbinare gli accumuli al fotovoltaico può essere interessante sotto il profilo economico soprattutto per le installazioni industriali/commerciali, molto meno invece per gli impianti residenziali e per i progetti utility-scale.

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