Mercato auto 2025: elettriche al 17,4%, crollano benzina e diesel

Le alimentazioni fossili scendono sotto il 36% delle nuove immatricolazioni dello scorso anno. La scelta preferita dei consumatori europei è l'ibrido elettrico. I dati Acea.

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Il 2025 ha visto un consolidamento dell’elettrificazione del mercato automotive europeo.

Da un lato la quota di mercato combinata delle auto a benzina e diesel è scesa al 35,5%, in calo rispetto al 45,2% del 2024, mentre dall’altro si è confermata l’ascesa dei veicoli elettrici a batteria (“Bev”), che hanno rappresentato il 17,4% delle immatricolazioni dello scorso anno (erano il 13,6% nel 2024).

Un aumento “in linea con le previsioni per l’anno, ma ancora a un livello che lascia spazio alla crescita per rimanere in linea con la transizione”, spiega Acea, l’associazione europea dei costruttori di auto, che ha fornito i dati (link in basso).

In generale, le nuove immatricolazioni nel Vecchio Continente sono aumentate dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nonostante i volumi complessivi rimangano ben al di sotto dei livelli pre-pandemia.

L’incremento è un segnale di salute, ma i numeri restano specchio di un’industria che non ha ancora recuperato i ritmi del 2019 e suggeriscono come la transizione del parco auto stia avvenendo in un contesto di volumi compressi.

Alimentazioni fossili in calo

L’anno da poco trascorso ha segnato un significativo declino delle alimentazioni fossili. Le auto a benzina hanno visto le proprie immatricolazioni contrarsi del 18,7%: con 2.880.298 nuovi veicoli immessi in circolazione nel 2025, la quota di mercato per questo segmento è scesa al 26,6% dal 33,3% del 2024.

Il crollo è stato particolarmente vistoso in Francia, dove le vendite sono precipitate del 32%, seguita da cali pesanti in Germania (-21,6%) e Italia (-18,2%).

Il mercato dei veicoli a diesel ha fatto peggio, con immatricolazioni in diminuzione del 24,2% e una quota dell’8,9% nel 2025. Questa ritirata dei motori endotermici ha “fatto spazio” alle alimentazioni alternative.

Largo all’elettrico

Nel 2025 sono state immatricolate 1.880.370 nuove auto elettriche a batteria. I quattro mercati più grandi dell’Ue per questo segmento, che insieme rappresentano il 62% delle immatricolazioni Bev, hanno registrato tutti una crescita su base annuale: Germania (+43,2% sul 2024), Paesi Bassi (+18,1%), Belgio (+12,6%) e Francia (+12,5%).

I dati relativi allo scorso anno hanno inoltre mostrato un aumento delle immatricolazioni di auto ibride elettriche nell’Ue, salite a 3.733.325 unità, trainate dalla crescita nei quattro mercati principali: Spagna (+23,1%), Francia (+21,6%), Germania (+8%) e Italia (+7,9%).

I modelli ibridi elettrici (che a differenza dei plug-in si ricaricano grazie al motore termico e alla frenata) rappresentano la fetta più grande del mercato totale dell’Ue del 2025, il 34,5%, come mostra il grafico in basso.

Anche le immatricolazioni delle ibride plug-in hanno continuato a crescere, raggiungendo 1.015.887 unità nello scorso anno. Da segnalare un significativo aumento dei volumi in mercati chiave come Spagna (+111,7% sul 2024), Italia (+86,6%) e Germania (+62,3%).

Questo segmento rappresenta ora il 9,4% delle immatricolazioni di auto nell’Ue, in aumento rispetto al 7,2% dello scorso anno.

I dati italiani

Venendo ai dati specifici per l’Italia, Acea rileva come i veicoli elettrici immatricolati nel nostro Paese siano stati 94,624 in tutto il 2025, per un aumento del 44% rispetto ai 65.611 del 2024.

Questo segmento ha subìto un’impennata verso la fine dell’anno, soprattutto grazie agli incentivi legati all’Isee, che però rischia di rimanere isolata senza una pianificazione di lungo termine (Auto elettrica: 2025 col botto a dicembre. Ma ora serve stabilità).

Le ibride plug-in sono invece 98,340 (+86,6% su base annuale), mentre le ibride elettriche, che rappresentano il segmento più presente sul nostro territorio, sono 671,923 (+7,9%).

Calano del 18,2%, quindi in linea con la media Ue del 18,7%, le auto a benzina (immatricolate nel 2025 poco più di 372mila unità contro le 455mila del 2024), mentre crolla il diesel (-31,5% su base annua, con 147.277 immatricolazioni contro le 214.966 del 2024).

Proteggere i produttori Ue

In merito alle case produttrici, va sottolineato il tonfo di alcune aziende importanti come Lancia/Chrysler (-64%), Tesla (-37,9%), Fiat (-8,8%), Stellantis (-4,7%). Per proteggere la manifattura europea dalla concorrenza cinese, giudicata “sleale”, la Commissione europea ha da tempo intrapreso un braccio di ferro con Pechino, inizialmente culminato con l’applicazione si specifici dazi, divisi per casa produttrice, poi ammorbidito di recente con un’apertura basata su prezzi minimi di vendita (Dazi auto elettriche, prove di disgelo Ue-Cina).

In base alle linee guida pubblicate da Bruxelles ogni produttore estero dovrà presentare la propria offerta, che l’Ue valuterà individualmente, sulla base di criteri che includono la garanzia che il prezzo sia sufficientemente elevato da eliminare gli “effetti dannosi” dei sussidi pubblici e la descrizione dettagliata di potenziali investimenti futuri all’interno dei confini comunitari.

Dal punto di vista della Commissione Ue, trattare su prezzi minimi e volumi di vendita rappresenta un compromesso, che nello stesso tempo tiene aperto il mercato e limita il dumping attuato dai marchi cinesi.

Questa soluzione potrebbe inoltre incoraggiare le case automobilistiche cinesi a costruire stabilimenti in Europa, cosa che ad esempio BYD sta già facendo.

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