Il mercato europeo delle auto continua a virare verso l’elettrificazione del parco circolante, nonostante crescano le pressioni sull’Ue affinché vengano rivisti gli obiettivi che vietano la vendita di nuove auto a motore endotermico dal 2035.
In una recente intervista a Politico, il presidente di Stellantis, John Elkann, ha invitato la Commissione ad ammorbidire il divieto in nome della “neutralità tecnologica”, consentendo ad esempio la vendita anche di veicoli ibridi plug-in, modelli con range extender (piccoli motori a combustione interna che estendono l’autonomia della batteria) e veicoli alimentati con carburanti alternativi.
In sintonia con questa richiesta arrivano le dichiarazioni del commissario Ue ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas: “Stiamo conducendo una revisione nell’ambito del più ampio pacchetto per il comparto automotive che rispetterà il principio di neutralità tecnologica”.
Una data importante potrebbe essere il 10 dicembre, quando dovrebbe essere varato un pacchetto automotive comprensivo della revisione dei target 2035, insieme a un nuovo regolamento per rendere più sostenibili le flotte aziendali. È probabile che il provvedimento finale includa meccanismi di transizione graduali, sostegni agli investimenti nelle infrastrutture di ricarica e incentivi per la produzione domestica di batterie.
Elkann si era fatto portavoce anche di un’altra richiesta delle grandi case automobilistiche: definire obiettivi intermedi di riduzione delle emissioni fino al 2035 calcolati su una media pluriennale. La Commissione lo ha già fatto una volta, lo scorso maggio, consentendo ai costruttori auto di utilizzare una media triennale ed evitare così le sanzioni.
Gli ibridi dominano in Europa
Intanto dal mercato automotive continuano ad arrivare segnali di un superamento delle alimentazioni tradizionali.
Secondo dati Acea (pdf) nei primi dieci mesi del 2025 la quota di vetture a benzina e diesel è scivolata al 36,6%, perdendo quasi 10 punti percentuali rispetto al 46,3% dello stesso periodo nel 2024.
La Francia ha registrato il calo più marcato, con un crollo delle immatricolazioni per queste alimentazioni del 32,3%, seguita da Germania (-22,5%), Italia (-16,9%) e Spagna (-13,7%).
Nel periodo gennaio-ottobre 2025, con 2.459.151 nuove immatricolazioni, la quota dei veicoli alimentati a benzina è scesa al 27,4% (era il 34% nello stesso periodo 2024). Contemporaneamente, quella delle auto diesel è precipitata dal 24,5% al 9,2%, come mostra il grafico in basso.
Nei primi dieci mesi del 2025 sono state invece immatricolate 1.473.447 nuove auto elettriche “pure” (BEV: Battery Electric Vehicle), portando questo segmento al 16,4% del mercato Ue.
Germania (+39,4%), Belgio (+10,6%), Paesi Bassi (+6,6%) e Francia (+5,3%), i quattro Paesi che guidano la domanda, hanno tutti registrato un incremento rispetto a gennaio-ottobre 2024.
Alcuni Paesi come Malta (-23,2%), Romania (-18,9%), Estonia (-33,2%) e Croazia (-42,5%) stanno regredendo. L’Italia fa segnare un +26,5%, in linea con la media Ue di +25,7%.
C’è stato poi un aumento delle immatricolazioni di auto ibride elettriche (“Hev”), salite a 3.109.362 unità, trainate dalla crescita di quattro Paesi in particolare: Spagna (+27,1%), Francia (+26,3%), Germania (+10,3%) e Italia (+8,9%). Questi modelli rappresentano il 34,6% del nuovo mercato totale dell’Ue e costituiscono attualmente la scelta preferita dei consumatori europei.
Ricordiamo che questa tipologia di veicoli si differenzia dalle ibride plug-in: le “Hev” hanno un motore termico e uno elettrico che lavorano insieme. La batteria dell’elettrico è di dimensioni ridotte e si ricarica solo tramite frenata rigenerativa e grazie al motore termico. Il motore elettrico interviene soprattutto nelle fasi di avviamento e a basse velocità per ridurre consumi ed emissioni, ma non può sostenere lunghi tragitti in autonomia.
Quanto alle ibride plug-in, che montano una batteria più capiente (può essere ricaricata via cavo) e quindi possono funzionare anche in modalità 100% elettrica, le immatricolazioni continuano a crescere, raggiungendo 819.201 unità nei primi dieci mesi di quest’anno. Una crescita soprattutto in mercati chiave come Spagna (+109,6% rispetto a gennaio-ottobre 2024), Italia (+76,5%) e Germania (+63,4%). Di conseguenza, le ibride plug-in rappresentano ora il 9,1% delle nuove immatricolazioni di auto nell’Ue.
Un focus sull’Italia
Venendo all’Italia, si registra un incremento delle auto ibride elettriche (575.460 immatricolazioni nel periodo gennaio-ottobre 2025, +8,9% rispetto allo stesso periodo del 2024) e delle ibride plug-in (77.957 immatricolazioni, +76,5%).
I passi avanti fatti nei Bev sono ancora parziali, visto che nell’immediato futuro bisognerà monitorare gli effetti della recente corsa agli incentivi che si concretizzeranno a pieno con le consegne dei prossimi mesi.
Nel solo mese di ottobre 2025 sono 6.214 le vetture full electric immatricolate (67.335 dall’inizio dell’anno), in aumento del 24,9% rispetto a ottobre 2024.
Secondo l’ultima rilevazione Motus-E, la quota di mercato delle auto elettriche si attestava alla fine dello scorso mese al 4,9% (+1% in un anno), arrivando a contare 339.231 veicoli circolanti.
Nel nostro Paese è stata inoltre recentemente superata quota 70mila punti di ricarica a uso pubblico. Sempre secondo rilevazioni Motus-E, al 30 settembre ne risultavano 70.272, in aumento di 2.711 unità nel terzo trimestre dell’anno e di 9.933 negli ultimi 12 mesi.
Guardando alla sola rete autostradale, i punti di ricarica installati sono 1.274, di cui l’86% è di tipo veloce in corrente continua e il 63% supera i 150 kW di potenza. Ad oggi quasi un’area di servizio su due (48%) è dotata di infrastrutture di ricarica.



























