Taglio accise e prezzi alla pompa: l’elettrico attira, ma non sfonda

Prorogato fino al 1 maggio lo sconto. Intanto il caro prezzi spinge verso l'acquisto di auto elettriche usate, ma la fiducia degli europei verso questa tecnologia non si traduce ancora pienamente in una domanda stabile.

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È arrivata l’attesa proroga del taglio delle accise sui carburanti.

Nella mattinata di venerdì 3 aprile il Cdm ha approvato un decreto legge che garantirà lo sconto di 24,4 centesimi al litro fino al 1 maggio (al momento è ancora vigente il precedente provvedimento, in vigore dal 19 marzo fino a martedì prossimo, 7 aprile).

L’Unione nazionale consumatori aveva chiesto che le accise venissero ribassate in modo differenziato tra benzina e gasolio.

“La benzina, salvo in autostrada, in nessuna regione ha mai superato 1,8 euro al litro come prezzo medio, mentre il gasolio oggi si paga 2,142 euro in autostrada e 2,076 nella media stradale”, afferma Massimiliano Dona, presidente Unc. “Quindi il taglio del gasolio deve passare da 20 ad almeno 40 centesimi se si vuole che si collochi stabilmente sotto i 2 euro anche in autostrada”.

Primi effetti del caro carburanti

L’impennata dei prezzi dei carburanti seguita all’escalation del conflitto in Iran sta intanto già producendo effetti sul mercato automobilistico europeo, spingendo una parte dei consumatori verso soluzioni elettriche, soprattutto nel segmento dell’usato.

Secondo un’analisi pubblicata da Reuters, tra fine febbraio e metà marzo il prezzo medio della benzina nell’Ue è aumentato del 12%, innescando un aumento significativo delle vendite di veicoli elettrici usati.

Su alcune piattaforme online come Finn.no in Norvegia e Aramisauto in Francia le auto elettriche hanno superato le vendite di modelli diesel e benzina, con incrementi che in alcuni casi hanno portato quasi a un raddoppio delle transazioni.

Il fenomeno è legato soprattutto al fatto che le Bev di seconda mano risultano fino al 40% più economiche rispetto ai modelli nuovi e immediatamente disponibili, rendendole una risposta più rapida agli shock sui prezzi dei carburanti.

Abbiamo provato a contattare diversi dealer e associazioni che si occupano della compravendita di auto in Italia e ci è stato riferito che, almeno per quanto riguarda il mercato del nostro Paese, ci sono ancora troppi pochi dati per osservare un fenomeno simile.

Auto elettriche: l’accettazione non basta

In Europa però la percezione degli automobilisti verso le auto elettriche resta nel complesso favorevole.

Secondo il “Consumer Monitor 2025” (pdf) dell’Osservatorio europeo sui carburanti alternativi (Eafo) quattro conducenti su cinque esprimono infatti un atteggiamento positivo o neutrale. Ciononostante, persistono barriere economiche, infrastrutturali e informative che rallentano la conversione all’acquisto.

Il report, basato su un’indagine condotta su oltre 3.000 automobilisti in 27 Stati, conferma un quadro già noto: l’accettazione sociale dei veicoli elettrici è ampia, ma non si traduce automaticamente in domanda.

Nelle preferenze di acquisto per la prossima auto, infatti, i veicoli a combustione interna restano primi (35%), seguiti dagli ibridi non ricaricabili (24%), mentre Bev e plug-in si fermano rispettivamente al 14% e 13%.

Le criticità percepite dai consumatori sono piuttosto omogenee a livello europeo. Secondo l’analisi Eafo, i tre principali ostacoli sono:

  • prezzo di acquisto elevato;
  • autonomia ritenuta insufficiente;
  • carenza di infrastrutture di ricarica pubblica.

Il costo è di gran lunga il fattore più critico: il 66% degli intervistati lo indica come principale deterrente. Coerentemente, il prezzo “accettabile” dal campione per una Bev si attesta intorno ai 19.000 euro, sostanzialmente allineato a quello delle auto termiche (19.200 euro).

Una recente indagine di Transport&Enrironment ha evidenziato però un calo del prezzo medio delle auto elettriche in Europa, fenomeno che non si verificava dal 2020 (Auto elettriche, nuovi modelli e target di emissioni fanno scendere i prezzi nell’Ue).

Anche le aspettative sull’autonomia risultano elevate: il 46% degli intervistati indica come minimo desiderabile una percorrenza superiore ai 500 km, mentre un ulteriore 32% si colloca tra 300 e 500 km.

Sul fronte opposto, i vantaggi delle auto elettriche sono ben riconosciuti dagli utenti. I principali benefici percepiti sono:

  • impatto positivo sul clima (circa il 50% delle risposte);
  • migliori caratteristiche di guida;
  • minori costi operativi.

Il dato conferma che la narrativa ambientale continua a essere centrale, ma è affiancata anche da elementi più concreti legati all’esperienza d’uso.

Un’adozione ancora diseguale

L’adozione delle auto elettriche e degli ibridi plug-in resta però limitata dal punto di vista della distribuzione sociale. Dall’indagine emerge infatti come questi modelli siano concentrati tra utenti con redditi e livelli di istruzione più elevati, oppure in abitazioni unifamiliari, tra chi dispone di parcheggio privato e in nuclei già dotati di tecnologie energetiche domestiche (fotovoltaico, pompe di calore, batterie).

Al contrario, chi vive in appartamento o dipende dalla sosta su strada incontra ostacoli strutturali, soprattutto legati alla ricarica (si veda Ricarica pubblica: una giungla di prezzi e app. Fino al 40% di differenza alla stessa colonnina).

Un ulteriore elemento critico riguarda la conoscenza delle misure di supporto. Solo il 31% degli intervistati è consapevole dell’esistenza di sussidi all’acquisto, mentre il 30% non conosce eventuali agevolazioni fiscali e il 21% dichiara di non essere a conoscenza di alcun incentivo.

Un deficit informativo che rischia di ridurre l’efficacia delle politiche pubbliche, nonostante gli incentivi siano comunque percepiti come una leva decisiva.

I dati aggiornati per l’Italia

Intanto Motus-E, l’associazione italiana che riunisce imprese e stakeholder per promuovere lo sviluppo della mobilità elettrica, ha pubblicato ieri i dati sulle immatricolazioni in Italia per il mese di marzo.

Sono state registrate nel nostro Paese 16.033 nuove auto full electric, con un incremento del 71,1% rispetto al marzo 2025. Un risultato sostenuto ancora in larga parte dalle consegne dei veicoli acquistati con gli incentivi esauriti in un solo giorno lo scorso ottobre. La quota di mercato delle auto elettriche raggiunge così nel mese l’8,6% (era 5,4% a marzo 2025).

Nel primo trimestre 2026 le immatricolazioni elettriche si attestano a 37.836 unità, in aumento del 64,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, con la market share che nei tre mesi sale al 7,8% dal 5,2% registrato nel periodo gennaio-marzo 2025. Al 31 marzo, il parco circolante elettrico in Italia ha raggiunto quota 396.811 auto.

A livello europeo, i dati più aggiornati citati da Motus-E indicano che a febbraio 2026 la quota di mercato delle auto elettriche ha raggiunto il 26,8% in Francia, il 22% in Germania, il 9,2% in Spagna e il 24,2% nel Regno Unito. Nello stesso periodo, la market share delle auto elettriche in Italia si era attestata al 7,9%.

“Gli incentivi dello scorso ottobre e la crescente disponibilità di modelli elettrici mass market hanno consentito l’acquisto di auto di ultima generazione, più sicure e più economiche da mantenere, a tanti cittadini che altrimenti non si sarebbero potuti rivolgere al nuovo”, commenta Fabrio Pressi, presidente dell’associazione, auspicando “la costruzione di un vero piano per il rilancio del mercato auto italiano, che dovrà passare necessariamente per un’accelerazione sull’elettrico”.

 

Articolo aggiornato alle 9.55 del 3 aprile per dare conto dell’avvenuto via libera al nuovo decreto che proroga il taglio delle accise fino al 1 maggio (e non fino al 30 aprile, come inizialmente circolato e riportato)

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