Apertura MSD, il presidente della X del Senato: “non limitare le rinnovabili”

In una lettera inviata alla presidente di Terna, Catia Bastioli, il senatore Gianni Girotto, neopresidente della Commissione Industria del Senato, interviene sul regolamento sulle Uvam, chiedendo di eliminare il limite massimo del 40% di potenza da rinnovabili non programmabili.

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Il limite massimo del 40% di potenza da rinnovabili non programmabili per le Uvam, unità virtuali abilitate miste, rischia di limitare la partecipazione delle fonti pulite al Mercato dei servizi di dispacciamento, di cui Terna sta riscrivendo le regole in attuazione del decreto 102 del 2014 proprio per includere domanda, accumuli e nuove fonti energetiche.

La denuncia arriva dal senatore pentastellato Gianni Girotto, nuovo presidente della Commissione Industria del Senato, in una lettera inviata alla presidente del gestore della rete, Catia Bastioli (allegata in basso).

Il punto 4.3 del regolamento messo in consultazione (vedi QualEnergia.it, Apertura MSD: il progetto pilota di Terna per UVAM e vehicle to grid ) prevede che siano abilitate solo le Uvam la cui somma delle potenze modulabili in incremento delle unità produttive alimentate da Fer non programmabili incluse nell’Uvam sia non superiore al 40% della potenza massima.

Questo, fa notare Girotto, “limita, secondo quanto illustratomi dai portatori di interesse con cui ho avuto modo di confrontarmi, la possibilità di partecipare attraverso aggregatori al mercato del dispacciamento da parte degli impianti che producono energia da Fer non programmabili associati al consumo ed eventualmente a batterie”..

“Il D.lgs 102/2014, che attua la direttiva Ue 2012/27 sull’efficienza, ha disposto che vengano definite con apposito provvedimento le disposizioni per gli aggregatori e la partecipazione delle Fer al mercato dei servizi. Tuttavia – ricorda il presidente della X del Senato – ad oggi tale regolamentazione non è ancora operativa, nella sua modalità più efficace, consistente nella combinazione fra unità di produzione e consumo”.

La proposta di regolamento Ue sul mercato interno dell’energia attualmente in discussione (QualEnergia.it, Fotovoltaico e prosumer, un futuro che si deciderà in pochi mesi), aggiunge, “già prevede che le risorse di generazione e di stoccaggio partecipino tutte al mercato su una base di parità”.

Il regolamento di Terna limiterebbe invece al 40% la porzione di impianti che producono energia da Fer non programmabili “che possono partecipare significativamente al mercato del dispacciamento attraverso aggregatori”.

L’Uvam, sottolinea Girotto, “è infatti un meccanismo facoltativo e, pertanto, gli operatori – anche quelli che intendono promuovere aggregazioni di unità di produzione da fonte rinnovabile non programmabile – vi aderiranno nella misura in cui risulteranno in conformità con la regolamentazione”.

“Appare opportuno”, conclude il presidente della commissione Industria del Senato, “che siano il mercato e le condizioni della evoluzione tecnologica a stabilire la soglia di impianti fotovoltaici e che questa non venga individuata con una disposizione a ‘priori’, che rischia di condizionare la neutralità tecnologica e lo sviluppo di soluzioni più innovative” e per questo chiede a Terna di eliminare il citato limite del 40% di Fernp.

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